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I vaccini ai medici? Vanno prima agli amministrativi, dopo a quelli in corsia

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Per Anaao Assomed il piano vaccinale mostrerebbe il fianco a più di una critica. I vaccini sarebbero andati prima ai medici con ruoli amministrativi e non a quelli “sul fronte”. Quanto ai ritardi Pfizer, causeranno slittamento della vaccinazione degli ultra 80enni

Nuove rimostranze sul metodo con cui vengono condotte le vaccinazioni al personale medico arrivano da Anaao – Assomed, l’Associazione che cura gli interessi dei medici dirigenti. Carlo Palermo, segretario nazionale della categoria, ai microfoni di Radio Cusano Campus ha spiegato infatti che invece di dare priorità agli operatori che lavorano in corsia, a stretto contatto con gli infetti, circa un terzo degli antidoti è andato a favore del personale amministrativo. Una denuncia che fa il paio con quella di FederSpecializzandi che aveva sottolineato il fatto che gli specializzandi fossero tagliati fuori dai vaccini ai medici con la scusa che non risultino impiegati in alcuna struttura ospedaliera.

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VACCINI AI MEDICI MA NON A QUELLI IN PRIMA LINEA

Coi vaccini ai medici “si sono verificati fatti un po’ spiacevoli. Circa un terzo delle dosi somministrate è andato a personale amministrativo”, ha spiegato Palermo. “Io – ha continuato – ne faccio una questione di funzioni svolte. Tutti i profili professionali che lavorano in prima linea dovrebbero avere una precedenza per quanto riguarda la somministrazione del vaccino”. Queste appunto le perplessità sollevate dal segretario nazionale di Anaao Assomed.

I RITARDI DI PFIZER

Palermo non ha parlato solo dei vaccini dati ai medici, ma ha anche affrontato il tema dei ritardi della Pfizer sulla consegna dei vaccini: “è stato creato in primis dalla stessa Ema (l’Agenzia europea del farmaco ndR) nel momento in cui ha concesso a Pfizer di poter prelevare 6 dosi anziché 5 dalla fiala. Il ritardo sembra sia dovuto alla ristrutturazione del processo produttivo, ci può stare, però questo si traduce in un ritardo di circa 4 settimane rispetto al previsto e questo significa spostare in avanti tutto il programma di vaccinazione. Avremo un ritardo in particolare sulla vaccinazione degli ultra-ottantenni”.

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Per quanto riguarda invece la terapia con gli anticorpi monoclonali, per Palermo “rappresenta una speranza di cura efficace in determinati stati clinici. La sperimentazione è in corso, entro l’estate potrebbe essere validata questa terapia. Sicuramente è un terapia che ha un costo molto alto, ma potrebbe rappresentare l’arma aggiuntiva che coprirebbe il periodo tra l’inizio della vaccinazione e il raggiungimento dell’immunità di gregge”.

 

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