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Così M5s-Pd stanno condannando Roma: bocciato il finanziamento per la Metro C e non solo

Roma Metropolitane

Gli emendamenti alla Legge di Bilancio più importanti per la Capitale sono stati bocciati. No a poteri speciali e a stanziamenti per la Metro C. Approvato solo il tavolo per il Giubileo 2025

“Incredibile dovrebbe essere la parola giusta. Ma non renderebbe appieno la vergogna di cui si è coperta oggi sia la politica nazionale, sia in particolare il governo”. In un post su Facebook sulla pagina “Salviamo la Metro C” tutta la rabbia di Roma verso il governo M5s-Pd.

LA QUESTIONE DELLA METRO C

“Nel giorno in cui si è votato per finanziare bonus per sostituire i rubinetti nelle case, smartphone gratis, crediti di imposta per i cuochi professionisti, centinaia di migliaia di euro per master in medicina termale, milioni e milioni di euro per le celebrazioni degli 800 anni dei presepi e per il sostegno alla filiera dei suini – si legge nel post su Facebook – ebbene si è deciso di affondare l’unico emendamento rimasto (sui tanti presentati) per le metro romane e cioè quello per il finanziamento delle tratte T2, T1 e C2 della Linea C, ovvero le tratte Venezia-Clodio, Clodio-Farnesina e Farnesina-Grottarossa di cui vi abbiamo parlato pochi giorni fa”.

L’ACCUSA A GOVERNO, SINDACA E ASSESSORE

“Il Governo Italiano, La politica Italiana, lo stato Italiano – prosegue il messaggio – decidono scientemente di buttare a mare il completamento della sola infrastruttura in costruzione a Roma.

La politica romana tutta, a partire dal comune, sindaco, assessore alla mobilità e ai lavori pubblici dovrebbe DIMETTERSI immediatamente, così come il presidente della Regione e il suo evanescente responsabile della mobilità. Se nemmeno con un governo dello stesso colore sono capaci di far valere le ragioni della CAPITALE D’ITALIA, allora sono INUTILI ed è solo giusto che SI LEVINO DAI PIEDI. Tranquilli, ce ne ricorderemo al momento del voto”. La community della pagina Facebook conta circa 6.000 cittadini.

GLI ALTRI “SCHIAFFI” DEL GOVERNO A ROMA

“Dal governo M5s-Pd schiaffi per Roma” scrive RomaToday. Bocciati i poteri speciali e gli stanziamenti per la Metro C, unico sì al tavolo per il Giubileo 2025, con due milioni di euro per il prossimo biennio. I lavori sugli emendamenti alla manovra 2021 da parte commissione Bilancio della Camera dei deputati hanno riservato sorprese amare per Roma Capitale. “I documenti presentati da 5 Stelle, Italia Viva e Fratelli d’Italia sono stati in gran parte bocciati o perché avevano caratteristiche ‘ordinamentali’ o perché richiedevano un stanziamento di fondi difficile da reperire”.

NO FONDI STATALI PER ROMA CAPITALE

È stato dunque respinto l’emendamento “firmato dai grillini Flati, Silvestri, Baldino, Tuzi, Daga, Vignaroli e Bella con il quale si chiedeva che Roma Capitale avesse un accesso diretto ai fondi statali, in particolare a quello sulle politiche sociali e sui trasporti, e che fosse istituto presso la presidenza del Consiglio un tavolo di raccordo interistituzionale tra Stato, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma e Roma Capitale con funzioni di coordinamento per il trasferimento delle funzioni sopra individuate, per l’attuazione delle riforme dell’ordinamento di Roma Capitale e del relativo conferimento di poteri speciali”.

NO AI FONDI PER LA METRO C

No anche all’emendamento presentato da otto esponenti di Fratelli d’Italia, inclusa Giorgia Meloni, che chiedeva “l’istituzione presso il Mef di un fondo da 1 miliardo di euro l’anno, a partire dal 2021, per contribuire alla realizzazione degli obiettivi previsto da Roma Capitale” e a quello “sottoscritto da alcuni deputati pentastellati, ma anche da Luciano Nobili e Roberto Giachetti di Italia Viva, che prevedeva lo stanziamento di circa 4,6 miliardi euro dal 2021 al 2033 per il completamento della linea C della metropolitana di Roma e del suo prolungamento fino al quadrante nord ovest della città”.

IL GIUBILEO

In arrivo invece un milione di euro per il 2021 e altrettanti per il 2022 “per il coordinamento, attraverso un apposito tavolo istituzionale, degli interventi e delle opere necessari allo svolgimento del Giubileo della Chiesa cattolica previsto per l’anno 2025”. Il tavolo sarà presieduto dal presidente del Consiglio dei ministri è composto dai ministri degli Esteri, Interno, Economia e Finanze, Infrastrutture e Trasporti e dei Beni Culturali e Turismo, oltre che dal presidente della Regione Lazio, dal sindaco di Roma e da due deputati e senatori designati dai presidenti delle rispettive Camere, sentiti i gruppi parlamentari.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Dire, “il predetto tavolo definisce gli indirizzi nonché il piano degli interventi e delle opere necessari, da aggiornare e rimodulare su base almeno semestrale, sentite le competenti commissioni parlamentari”.

Inoltre “la realizzazione degli interventi realizzati in aree ubicate almeno parzialmente nel territorio della Santa Sede e almeno parzialmente di proprietà dello stesso deve essere subordinata alla definizione consensuale, mediante scambio di note tra la Santa Sede e lo Stato Italiano, della modalità per la loro attuazione”.

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