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Majorino, Maran e non solo: su chi punta il Pd per la Lombardia

Pierfrancesco Majorino

Il Pd pronto a trattare per il candidato alla Regione in Lombardia. Ecco i possibili candidati

Primarie o candidato unitario, Congresso sprint con gazebo a fine gennaio o fase costituente più lunga: il Pd ha poco tempo per sciogliere i nodi che sono sul tavolo. Le prossime ore saranno decisive per chiarire il percorso che porterà alle elezioni regionali nel Lazio e Lombardia. I vertici lombardi si riuniscono per fare il punto dopo le divisioni all’interno del partito sull’apertura di un dialogo con Letizia Moratti, sostenuta dal Terzo polo, e lo stallo sulle primarie di coalizione dopo il no arrivato da +Europa e Sinistra Italiana.

Il segretario regionale Vinicio Peluffo ottiene il mandato per trattare con la coalizione alla ricerca di un candidato presidente unitario e sul tavolo c’è una rosa di nomi: in pole resta quello dell’europarlamentare milanese Pierfrancesco Majorino, aperto anche a possibili convergenze con il M5S ma che non dispiace agli uomini vicini a Lorenzo Guerini; in campo poi Pierfrancesco Maran, l’ex sindaca di Crema Stefania Bonaldi, il presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra e il capogruppo Pd in Regione Fabio Pizzul. Sarà Peluffo a sondare la disponibilità di alcuni big del partito, la vicesegretaria Irene Tinagli, la capogruppo al Senato Simona Malpezzi e il senatore dem Antonio Misiani. Gli sherpa hanno 24-48 ore per trovare la quadra con gli alleati e se non si riuscirà a convergere su una candidatura unitaria il Pd sceglierà in autonomia l’avversario di Attilio Fontana.

Nel Lazio la Direzione regionale è convocata oggi alle 17.00 al Nazareno. Dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti e la rottura dell’alleanza con il M5S il nome in pole è quello di Alessio D’Amato, assessore alla sanità uscente che ha già il sostegno di Azione e Italia viva. I vertici locali dovranno decidere se consacrarlo come candidato del Pd e proporlo alla coalizione che si riunirà mercoledì o se passare dai gazebo nel tentativo di allargare il campo. Secondo chi lavora al dossier, però, “il nome di Alessio è da sempre il più forte, alla fine si dovrebbe chiudere su di lui. Poi starà a lui coprirsi a sinistra”. Il diretto interessato si dice “ottimista” su un possibile appoggio del Pd: “Spero di esser candidato unitario di tutto il centrosinistra, dal Pd ai Radicali. I 5S? Si sono esclusi da soli, si sono chiamati fuori, hanno fatto un’altra scelta perché hanno un altro obiettivo”, taglia corto, ribadendo il suo sì all’inceneritore voluto dal Sindaco di Roma. Sabato, intanto, si riunirà l’assemblea nazionale del Pd che ha all’ordine del giorno l’inserimento della norma transitoria per l’avvio del processo congressuale e l’istituzione del Comitato costituente nazionale. In attesa delle regole del gioco i futuri contendenti giocano di tattica sulla tempistica dell’eventuale discesa in campo; Stefano Bonaccini, Dario Nardella ed Elly Schlein, in ogni caso, stanno già scaldando i motori.

(Estratto da un approfondimento Nomos)

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