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Medici, la guarigione non dà diritto alla riammissione al lavoro: serve vaccinarsi

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Diminuisce la quota di dottori No Vax sospesi (sono 21.879  contro i 61.357 del 17 dicembre), ma il ministero della Salute mantiene il punto: la mera guarigione non permette ai medici di tornare a esercitare la professione

Chi pensava di poter tornare a esercitare la professione dopo essere guarito dal Covid-19, se indossa un camice dovrà rassegnarsi: i medici debbono infatti aver concluso il primo ciclo e, laddove sia già scaduto il Green Pass (che dal primo febbraio dura sei mesi, non più nove), aver fatto il booster. Può sembrare una questione di lana caprina, eppure anche la guarigione dalla mattia dà accesso al certificato di presunta immunità che si dovrebbe sostituire a quello vaccinale. Per questo la FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, aveva chiesto in merito lumi al ministero della Salute.

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Inoltre l’ufficio di gabinetto del ministero coglie l’occasione per ribadire che l’Ordine deve accertare lo stato di avvenuta vaccinazione del professionista. Da qui la conferma di quanto stabilito nell’articolo 4, comma 5 del decreto-legge n.44/2021 in base al quale la sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato all’Ordine della vaccinazione.

NIENTE LAVORO SE IL GREEN PASS DEI MEDICI È DOVUTO ALLA GUARIGIONE

Le recenti strette e la sospensione dal lavoro sembrano aver portato a una consistente erosione della platea di medici restii al vaccino: in 2 mesi, quarantamila hanno deciso di procedere con la somministrazione di Pfizer o Moderna. Restano scoperti, e dunque sospesi, 21.879 tra medici e odontoiatri: erano 61.357 al 17 dicembre.

Per i medici e sanitari No Vax, il semaforo insomma resta rosso: la guarigione da Covid-19 «non è, in base alla normativa vigente, circostanza idonea a legittimare la revoca della sospensione». È quanto ribadito dal ministero della Salute in risposta alla richiesta di chiarimenti da parte della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli Odontoiatri, che a sua volta ha inviato una circolare ai presidenti degli ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ai presidenti delle commissioni degli iscritti agli albi dei medici, ai presidenti delle commissioni degli iscritti agli albi degli odontoiatri e loro sedi.

 

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