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Perché la nuova bozza del Recovery Plan non piace ai ristoratori

RISTORATORI ristori

I ristoratori chiedono al governo di essere inclusi nel capitolo dedicato a turismo e cultura: “La ristorazione vale 21 miliardi di spesa turistica. Valorizziamola”

Non c’è pace per i ristoratori italiani. Dopo il duplice schiaffo del lockdown natalizio cui sono seguite le restrizioni post Epifania, ora la categoria teme di essere tagliata fuori dalla spartizione dei fondi che arriveranno dall’Unione europea.

COSA CHIEDONO I RISTORATORI

Così Fipe, l’Associazione che riunisce baristi e ristoratori italiani, ha deciso di mettere le mani avanti e iniziare a muovere rimproveri alla nuova bozza sul Recovery Plan che il governo sta tuttora ritoccando. Per i ristoratori è un bene “l’incremento dei fondi a sostegno del Turismo”, che passano da 3,1 a 8 miliardi di euro, tuttavia chiedono di non dimenticarsi della ristorazione. “Se così fosse”, commentano da Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, “sarebbe un danno enorme, visto che questa con 21 miliardi di euro negli anni pre pandemia rappresenta la seconda componente di spesa per i turisti e addirittura il servizio maggiormente apprezzato da parte degli stessi. Un’eccellenza assoluta che deve essere valorizzata soprattutto ora che il turismo necessita di un’azione di forte rilancio”.

“Non dimentichiamoci – aggiunge Fipe – che uno degli obiettivi del Recovery Plan, così come disposto dall’Unione Europea, è quello di aumentare del 10% l’occupazione in Italia, oltre a promuovere la filiera agroalimentare e ridurre lo spreco di cibo. La ristorazione dà lavoro ogni anno a 1,3 milioni di persone, il 52% delle quali donne, e genera un valore aggiunto pari a 46 miliardi di euro. Un patrimonio da non disperdere ma, appunto, da valorizzare”.

I DANNI DEL LOCKDOWN AL SETTORE

Lockdown e dpcm vari sono costati a baristi e ristoratori 37,7 miliardi di euro di perdite in tutto il 2020. Circa il 40% dell’intero fatturato annuo del settore. Storicamente, nel periodo delle festività dicembrine per una parte rilevante dei locali si arriva a generare fino al 20% del fatturato annuo: nel quarto trimestre 2020, invece, le perdite registrate hanno superato i 14 miliardi di euro, con un meno 57,1% dei ricavi, peggio ancora di quello che era successo nel II trimestre, quello del primo lockdown.

Leggi anche: Recovery Fund, coi soldi dell’Europa il governo finanzia il cashback di Stato

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