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PNRR, come investiremo i 191 miliardi di Bruxelles?

Recovery Commissione Pnrr

Oggi CdM cruciale sul mega PNRR da 221,5 miliardi, di cui 191,5 riferibili al Recovery fund e 30 miliardi di fondo complementare. Sei le missioni: a digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, vanno 42,5 miliardi; a rivoluzione verde e transizione ecologica la quota più grossa, 57 miliardi; infrastrutture per la mobilità sostenibile destinati 25,3 miliardi; a istruzione e ricerca con 31,9 miliardi; inclusione e coesione 19,1 miliardi e infine salute oltre 19 miliardi

Siamo in grado di anticiparvi alcuni importanti capitoli di spesa del Recovery Fund in base alla bozza del PNRR, ovvero il Piano nazionale di ripresa e resilienza, come è stata finalizzata nella giornata di ieri e che verrà discussa dall’esecutivo oggi. Si tratta del medesimo documento che, limature a parte, Mario Draghi presenterà la prossima settimana in Parlamento dovendola consegnare entro il 30 del mese alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

I VARI CAPITOLI DI SPESA DEL PNRR

Anzitutto, nella bozza del PNRR si legge che nel 2026 il Pil sarà di 3 punti percentuali più alto grazie agli interventi previsti nel Pnrr. La crescita media del Pil tra il 2022 e il 2026 sarà di 1,4 punti più alta rispetto al periodo 2015-2019. Viene indicato l’obiettivo di incrementare la produttività attraverso innovazione, digitalizzazione, investimenti in capitale umano. In totale, assieme ai fondi che il governo promette di stanziare (30 miliardi per i progetti rimasti fuori dal documento), il Piano nazionale di ripresa e resilienza ammonta a 221,5 miliardi, di cui 191,5 riferibili al Recovery fund e 30 miliardi di fondo complementare. Sei le missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, con 42,5 miliardi; rivoluzione verde e transizione ecologica con 57 miliardi; infrastrutture per la mobilità sostenibile con 25,3 miliardi; istruzione e ricerca con 31,9 miliardi; inclusione e coesione con 19,1 miliardi; salute con 15,6 miliardi.

In particolare, sul fronte della Sanità pubblica, da ricostruire e potenziare dopo la pandemia, la bozza del PNRR prevede che vengano destinati 2,39 miliardi aggiuntivi per il sistema sanitario dal fondo complementare. Nel dettaglio, 1,45 miliardi andranno alla missione ‘ospedale sicuro e sostenibile’; 440 milioni alle spese per un ecosistema innovativo della salute e 500 mln alla ricerca e all’innovazione nel campo sanitario ed assistenziale. A questi si aggiungeranno gli 1,71 miliardi di React Eu, così da portare la dotazione sopra i 19 miliardi.

LA GOVERNANCE DEL PNRR

Ricorderete che le scarse risorse assegnate nella bozza approntata da Giuseppe Conte furono alla base degli screzi con Matteo Renzi. Ma il leader di Italia Viva si sfilò poi soprattutto in disaccordo sul tema della governance, che quindi ora sarà particolarmente attenzionato. La nuova versione del documento recita che si prevede una responsabilità diretta delle strutture operative coinvolte: ministeri, enti locali e territoriali per «la realizzazione di investimenti e riforme entro i tempi concordati; per la gestione regolare, corretta ed efficace delle risorse». Si prevedono anche attività di monitoraggio, rendicontazione e trasparenza «incentrate al ministero dell’Economia che monitora e controlla il progresso nell’attuazione di riforme e investimenti e funge da contatto unico per le comunicazioni con la Commissione europea».

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