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Ristori, perché Fipe e ANBC sono per la legalità e contro il movimento #ioapro

Fipe #ioapro

I ristoratori che aderiscono al movimento #ioapro domani terranno le saracinesche alzate anche a cena, ma Fipe e ANBC si dissociano dall’iniziativa che rischia di ritorcersi contro l’intero settore e, in nome della legalità, chiedono veri ristori al governo

La protesta del movimento #ioapro, lanciata dai ristoratori e di cui avevamo parlato qui, va avanti e stando a quanto riportato da SkyTg24, le adesioni sarebbero arrivate a 50 mila. Emilia Romagna, Marche, Lombardia e Toscana sono le regioni con il maggior numero di ristoranti che prenderanno parte all’iniziativa, ma c’è anche chi non è d’accordo. Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, prende le distanze e dice no alla “disobbedienza civile” di #ioapro.

FIPE DICE NO A #IOAPRO

“Violare la legge è un grave errore. Si rischia un boomerang contro l’intero settore”, queste le parole che giungono da Fipe. Se è vero che la frustrazione e il senso di spaesamento è comune alla maggior parte degli esercenti, la Federazione non condivide azioni che inducono a gesti radicali.

“La nostra responsabilità di parte sociale, radicata da più di 70 anni nel Paese reale, – si legge nel comunicato diffuso da Fipe – ci impone di mettere la legalità a prerequisito della nostra azione collettiva. Ciò significa proteggere i nostri associati dai rischi e dalle prese di posizione che li allontanano dal Paese e li espongono a sanzioni pesanti. Il Ministero dell’Interno è stato molto chiaro sui provvedimenti di controllo che verranno adottati nei confronti di chi non rispetta la legge”.

Leggi anche: Cos’è e cosa vuole il movimento #Ioapro?

L’EFFETTO BOOMERANG

Fipe, che si è battuta per mesi a difesa della reputazione del settore, “trattato in modo sproporzionato dai provvedimenti come fonte di contagio e non valorizzato come attività essenziale” teme che se l’iniziativa #ioapro provocasse un nuovo picco di contagi a rimetterci sarebbe l’intera categoria e che invece di fare un passo avanti se ne farebbe uno indietro. “Il rischio è quello di intraprendere azioni senza storia e senza futuro, che penalizzano tutti. Un’associazione di rappresentanza, se è tale, può e deve vedere questi pericoli”.

Fipe Confcommercio ristorazione

LA BATTAGLIA DI FIPE

Un settore stremato e una situazione grave e confusa per cui “servono subito misure aggiuntive – dice Fipe – in grado di dare certezza agli imprenditori e adeguato ristoro alle perdite imposte alle loro aziende”. E assicura: “Porteremo quindi ancora ai tavoli sindacali e istituzionali le nostre necessità, rappresentandole con la forza delle nostre ragioni e il peso della nostra serietà”.

ANBC: NO ALL’ILLEGALITÀ, SÌ A RISTORI IMMEDIATI

Anche l’Associazione Nazionale Banqueting e Catering (ANBC) comprende la frustrazione e il disagio che in tanti stanno vivendo ma non condivide nessuna manifestazione di tipo illegale, che porterebbe a passare dalla parte del torto.

Il presidente dell’Associazione, Paolo Capurro, ha indirizzato poi un chiaro messaggio al governo: “Servono quindi, per non dare adito a proteste incontrollate, interventi urgenti su più fronti: ristori ben più corposi da calcolare sul delta fra il fatturato del 2020 e quello del 2019, la proroga del credito d’imposta sugli affitti per tutto il 2021 e, sempre per tutto l’anno appena iniziato, la proroga della cassa integrazione, con anche vantaggi fiscali per quelle aziende che ne interrompono l’utilizzo per i propri collaboratori”. Non dimentichiamo infatti che il settore eventi è fermo da febbraio scorso.

Leggi anche: L’associazione Filiera Eventi Unita (FEU) chiede di non essere più invisibile

Capurro infine ha concluso parlando dell’attuale crisi di governo: “La crisi di governo in atto in queste ore non può e non deve assolutamente mettere in discussione tutte le misure promesse per attenuare la crisi economica che le nostre aziende soffrono da ormai un anno e di cui, purtroppo, non si vede ancora la fine”.

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