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Gli sgravi nella Legge di Bilancio 2021 per l’occupazione femminile

occupazione femminile

La Legge di Bilancio 2021 ha introdotto alcuni sgravi per incentivare l’occupazione femminile. Ecco quali sono i requisiti

L’occupazione femminile era già in difficoltà prima della pandemia, ma adesso la situazione è ancora più preoccupante. Attualmente – riporta Il Sole 24 Ore – il tasso di occupazione femminile è al 49,3%, 18 punti indietro rispetto agli uomini. L’europarlamentare tedesca Maria Noichl (S&D), ha dichiarato: “Se non cambia nulla nell’Ue, ci vorranno più di 65 anni per raggiungere l’uguaglianza di genere”.

GLI STANZIAMENTI PREVISTI DALLA LEGGE DI BILANCIO

Per incentivare l’assunzione delle donne, la Legge di Bilancio 2021 ha introdotto alcuni sgravi. La manovra, la cui copertura è fornita dal programma europeo Next Generation Eu, ha stanziato 37,5 milioni di euro per il 2021 e 88,5 milioni per il 2022.

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LA RIVISITAZIONE DELLA LEGGE FORNERO

La Legge di Bilancio prevede – per ora solo in via sperimentale per il 2021 e il 2022 – il raddoppio degli sgravi fiscali introdotti dalla legge Fornero (articolo 4 della legge 92/2012) per le assunzioni di donne, con un limite annuo massimo di fruizione. Lo sgravio consiste in una riduzione contributiva pari al 100% dei contributi a carico del datore di lavoro, fino a un importo massimo di 6 mila euro l’anno.

I CONTRATTI

Lo sgravio viene riconosciuto per assumere donne con contratto di lavoro a tempo indeterminato o per trasformare a tempo indeterminato contratti di lavoro dipendente a tempo determinato. Nel primo caso si ha diritto alla riduzione dei contributi per 18 mesi a partire dalla data di assunzione. Nel secondo caso la riduzione si applica fino al diciottesimo mese dalla data di assunzione con il contratto a termine poi stabilizzato.

I REQUISITI

I datori di lavoro che possono beneficiare dell’agevolazione devono rispettare le condizioni previste, gli sgravi sono infatti previsti in quattro casi: donne over 50 (ovunque residenti) disoccupate da più di 12 mesi; donne di qualsiasi età residenti in una delle aree ammissibili ai finanziamenti dei fondi strutturali europei (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna) e senza un lavoro regolarmente retribuito da almeno sei mesi; donne di qualsiasi età (ovunque residenti) senza un lavoro regolarmente retribuito da almeno sei mesi e con una professione o di un settore economico caratterizzati da una forte disparità occupazionale di genere (individuati dal Decreto ministeriale del ministero del Lavoro del 16 ottobre 2020); donne di qualsiasi età (ovunque residenti) prive da almeno 24 mesi di lavoro regolarmente retribuito.

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I SETTORI CON DISPARITÀ OCCUPAZIONALE DI GENERE

I settori in cui la disparità occupazionale di genere è molto accentuata sono: agricoltura, costruzioni, industria estrattiva, acqua e gestione rifiuti, industria energetica, industria manifatturiera, trasporto e magazzinaggio, informazione e comunicazione, servizi generali della PA.

FONDO PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE

Nella Legge di Bilancio 2021, al sostegno all’occupazione femminile si affianca inoltre un Fondo per l’imprenditoria femminile per la concessione di contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e altri incentivi alle imprese condotte da donne.

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