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Cosa cambia nella nuova bozza del Recovery Plan?

nuovo decreto Covid

Quasi 70 miliardi per rivoluzione verde e circa 46 per digitalizzazione e innovazione. Raddoppiano i fondi per la sanità e quelli per istruzione e ricerca sfiorano i 30 miliardi. Tutte le novità del Recovery Plan che dovrebbe essere approvato in Cdm questa sera

È previsto per questa sera alle 21.30 l’incontro del Cdm per l’approvazione della nuova bozza del Recovery Plan che l’Italia dovrà inviare all’Europa. Il piano, dopo settimane di tensioni, dovrebbe ottenere il via libera della maggioranza, che ha ricevuto ieri in tarda serata l’ultima versione. Le risorse previste ammontano a 222 miliardi, anche se quelle impegnate sono circa 310 includendo la programmazione di bilancio del quinquennio 2021-2026.

LE 6 MISSIONI

Il Recovery Plan si divide in 6 missioni, suddivise a loro volta in 16 capitoli finalizzati a realizzare gli obiettivi ideati dal governo. Da qui derivano le 47 linee d’intervento, ognuna delle quali raggruppa progetti omogenei, selezionati in base a criteri di efficacia e d’impatto sull’economia.

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SANITÀ

Tra le novità più significative il raddoppio dei fondi previsti per la sanità, erano stati stanziati 9 miliardi e ora sono passati a quasi 20, di cui 7,9 miliardi vanno ad “Assistenza di prossimità e telemedicina” e 11,82 a “Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria”.

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Entro il 2026 saranno realizzate 2.564 Case della Comunità nuove, una ogni 24.500 abitanti. Questa è la promessa del ministro della Salute, Roberto Speranza. Medici e infermieri lavoreranno per assistere 8 milioni di pazienti cronici mono-patologici e 5 milioni con più patologie. Grazie a 575 centrali di coordinamento, 51.750 medici e altri professionisti, la telemedicina assisterà circa 280 mila pazienti entro il 2026.

RIVOLUZIONE GREEN

Il pacchetto più consistente è destinato a rivoluzione verde e transizione ecologica che potrebbe contare su 68,9 miliardi. Nello specifico: 6,30 miliardi per “Impresa verde ed economia circolare”; 18,22 miliardi per “Transizione energetica e mobilità locale sostenibile”; 29,35 miliardi a “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici”; 15,03 miliardi per “Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica”.

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La bozza prevede 2 miliardi per la Strategia per l’idrogeno su cui il Mise punta con decisione. I fondi saranno distribuiti tra una serie di progetti a partire dalla produzione di idrogeno ‘verde’ in aree industriali dismesse, produzione di elettrolizzatori e uso di idrogeno nel trasporto di merci su ruota o nelle ferrovie.

DIGITAL

Segue il capitolo spesa digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura con 46,18 miliardi. In particolare, “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA” a cui vengono destinati 11,45 miliardi; “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo” ne riceve 26,73 e “Turismo e cultura” 8 miliardi.

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Il cuore del programma per la PA punta anche al capitale umano con circa 16 mila assunzioni nell’arco del Piano per arricchire i profili tecnici e digitali degli organigrammi. Un pacchetto consistente dovrebbe riguardare la giustizia a cui sono dedicati 2,55 miliardi.

INFRASTRUTTURE

Alle infrastrutture per una mobilità sostenibile vanno 31,98 miliardi, di cui 28,30 miliardi sono destinati ad “Alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale” e 3,68 miliardi a “Intermodalità e logistica integrata”.

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Sono previsti fondi per il rinnovo del parco bonus, le metropolitane e le tranvie, la riqualificazione delle case popolari e il piano idrico.

ISTRUZIONE

Istruzione e ricerca passano da 19,1 miliardi a 28,49 suddivisi tra “Potenziamento delle competenze e diritto allo studio” per cui sono previsti 16,72 miliardi e il progetto “Dalla ricerca all’impresa” con 11,77 miliardi.

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È previsto un nuovo piano di orientamento: moduli non inferiori a 30 ore annue per le ultime due classi delle superiori. Tra le proposte del governo anche il rilancio delle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e l’avvio di una  nuova riforma degli istituti tecnici e professionali secondari.

Previsto anche il rafforzamento delle scuole dell’infanzia e un progetto ad hoc per ridurre i divari territoriali.

INCLUSIONE E COESIONE

Al capitolo inclusione e coesione vengono destinati 27,62 miliardi ripartiti tra: “Politiche per il lavoro” (12,62 miliardi); “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore” (10,83 miliardi) e “Interventi speciali di coesione territoriale” (4,18 miliardi).

Una delle quattro azioni riguarda il Mezzogiorno (ecosistemi dell’innovazione), le altre si riferiscono alle aree dei terremoti del 2009 e 2016, alle aree interne e alla valorizzazione dei beni confiscati in tutto il Paese.

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Come riportato da Il Sole 24 Ore, “le politiche di attivazione al lavoro delle donne e dei giovani, affiancate con quelle di rafforzamento dei servizi di asili nido e per la prima infanzia rappresentano l’asse portante degli interventi immaginati sul fronte delle riforma”.

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