Italia

Agcom, in attesa dei nuovi vertici confermato il segretario generale Nicola Sansalone

Agcom

Rimarrà in carica fino a sei mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio di Agcom che potrebbe vedere la luce il prossimo 14 luglio


In vista della nomina del nuovo Consiglio, l’Autorità garante per le Comunicazioni ha deciso di sistemare la struttura interna. Nell’ultima riunione ha perciò confermato nei loro incarichi per un altro anno i direttori e vicedirettori in scadenza a luglio e il segretario generale facente funzioni, Nicola Sansalone.

Il suo incarico ha inizio dall’entrata in vigore del provvedimento, ovvero il 26 giugno, e terminerà dopo sei mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio.

CHI È NICOLA SANSALONE

Nato nel 1963, laureato in Giurisprudenza e abilitato all’esercizio della professione forense, Sansalone è segretario generale facente funzioni dell’Agcom da gennaio 2020. In precedenza nell’Authority ha svolto diversi incarichi tra cui quello di vice segretario generale (da luglio 2018), di direttore del Servizio risorse umane e organizzazione (da marzo 2017), di direttore del Servizio Ispettivo, Registro e Corecom (da febbraio 2006 a marzo 2017), di direttore del Servizio Risorse Umane e Finanziarie (da ottobre 2004). Sempre in Agcom, dal 2000 – anno di accesso tramite concorso — fino ad ottobre 2004 — è stato responsabile dell’Ufficio competente in materia di procedimenti sanzionatori e risoluzione delle controversie del Dipartimento Garanzie e Contenzioso e in precedenza responsabile del settore telecomunicazioni del Dipartimento Vigilanza e Controllo.

Prima di entrare nell’Autorità ha lavorato al ministero delle Comunicazioni nella Direzione regolamentazione e qualità dei servizi e lì si è occupato di regolamentazione e vigilanza dei servizi postali.

I VERTICI SCADUTI

I vertici dell’Agcom con il presidente Angelo Marcello Cardani e i quattro commissari Antonio Nicita, Mario Morcellini, Antonio Martusciello e Francesco Posteraro sono scaduti ormai da quasi un anno, ovvero dal 24 luglio 2019, e hanno avuto il mandato prorogato una prima volta fino al 31 dicembre. In seguito, ci ha pensato il decreto Milleproroghe a portare la scadenza al 31 marzo e nonostante qualche tentativo d’intervento non si è addivenuti a nulla: le tensioni nella maggioranza di governo hanno portato al rinvio delle sedute dei due rami del Parlamento.

Poi c’è stata l’emergenza coronavirus è tutto si è bloccato di nuovo. Il decreto Cura Italia (articolo 7, comma 1) ha stabilito infatti che “dal 31 marzo 2020 fino ai 60 giorni successivi alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 il termine entro il quale i presidenti e i componenti del Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, attualmente in carica, sono legittimati ad esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti”.

Ora però sembra essere la volta buona: il 14 luglio è in agenda la seduta del Senato per eleggere i membri di sua competenza  e la Camera — in concomitanza — farà altrettanto.

Per la nomina del presidente, invece, la parola spetta al capo di Palazzo Chigi, con il gradimento di almeno un partito d’opposizione però: rumors vedono favorito Vito Cozzoli, attuale presidente di Sport e Salute.

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