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Aspi, trasformazione digitale per tornare centrali nello sviluppo del Paese

Polizia Di Stato Aspi

L’intervista a Francesco del Greco, Direttore della Trasformazione digitale di Aspi: “Nove punti per rivoluzionare l’azienda e farla tornare a essere un volano per lo sviluppo del Paese”

Il 4 ottobre 1964 l’allora presidente del Consiglio, Aldo Moro, percorreva con la propria ammiraglia l’A1 Milano-Napoli, l’Autostrada del Sole, inaugurando una “strada dritta” che, coi suoi 755 chilometri, collegava idealmente lo Stivale da un lato all’altro, diventando un volano economico per l’intera nazione. Era la nuova spina dorsale d’asfalto dell’Italia: prima della sua realizzazione un veicolo commerciale partito da Napoli impiegava due giorni per arrivare a Milano. Nel 2021, in pieno smart working, ci si concentra su altre dorsali: quelle attraverso cui transitano i dati, come la tecnologia 5G. Per questo Aspi ha deciso di concentrarsi sulla trasformazione digitale, “per recuperare quel ruolo cruciale che abbiamo avuto nel boom economico: siamo convinti di poter essere ancora oggi fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese”, racconta a Policy Maker, Francesco del Greco, Direttore della Digital transformation di Aspi.

Aspi trasformazione digitale

Forte delle esperienze maturate in realtà come General Electric e Avio Aero, da anni convinto sostenitore che il Paese e la trasformazione digitali passi soprattutto attraverso un cambio di mentalità dei protagonisti della nostra economia, grandi o piccoli che siano, nonché dei manager, del Greco è l’uomo cui Aspi ha affidato il profondo cambiamento aziendale a molteplici livelli, così come fortemente voluto dal nuovo amministratore delegato Roberto Tomasi.

Leggi anche: Aspi, Big data e AI per prevenire il rischio corruzione

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Francesco Del Greco, Direttore della Digital transformation di Aspi

Una trasformazione digitale e pure radicale, all’interno di Aspi: “di molte opere, soprattutto le più antiche, risalenti agli anni ’50, non possediamo nemmeno gli incartamenti, quindi stiamo procedendo per mapparle in 3D”, così da rendere la rete autostradale qualcosa di più di un sistema di nervature percorso dagli automobilisti e dalle merci, ma attraversato, virtualmente, pure dai dati. “I dati sono cruciali: Autostrade per l’Italia ne possiede tantissimi e, incrociati con quelli esterni, come per esempio sul meteo, ci permetteranno di mettere a punto nuovi servizi per la nostra utenza”, spiega sempre il Direttore della Digital transformation.

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“Sono in Aspi da circa un anno e devo ammettere – rivela del Greco – che non mi era mai capitato prima, in nessuna realtà, di vedere una simile partecipazione: si avverte davvero la voglia di tutti di fare la propria parte in questa trasformazione digitale”. Un piano pluriennale per il quale Autostrade per l’Italia ha stanziato 200 milioni di euro, articolato in nove punti per rendere l’azienda data-driven, sicura, veloce, trasparente e innovativa tramite il digitale.

I NOVE PUNTI DI ASPI PER LA TRASFORMAZIONE DIGITALE

1. Sviluppo e gestione integrata degli asset lungo il ciclo di vita: adozione di nuove tecnologie e strumenti con l’obiettivo di rafforzare il monitoraggio delle opere lungo tutto il ciclo di vita e ottimizzare la pianificazione degli interventi di manutenzione, incrementando i livelli di sicurezza della rete;

2. Augmented Fieldforce: introduzione di nuovi strumenti a supporto del personale operativo con l’obiettivo di aumentare la collaborazione, le capacità di monitoraggio delle attività svolte in pista e in cantiere;

3. Digital Traveller Journey: sviluppo di nuovi servizi, per i viaggiatori;

4. Mobility Management proattiva: sviluppo di nuovi strumenti, anche basati su modelli di advanced analytics, valorizzando la ricchezza dei dati e delle informazioni raccolte (telecamere, sensori, dati anonimi, …) con l’obiettivo di ottimizzare la gestione della viabilità, incrementando la capacità di previsione e controllo dei flussi di traffico;

5. Esazione Seamless: implementazione di nuove soluzioni tecnologiche per innovare il processo di esazione e abilitare nuove modalità di gestione differenziale della tariffazione, per innovare il servizio verso i viaggiatori;

L’amministratore delegato Roberto Tomasi

6. Aree di Servizio Smart: adozione di nuove tecnologie anche attraverso erogazione di nuovi servizi sostenibili per la new mobility (ad es., mobilità elettrica e/o condivisa) e rafforzare l’integrazione e la collaborazione con i gestori delle Aree di Servizio;

7. Digital Finance: adozione di nuovi strumenti con l’obiettivo di semplificare ed automatizzare i processi di Finance e data empowerment, rafforzando il controllo e l’integrazione con altri processi aziendali;

8. Corporate Control Tower: sviluppo e adozione di nuovi sistemi e tecnologie per evolvere e rafforzare la trasparenza e la capacità di monitoraggio e di intervento proattivo nei processi di tutta l’area Corporate;

9. Digital Employee Journey: sviluppo di nuovi strumenti a servizio del personale di ASPI con l’obiettivo di semplificare le attività amministrative e personalizzare i percorsi di crescita e formazione per migliorare l’esperienza dei dipendenti durante la permanenza in azienda e attrarre nuovi talenti.

Tra i nuovi servizi in sviluppo che, per quanto avveniristici, Aspi conta di fare entrare in funzione entro pochi mesi, l’uso di sensori oltre ai droni già all’opera sul fronte del monitoraggio dello stato delle infrastrutture. Ci sarà poi la gestione proattiva e dinamica di corsie e monitoraggio dei tempi di percorrenza che, “con la nuova società del Gruppo, Free to X, saranno alla base di un modello di ristoro del pedaggio basato sulla reale esperienza di viaggio”, spiegano. I modelli predittivi dei flussi di traffico saranno alla base della pianificazione dei cantieri così da minimizzare l’impatto sulla viabilità, con tanto di stima di eventuali disagi provocati all’utenza e calcolo della relativa scontistica sulla tariffa se si arriva al casello di destinazione in ritardo sui tempi.

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