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Beniferi, Scarpa e non solo: chi sono i giovani dem che chiedono la testa dei leader Pd

Sinistra Meloni Enrico Letta - Centro Sinistra

Gli under 40 di Coraggio PD contestano la leadership del Partito Democratico. Ma non chiamateli “rottamatori”

La polveriera del Partito Democratico si arricchisce di un’altra voce di protesta. È quella di “Coraggio PD”, un raggruppamento di giovani esponenti del partito democratico, tra i quali molti amministratori, che contestano la leadership del Partito Democratico.

Alla guida di un nutrito gruppo di “malpancisti” c’è Brando Benifei, europarlamentare e capodelegazione democratico al Parlamento europeo dal 2019.

Chi sono le donne e gli uomini di “Coraggio PD”

Coraggio PD è un “percorso promosso da tanti attivisti, dirigenti, amministratori e iscritti PD per lanciare una fase nuova, costituente e partecipata del Partito Democratico”.

Ma chi ne fa parte? Tanti giovani amministratori che vogliono “partito che sappia essere al passo coi tempi, dinamico e pieno di vita e capace di presentare proposte convincenti e figure credibili”. Tra questi Tommaso Bori, consigliere regionale dell’Umbria, Gaia Romani, assessore 25enne del Comune di Milano, Rachele Scarpa, che con i suoi 25 anni è la più giovane parlamentare dell’attuale legislatura, Caterina Cerroni, segretaria nazionale dei Giovani democratici, l’assessore di Monza Marco Lamperti, 35 anni, Simone D’Angelo, consigliere comunale e segretario del Pd di Genova, Stefano Albano, capogruppo in consiglio comunale a L’Aquila, Lorenzo Marinone, 28 anni, consigliere comunale di Roma e delegato del sindaco Gualtieri alle politiche giovanili. “Prima di nuovi leader e alleanze – ha detto Vincenzo Di Paolocapogruppo del centrosinistra nel Consiglio Provinciale di Monza e Brianza – al PD servono nuove energie e idee chiare. Chiamatela rigenerazione, rifondazione, ripartenza. Ma il punto è molto semplice: occorre rompere gli schemi, superare logiche e strutture ingessate. C’è una generazione che non intende rassegnarsi e sceglie di impegnarsi per cambiare davvero le cose”.

L’esperienza del think tank dei Centofiori

Il malumore dei giovani del Partito Democratico che non si vedono rappresentati dalla leadership del partito ha una storia lunga.

Già nel novembre del 2018 il think tank “CentoFiori – Per un nuovo Pd”, capeggiato proprio dall’eurodeputato Benifei e formato da giovani militanti e amministratori locali del Partito Democratico, manifestò il proprio disappunto nei confronti della guida renziana del partito. Il nome evocava la campagna dei “Centofiori” nella quale Mao Tse-tung provò a stimolare il fermento intellettuale dei giovani cinesi. L’esperienza terminò con la repressione delle voci più libere.

Il movimento interno al PD, invece, ha avuto un esito meno cruento, semplicemente si è assopito.

Una nuova generazione in campo per il Partito Democratico

Il malcontento dei più giovani nei confronti dei vertici del partito democratico ha continuato ad ardere, sotto la cenere ed è tornato, sotto nuove vesti e con una consapevolezza maggiore, maturata negli anni di amministrazione. Gli under 40 che contestano la leadership del PD si sono riuniti nella giornata di sabato in un’assemblea all’Auditorium Antonianum a Roma. “È il momento che una nuova generazione prenda le redini anche a livello nazionale”, ha tuonato il capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo a Repubblica.

I “coraggiosi” non sono i nuovi rottamatori

Un refrain che ricorda il grido di battaglia renziano. “La rottamazione è stato un concetto violento, contro la generazione precedente. Non lo condividiamo. È stata la cooptazione degli amici di Renzi, in una divisione tra amici e nemici del capo – rincara la dose Bonifei -. Nessuno si fa da parte volontariamente, ma bisogna riconquistare credibilità ricostruendo una nuova prima fila di dirigenti a livello nazionale. Il Pd assomiglia troppo poco alle cose che dice. Ha cavalcato l’antipolitica, sbagliando sia sul taglio dei parlamentari che sulla fine del finanziamento pubblico ai partiti. Attacca la legge elettorale Rosatellum però l’ha votata. Difende il lavoro dalla precarietà, ma ha voluto con Renzi premier il Jobs Act”. Non è escluso che dal percorso di rigenerazione possa emergere un candidato alla guida del Partito democratico. “Il segretario lo sceglieremo a gennaio. In questi mesi dobbiamo fare una rifondazione politica del partito, con una nuova identità che guardi più a sinistra. Poi vedremo chi si candiderà e faremo le nostre valutazioni”, ha aggiunto Benifei.

I “grandi” del Partito democratico dalla parte degli under 40

Tra i “grandi” che supportano la carica degli under 40 c’è il sindaco di Pesaro Matteo Ricci. “A Roma ad ascoltare tante ragazze e ragazzi appassionati e competenti, da tutta Italia. Per un partito nuovo che combatta per i diritti e contro le disuguaglianze – ha twittato il primo cittadino marchigiano -. Bravo Brando Benifei e bravi tutti, questa è la vera fase costituente; cambiare davvero, forza“. Sostiene l’iniziativa di Coraggio PD anche il senatore Marco Meloni, coordinatore del Partito Democratico. “Una prima positiva prova del fatto che il percorso costituente del nuovo Pd potrà fruire della partecipazione attiva di una comunità viva e orgogliosa, che – ne sono certo – ha le idee – ha detto il senatore Meloni -, l’energia e la voglia di cambiare di cui il futuro dei democratici e delle democratiche italiane hanno bisogno”.

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