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Via la 18app, ecco la nuova Carta cultura che vuole il Governo

Riforma Governo Bonus Cultura

Nella proposta di riforma del bonus cultura c’è il doppio parametro: soglia Isee a 35 mila euro o voto massimo alla maturità

Tra i tanti provvedimenti ai quali sta lavorando il Governo, ancora alle prese con la Manovra, c’è il bonus cultura. Sul tavolo c’è il passaggio dalla 18app alla Carta G, la carta giovani. Con due criteri alternativi l’uno all’altro per beneficiare di un meccanismo che dovrebbe restare pressoché lo stesso, cioè ricevere 500 euro da spendere in libri, teatro, cinema. Da un lato la soglia di reddito familiare massima fissata a 35 mila euro, dall’altro il merito di terminare la maturità con il voto massimo agli esami finali (100/100).

CAMBIA IL BONUS CULTURA

La proposta è maturata per mano di alcuni parlamentari della maggioranza: il presidente della Commissione cultura della Camera Federico Mollicone (Fratelli d’Italia), Rita Dalla Chiesa (Forza Italia) e Rossano Sasso della Lega, ex sottosegretario all’Istruzione. E adesso seguiranno riformulazioni proprio di quell’emendamento già motivo di polemiche.

Secondo l’idea del governo e della destra, in caso di possesso di entrambi i requisiti (Isee sotto i 35 mila euro e voto massimo alla maturità) il bonus raddoppierebbe a mille euro.

Inevitabili e immediate le polemiche rimbalzate sui social e non solo anche nelle ultime ore. Matteo Renzi ha dato il buongiorno ai suoi follower gridando alla follia della mossa del Governo. “Quello che sta accadendo in queste ore è tecnicamente uno dei più grandi scandali a cui io ho assistito da quando sono in Parlamento. Cosa è successo stanotte? Hanno presentato la riforma della 18App e comporta che azzerano, zero soldi per il 2023, cioè non c’è un centesimo, per la 18App”.

ANCHE PER FLORIDIA (M5S) LA MOSSA E’ SBAGLIATA

“La proposta di legare il riconoscimento del bonus cultura in misura maggiore ai diciottenni con voti alti è sbagliata in radice”, ha detto Barbara Floridia (M5S). “La 18app ha l’obiettivo di rendere più fruibile l’accesso alla cultura: i ‘poco meritevoli’ potrebbero averne maggiore bisogno proprio perché si tratta di uno strumento che aiuta i ragazzi che hanno più necessità di stimoli culturali”, ha scritto in un comunicato.

“Se vuole davvero riconoscere il merito agli studenti, il governo dovrebbe semmai aumentare i fondi per le borse di studio anziché virare su queste forme di distrazione di massa. La cultura è il principale strumento per abbattere le disuguaglianze, non per crearne di nuove. Questo il governo proprio non riesce a capirlo ed è il motivo per cui quando si accosta a questa tematica lo fa in maniera goffa compiendo solo disastri”, ha concluso Floridia.

I DATI DELLA 18APP

Sta per arrivare l’addio alla 18app, insomma. Cioè a quel servizio informatico attivo dal 2016. Al sesto anno,  attualmente è valida per i nati nel 2003 e nel 2022 ha permesso acquisti culturali per 93 milioni di euro. Sono stati 441.480 i ragazzi ad attivare il bonus negli ultimi dodici mesi, per un totale di spesa superiore ai 220 milioni di euro. Numeri ben distanti dalla sintesi di un “fallimento”, come descritto dalla maggioranza.

 

 

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