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Agenzia per il Cinema e l'Audiovisivo

Che cosa sarà l’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo

La Commissione Cultura della Camera ha approvato il testo unificato della riforma del settore audiovisivo, pubblicato in anteprima da Prima Comunicazione. Tra le novità, la più importante è l’istituzione dal 2028 di un’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo per la gestione dei fondi statali: ecco in cosa consisterà

Sta per diventare realtà l’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo: un progetto di cui si parla da tempo, oggi tra i principali capitoli della riforma del settore approvata in Commissione Cultura alla Camera, frutto di una sintesi tra le varie proposte presentate da maggioranza e opposizione.

Si delinea una revisione strutturale delle politiche di sostegno statale, mirata a garantire maggiore indipendenza, trasparenza e stabilità. Al centro del riassetto normativo, che approderà in Aula per la discussione il 31 luglio, spicca la transizione delle competenze operative dall’attuale dicastero a un nuovo ente dedicato.

IN COSA CONSISTE LA RIFORMA DEL SETTORE CINEMA E AUDIOVISIVO

Il provvedimento nasce da un complesso lavoro di composizione guidato da Federico Mollicone, esponente di Fratelli d’Italia e attuale presidente della Commissione Cultura della Camera. La riforma unisce la proposta di delega al governo promossa dallo stesso Mollicone con le diverse iniziative parlamentari presentate in precedenza.

Tra queste, i disegni di legge di Elly Schlein, deputata e prima firmataria per il Partito Democratico, di Gaetano Amato per il Movimento Cinque Stelle, di Valentina Grippo per Italia Viva, e di Giorgia Latini, in quota Lega. Il cuore della manovra punta a scorporare la gestione dei fondi pubblici, che cubano oltre 700 milioni di euro annui, affidandola a un ente terzo per standardizzare i controlli e arginare la speculazione. Parallelamente, la legge delega interviene sul fronte dei crediti di imposta – il cosiddetto tax credit – riducendo l’aliquota al 25% per le produzioni non indipendenti e promuovendo contributi diretti per il rinnovamento e l’apertura delle sale cinematografiche, oltre a introdurre specifiche indennità di discontinuità a favore della stabilità previdenziale ed economica dei lavoratori dello spettacolo.

CHE COSA FARÀ L’AGENZIA PER IL CINEMA E L’AUDIOVISIVO: COMPITI E FUNZIONI

Ma la novità più importante riguarda il passaggio, dal 1° gennaio 2028, delle funzioni della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura a una neocostituita Agenzia per il cinema e l’audiovisivo.

Ispirata al modello istituzionale del Centre national du cinéma et de l’image animée (CNC) francese, la nuova realtà sarà un ente pubblico non economico dotato di totale autonomia patrimoniale, organizzativa, finanziaria e gestionale. Al dicastero della Cultura rimarranno in via esclusiva i compiti di indirizzo politico e di vigilanza strategica. L’ente avrà la responsabilità di gestire e attuare le politiche pubbliche per lo sviluppo del settore, amministrando operativamente le risorse finanziarie statali. Dovrà inoltre coordinare le iniziative su scala nazionale e regionale, guidare le politiche per l’internazionalizzazione delle imprese e promuovere l’attrazione di investimenti esteri per le produzioni internazionali.

Tra le competenze strategiche rientrano il coordinamento delle Film Commission, la raccolta sistematica dei dati economici e industriali della filiera, l’elaborazione di un piano triennale per la formazione professionale e l’istituzione di un inedito osservatorio permanente dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale applicata alle produzioni cinematografiche e visive.

COMPOSIZIONE E ITER DI NOMINA

La struttura di governance del nuovo organismo prevede un direttore, un consiglio di amministrazione e un collegio dei revisori dei conti.

La figura del direttore, un profilo di comprovata esperienza e competenza manageriale nel mercato di riferimento, verrà nominata con decreto del Presidente della Repubblica. Il rigoroso percorso di designazione richiederà una delibera del Consiglio dei Ministri, previa proposta del Ministro della Cultura e dopo aver sentito la Conferenza Unificata, e dovrà superare lo scoglio dell’approvazione a maggioranza qualificata dalle competenti Commissioni parlamentari.

L’incarico avrà una durata di tre anni, rinnovabile una sola volta, e comporterà un regime di assoluta incompatibilità. A tutela della trasparenza, per i tre anni successivi alla cessazione del mandato al direttore sarà vietato assumere ruoli direttivi o incarichi professionali nell’industria audiovisiva, nonché ricoprire ruoli politici, partitici o di governo.

Il consiglio di amministrazione sarà composto da cinque membri scelti attraverso le designazioni del Ministero della Cultura, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le regioni e del nascente organo consultivo di settore.

ARRIVA ANCHE IL FORUM DEL CINEMA E DELL’AUDIOVISIVO

Ad affiancare l’ente operativo nella definizione delle strategie di filiera nascerà il Forum del cinema e dell’audiovisivo, una nuova cabina di regia destinata a sostituire e superare l’attuale Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo.

Concepito come sede permanente di consultazione, analisi e monitoraggio delle politiche pubbliche, questo organo riunirà 16 componenti. La metà di questi sarà composta da esperti di riconosciuta competenza, nominati dal Ministro della Cultura in accordo con gli enti territoriali e in parte attraverso specifici avvisi pubblici aperti alla società civile. Gli altri 8 membri rappresenteranno direttamente e fattivamente le associazioni del comparto produttivo, dando voce paritaria ad autori, lavoratori dello spettacolo, produttori indipendenti, esercenti teatrali, piattaforme audiovisive di trasmissione e referenti istituzionali del settore videoludico.

ltre a formulare proposte sui criteri di intervento generale, l’organismo esprimerà pareri sui decreti normativi e condurrà il delicato lavoro di monitoraggio sull’impatto etico e lavorativo scaturito dalle tecnologie digitali avanzate e dall’intelligenza artificiale.

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