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Chi decide la legge di Bilancio? Tutte le tappe fino alla fine dell’anno

Paolo Trancassini Relatore Legge Di Bilancio

La legge di Bilancio è la “lista della spesa” delle necessità del nostro Paese. Ma come si arriva a decidere cosa ci serve?

Sarà una corsa contro il tempo quella che deputati e senatori dovranno disputare per approvare la legge di Bilancio entro la fine dell’anno ed evitare al nostro Paese l’esercizio provvisorio. Ma quali sono le tappe della legge di Bilancio e chi sono i decisori? Cerchiamo di capirlo.

Il “monocameralismo di fatto” della legge di Bilancio

Il Governo ha approvato la proposta di legge di Bilancio in Cdm il 21 novembre scorso consegnandola al Parlamento con più di un mese di ritardo rispetto a quanto previsto dalle norme. A determinare questo slittamento sono state le elezioni di settembre, che hanno portato alla formazione di un nuovo Parlamento e di un nuovo Esecutivo. Le conseguenze, però, ricadono sull’iter di approvazione della legge di Bilancio che, se si vuole evitare l’esercizio provvisorio, deve essere approvata entro la fine dell’anno. L’escamotage utilizzato dalla maggioranza prevede di discutere il testo e presentare eventuali emendamenti in un solo ramo del Parlamento, alla Camera. Il Senato si limiterà a ratificare quanto già deciso. In tal modo viene a configurarsi un “monocameralismo di fatto”. Una pratica che non trova riscontro in Costituzione ma che, nel corso degli anni, si è venuta a consolidare come consuetudine per velocizzare l’iter di approvazione della norma.

Il lavoro della Commissione Bilancio

Al centro dell’iter che porta all’approvazione della legge di Bilancio c’è la Commissione Bilancio. Le Commissioni (tutte non solo quella del Bilancio) sono piccole assemblee che riproducono in scala la composizione politica dell’Aula di Montecitorio. Tutte le forze politiche trovano rappresentanza. Il Presidente della Commissione Bilancio è il forzista Giuseppe Mangiavalori e i suoi vice sono  Giovanni Cannata di Fratelli d’Italia e Gianmauro Dell’Olio del M5S.

Giuseppe Mangiavalori

Luca Giovanni Cannata

Gianmauro Dell'Olio

Mentre i segretari della Commissione Bilancio sono Claudio Mancini del PD e Nicola Ottaviani della Lega.

Claudio Mancini

Nicola Ottaviani

Le audizioni in Commissione Bilancio

Prima di passare per il voto dell’aula, quindi, il testo viene esaminato dalla Commissione Bilancio. I relatori nominati della legge di Bilancio rispecchiano le tre anime della maggioranza: Paolo Trancassini (FDI), Roberto Pella (FI) e Silvana Comaroli (Lega). In Commissione Bilancio attraverso le audizioni (tra queste quelle della Banca d’Italia, Istat e Cnel), i parlamentari raccolgono informazioni per proporre emendamenti alla legge di Bilancio. Ma la Commissione Bilancio non è l’unica ad analizzare il testo. Tutte le commissioni, in sede consuntiva, analizzano il testo ed esprimono il proprio parere sugli aspetti di propria competenza.

Roberto Pella

Silvana Comaroli

Paolo Trancassini

Gli emendamenti alla Legge di Bilancio: il M5S ne presenta 800

Dopo l’analisi arrivano ci sono le proposte di modifica. Ieri è stato l’ultimo giorno utile per presentare gli emendamenti alla manovra. Sono stati 3.104, tutti depositati nella commissione Bilancio della Camera. La maggioranza ha presentato 617 emendamenti, le opposizioni 2324. Il gruppo che ha presentato il maggior numero di emendamenti è M5s, circa 800. Gli emendamenti “segnalati”, quelli che, dopo le intese nell’ufficio di presidenza della Commissione, saranno effettivamente proposti al voto nella settimana prossima, non potranno essere più di 450, così divisi: 250 delle opposizioni (96 del Pd, 77 del M5S, 44 di Azione-Italia Viva e 34 ad Alleanza Verdi e sinistra italiana) e 200 della maggioranza (83 di FdI, 54 della Lega, 41 di FI e 22 di Noi moderati).

Il “tesoretto” di 400 milioni

I gruppi parlamentari hanno a disposizione un “tesoretto” da 400 milioni, grazie ai quali poter apporre modifiche e variazioni al testo licenziato dalla Commissione Bilancio. E ulteriori 300 milioni sono a disposizione delle eventuali richieste dei Ministeri.

L’esame nell’Aula di Montecitorio e l’approvazione al Senato

Le votazioni in Commissione Bilancio (anche sugli emendamenti) partiranno il prossimo 15 dicembre così dal 20 dicembre la manovra potrà essere esaminata dall’Aula di Montecitorio. Il via libera dovrebbe arrivare tra il 22 e il 23 dicembre. Dopo la palla passerà al Senato che, visti i tempi molto ristretti, altro non potrà fare che approvare il testo senza modificarlo entro il 30 dicembre.

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