skip to Main Content

Chi attacca e chi difende Ultima Generazione (che attacca e imbratta il Senato)

UG Senato

Mi imbarazza, inquieta, sorprende, indigna pure quell’aula del Senato a suo modo imbrattata anch’essa senza bisogno che nessun attivista riuscisse a raggiungerla 

Per favore – come dice spesso Papa Francesco  parlando di ciò che non vorrebbe sentire e vedere – finiamola di rincorrere con i giornali gli imbrattatori delle istituzioni, cioè della democrazia. Che non sono soltanto quelli – come Domani, il  nuovo quotidiano di Carlo De Benedetti – spesisi contro le reazioni di biasimo agli ambientalisti  accanitisi con le loro vernici sulla facciata del Senato, simbolo di una democrazia sporca, insensibile e quant’altro. In dichiarata “difesa degli attivisti” il direttore in persona di quel quotidiano, Stefano Feltri, ha scritto e titolato che “hanno ragione loro a sporcare la superficie dell’indifferenza”. Bisognerebbe anzi ringraziarli, si è anche detto altrove, per avere usato vernici lavabili facilitando gli interventi di pulizia, più apprezzabili di quelli della Polizia.

Mi imbarazza, inquieta, sorprende, indigna pure quell’aula del Senato a suo modo imbrattata anch’essa – senza bisogno che nessun attivista riuscisse a raggiungerla a e a rovesciarvi secchiate di vernice- con una foto che su Libero e sul Tempo, in prima pagina, incita praticamente all’indignazione popolare. E ciò per la diserzione dell’opposizione dalla seduta svoltasi – ha spiegato pur correttamente Pietro Senaldi sul quotidiano diretto da Alessandro Sallusti – “per annunciare il decreto Milleproproghe, provvedimento piuttosto importante, nel quale si possono provare  a infilare norme rimaste fuori della Finanziaria”. E che -aggiungerei- è purtroppo diventato un provvedimento ormai abituale. “Destra al lavoro, sinistra in vacanza”, ha titolato Libero, anche se non è stata offerta l’immagine di uno, uno solo dei senatori della destra diligentemente presente al suo posto.

Il Tempo è andato oltre attribuendo in un fotomontaggio al presidente del Senato Ignazio La Russa una battuta in siculo – romanesco che, una volta tanto, la seconda carica dello Stato si è  risparmiata per non mancare al rispetto promesso ai senatori d’opposizione in occasione dell’insediamento: “Questi se so prorogati pure la fine delle vacanze”.

Stento davvero a riconoscermi in questo giornalismo presuntuosamente “guardiano” -dicono gli esegeti- della verità e affini. Una seduta di “annuncio”, come l’ha chiamata Senaldi, di un decreto legge è imposta dall’articolo 77 della Costituzione nella parte in cui dice, letteralmente, che “quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni”. Per prenderne evidentemente atto, non avviarne già la discussione direttamente in aula e votare.

Ebbene, questo articolo della Costituzione, per l’uso che riescono con tanta evidenza a farne i detrattori della democrazia, andrebbe modificato, prima ancora di altri di cui si parla in questi giorni in tema, per esempio, di presidenzialismo e varianti.

TUTTI I GRAFFI DI DAMATO 

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Policy Maker

Errore

Back To Top

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Policy Maker

Errore