È stato Il primo vicepresidente del CSM in quota centrodestra a chiamare l’intervento di Sergio Mattarella contro gli attacchi alle toghe di Nordio e Meloni? Chi è Fabio Pinelli e quella volta in cui fu lui a essere accusato di minare l’indipendenza della magistratura
Nelle foto che immortalano l’intervento a suo modo storico di Sergio Mattarella al plenum del CSM, lo si nota alla destra del presidente della Repubblica, nel posto riservato al vice.
Di norma è Fabio Pinelli a dirigere le sedute ordinarie, in qualità di numero 2, ma non ieri. E secondo quanto riportato dal sito Dagospia, sarebbe stato proprio lui a convincere il Capo dello Stato a intervenire durante i lavori per la prima volta in undici anni di mandato. Ecco il suo profilo
CHI È FABIO PINELLI
Nato a Lucca nel 1966 e formatosi a Milano, l’avvocato penalista Fabio Pinelli ha costruito la sua carriera a Padova, diventando un punto di riferimento nel diritto penale dell’economia. Ha patrocinato avanti la Corte Costituzionale, per parte privata, la rilevante questione di diritto penale avente ad oggetto “l’omessa previsione del fatto lieve nel sequestro di persona a scopo di estorsione”. Prima dell’elezione al CSM nel gennaio 2023, è stato a lungo professore a contratto presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e titolare dell’insegnamento di “Diritto penale dell’ambiente, del lavoro e della sicurezza informatica (Internet e privacy).
Nel frattempo ha operato come consulente legale per il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e ha difeso esponenti di spicco della Lega come Armando Siri e Luca Morisi, sebbene il profilo di Fabio Pinelli sia da sempre caratterizzato da una marcata agilità politica: per esempio, è stato socio di “Italiadecide” con Luciano Violante e ha assistito figure vicine a Matteo Renzi, tra cui l’avvocato Alberto Bianchi.
Primo vice del CSM nominato dalla destra – e precisamente in quota Lega -, è in carica dal 2023.
IL PRECEDENTE
Ma di Pinelli in molti ricorderanno un episodio di segno diametralmente opposto. Nel novembre 2024, infatti, fu proprio il vicepresidente del CSM a essere accusato di minare l’autorevolezza e l’indipendenza dell’organo, finendo sotto il fuoco incrociato delle opposizioni e dei membri togati del CSM.
Il casus belli fu un ricevimento a Palazzo Chigi dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’incontro scatenò immediate polemiche a causa della sua delicatezza istituzionale, anche perché emerse che Sergio Mattarella sarebbe stato informato del colloquio solo a ridosso dell’appuntamento, senza essere edotto sui contenuti specifici.
L’irritazione del Colle e di parte del Consiglio sarebbe scaturita dal fatto che Fabio Pinelli si sarebbe presentato in veste ufficiale per discutere temi politici sensibili, come gli equilibri delle correnti interne (con riferimento a Magistratura Democratica) e il caso della consigliera Rosanna Natoli, proprio mentre infuriava la polemica sui provvedimenti dei giudici riguardanti i centri per migranti in Albania.
Insomma, ai tempi l’accusa contro Pinelli era di cercare di accreditarsi presso Fratelli d’Italia mettendo a repentaglio l’indipendenza dell’istituzione che rappresenta. Un’indipendenza che proprio lui oggi avrebbe voluto difendere contro le ingerenze della politica, dopo le parole, ritenute inopportune, di Nordio e Meloni.

