Italia

Coronavirus, tutte le mosse dell’Agcom (ancora in proroga)

Agcom

Rimandata a data da destinarsi l’elezione del presidente e di due membri del Consiglio generale. L’Agcom preme sulla banda larga e il commissario Nicita ritira le dimissioni

Ancora un rinvio per il rinnovo dei vertici dell’Agcom, scaduti la scorsa estate. È quanto stabilito dal decreto “Cura Italia”: da qui l’annuncio dello spostamento dell’elezione — che doveva tenersi  il 25 marzo — a “data da destinarsi”. Intanto l’Authority vara un pacchetto di disposizioni per assicurare il funzionamento dei servizi di pubblica utilità durante l’emergenza coronavirus.

COSA C’È SCRITTO NEL DL “CURA ITALIA”

Nel provvedimento già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e che ora passa al vaglio dei due rami del Parlamento, si dispone la proroga del mandato dei componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali fino a non oltre i 60 giorni successivi alla data di cessazione dello stato di emergenza legato al coronavirus.

L’ANNUNCIO ALLA CAMERA

Ieri pomeriggio, perciò, l’annuncio a Montecitorio di Fabio Rampelli, presidente di turno dell’Aula, in apertura dei lavori alla Camera: “Le votazioni per l’elezione dei due componenti del Garante per la protezione dei dati personali e due componenti per l’Autorità di garanzia per le comunicazioni previste per il 25 marzo sono rinviate a data da stabilirsi”.

QUAL È LA SITUAZIONE ALL’AUTHORITY

I vertici dell’Autorità per le Comunicazioni, ovvero il presidente Angelo Marcello Cardani e i quattro commissari Antonio Martusciello, Mario Morcellini, Antonio Nicita e Francesco Posteraro sono scaduti lo scorso 24 luglio e hanno avuto una prima proroga del mandato fino al 31 dicembre 2019 così come accaduto all’Authority che presiede alla Privacy per il presidente, Antonello Soro, e i tre componenti del collegio (la vice presidente Augusta Iannini, Giovanna Bianchi Clerici e Licia Califano), il cui mandato settennale è terminato il 19 giugno.

Con il nuovo anno le cose non sono cambiate, nonostante gli inviti — in particolare da parte di Cardani — a eleggere i nuovi membri e ad evitare di proseguire con un’Autorità di fatto depotenziata. Il decreto Milleproroghe aveva infatti allungato i tempi per il rinnovo sino a fine marzo per entrambe le Autorithy. Da segnalare che nel frattempo si sono dimessi due componenti dell’Agcom, Martusciello e Nicita, visto l’approssimarsi del rinnovo. Preso atto del decreto, ieri Nicita — su richiesta di Cardani — ha fatto marcia indietro e le sue dimissioni -—che dovevano essere recepite dal Consiglio — sono state congelate.

AGCOM PER L’EMERGENZA

Intanto l’emergenza coronavirus porta l’Agcom a muoversi. Il Consiglio generale dell’Authority ha dato il via libera a un primo pacchetto di decisioni per assicurare il funzionamento dei servizi di pubblica utilità. Al termine della riunione l’Agcom ha comunicato di aver avviato quattro tavoli permanenti con gli operatori in merito a: potenziamento e sicurezza di reti e servizi di telecomunicazioni; protezione e facilitazione all’uso di servizi digitali; riorganizzazione ed esercizio degli uffici e servizi postali e di consegna dei pacchi; ruolo dei servizi media audiovisivi; possibile uso dei Big data e della promozione di meccanismi di autoregolamentazione da parte delle piattaforme online.

Inoltre, per attuare la norma del decreto “Cura Italia” che attribuisce poteri di deroga alle condizioni di regolamentazione per facilitare la gestione dell’emergenza, l’Autorità ha previsto misure per miglioramento delle condizioni di offerta dei servizi di rete da parte di Telecom Italia. In particolare si punta a ridurre i costi all’ingrosso unitari della banda Ethernet rame e fibra di Tim e a fornire il massimo impegno alla fornitura accelerata degli apparati di trasporto e vlan per l’aumento di banda. A questo riguardo ha sbloccato l’attivazione di 5.000 cabinet Telecom nelle cosiddette aree bianche (quelle in cui la banda larga è meno sviluppata), tagliando i tempi di autorizzazione da 30 a 10 giorni, uno degli effetti proprio del “Cura Italia”.

A Telecom Italia viene anche chiesto di mettere a disposizione le proprie infrastrutture su tutto il territorio nazionale, rispondendo alle richieste dei consumatori senza discriminare rispetto alle tecnologie e alle aree geografiche del paese. L’Agcom ha fatto sapere che vigilerà sulle azioni di Tim suggerendo eventualmente misure correttive e che richiederà agli operatori di Tlc di fare ogni sforzo necessario per contribuire alla gestione e al superamento dello stato di emergenza. A tal proposito ha indicato alcune azioni importanti come quella di assicurare nel più breve tempo possibile un aumento della banda larga, di “compiere ogni sforzo, in caso di assenza di copertura con rete fissa nga (next generation access, ndr) e su richiesta, per attivare senza aggravio di costo fino al 30 giugno 2020, ogni possibile soluzione di accesso” e di ridurre o azzerare i contributi una tantum di attivazione di nuove linee o passaggio alla fibra. Infine, sul fronte dei servizi postali, l’Authority ha invitato gli operatori ad adottare modalità operative omogenee e condivise che riducano al minimo l’impatto dell’emergenza sull’erogazione dei servizi, evitando che si possano verificare interruzioni o sospensioni degli stessi.

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