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Cortei No Vax, la (mini) stretta di Lamorgese. Cosa cambia

Cortei No Vax

Niente più Cortei No Vax nei centri storici, accolte le richieste dei commercianti. La valutazione, però, caso per caso. Salvini attacca (ancora) la titolare del Viminale: “Se vietiamo le manifestazioni perché non siamo in grado di far rispettare le regole, allora il ministro dell’Interno non sa fare il suo lavoro”. Per l’Usb con tale decisione c’è il rischio “estendere il divieto a tutti quanti risultino sgraditi a Draghi, ai suoi ministri e ai loro grandi elettori”

Non è la stretta severa paventata da più parti, ma i prossimi cortei No Vax dovranno sottostare a regole un po’ più rigide.  I prefetti dovranno individuare “specifiche aree urbane sensibili, di particolare interesse per l’ordinato svolgimento della vita della comunità, che potranno essere oggetto di temporanea interdizione allo svolgimento di manifestazioni pubbliche per la durata dello stato di emergenza, in ragione dell’attuale situazione pandemica”. Lo scrive il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in una circolare inviata in serata a tutti i prefetti.

“CORTEI NO VAX MINANO ECONOMIA NEGOZI”

“L’evoluzione del fenomeno correlato alla protesta per le misure emergenziali dettate dal Covid 19” rende “necessaria l’urgente e immediata attuazione” dello stop alle manifestazioni nelle “aree sensibili” delle città, scrive il ministro. Le manifestazioni No Vax e No Green Pass, aggiunge, pur “rappresentative del diritto ad esprimere il dissenso, stanno determinando tuttavia elevate criticità sul piano dell’ordine e della sicurezza pubblica, nonché sul libero esercizio di altri diritti, pure garantiti, quali, in particolare quelli attinenti allo svolgimento delle attività lavorative ed alla mobilità dei cittadini, con effetti, peraltro, particolarmente negativi nell’attuale fase di graduale ripresa delle attività sociali ed economiche”.

POCHE FORZE POLITICHE CONTRO LA DECISIONE DI LAMORGESE

Sono pochi i partiti che si schierano senza ‘se’ e senza ‘ma’ a favore della libertà di manifestare. Dalla maggioranza, il leader della Lega, Matteo Salvini, ne approfitta per attaccare per l’ennesima volta chi lo ha succeduto: “Se vietiamo le manifestazioni perché non siamo in grado di far rispettare le regole, allora il ministro dell’Interno non sa fare il suo lavoro”.

Dall’opposizione, si levano le critiche di Fratelli d’Italia e di Sinistra Italiana. Nicola Fratoianni scrive sui social: “Non sono d’accordo con il Viminale”. L’idea che i problemi di consenso si risolvano con il divieto di manifestare è inaccettabile. Si tratta – continua- di una decisione pericolosa e gravida di conseguenze”. Pur chiarendo di essere “in disaccordo con chi va in piazza contro il vaccino e il Green pass”, Fratoianni sottolinea: “Con il pretesto di colpire i No Vax e No Green Pass non si possono limitare le libertà costituzionali di milioni di cittadini e cittadine di esprimere e manifestare il proprio dissenso”.

Leggi anche: Chi è Monsignor Carlo Maria Viganò, autore delle prediche No Vax

“Quando i No Tav manifestano contro i cantieri dell’Alta velocità e aggrediscono le forze dell’ordine non ho mai visto tanta preoccupazione da parte del ministero dell’Interno”, è il commento ironico di Lucio Malan, esponente del partito di Meloni. “È singolare – prosegue – che ci sia questo particolare accanimento contro i No Green pass e non si dica che è un problema di aumento dei contagi perchè i manifestanti non indossano le mascherine. Non ne ho viste – conclude – neanche durante le proteste contro la bocciatura del ddl Zan”.

LE CRITICHE DI USB

Per l’Usb, con la mini stretta ai cortei No Vax si è di fronte a “grave, gravissima decisione del governo”, presa “su ordine delle associazioni dei commercianti che lamentano perdite ingenti e paventano un Natale senza shopping”. Una scelta che, dice l’Unione sindacale di base, può portare a “estendere il divieto a tutti quanti risultino sgraditi a Draghi, ai suoi ministri e ai loro grandi elettori”.

QUANTO SONO COSTATI I CORTEI NO VAX?

La mini stretta ai Cortei No Vax si è resa necessaria non solo per tutelare la cittadinanza dopo gli scontri passati, ma anche per permettere all’economia di ripartire nel periodo natalizio. Confcommercio Milano, per esempio, ha calcolato che solo per l’area del centro e corso Buenos Aires il costo dei cortei “No Vax e No Green pass” è stato di 10,2 milioni di euro negli ultimi tre sabati, ovvero una perdita del 27% del fatturato di negozi, bar e ristoranti. La stima è stata effettuata in base a un sondaggio condotto su 613 imprese.

“È un bilancio che potrebbe essere ben più pesante se dovesse perdurare questa situazione di caos con un impatto significativo sull’attrattività della città. Chi sarebbe infatti invogliato a recarsi in città – si chiede Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano – sapendo di trovare confusione e disagi per cortei più o meno autorizzati? Il danno economico rischia seriamente di aggravarsi con l’avvicinarsi del periodo natalizio”.

Dal sondaggio emerge che il 70% si dice favorevole all’obbligo di green pass sui luoghi di lavoro e che il 73% non ha riscontrato criticità legate al relativo controllo. Il 71%, poi, risente ancora dei danni subiti per effetto dell’emergenza Covid, percentuale che si innalza nella ristorazione: 86%.

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