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Cosa chiedono e chi sono i Paesi (oltre l’Italia) che hanno scritto all’Ue sui migranti

Ue Migranti

Una migliore gestione dei flussi dei migranti irregolari, questa in sintesi la posizione di 15 Stati – tra cui l’Italia – espressa in una lettera ai vertici Ue

L’Italia insieme ad altri quattordici Stati membri dell’Ue ha inviato una lettera alla Commissione europea e alla commissaria Ue agli Affari interni, Ylva Johansson, per chiedere una migliore gestione della migrazione irregolare con “sforzi complementari” per affrontarne le cause profonde.

CHI SONO I 15 PAESI FIRMATARI DELLA LETTERA ALL’UE SUI MIGRANTI

I Paesi firmatari sono: Italia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Grecia, Cipro, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Romania e Finlandia.

“I ministri firmatari condividono la convinzione che l’Ue debba continuare a lavorare per creare un sistema di asilo più equo, umano, sostenibile ed efficiente a livello mondiale, volto a prevenire e affrontare la migrazione irregolare alla radice e lungo le rotte migratorie, fornendo al contempo un’adeguata protezione e accoglienza a coloro che ne hanno bisogno, favorendo il rimpatrio e la reintegrazione. Purtroppo, siamo lontani da questo obiettivo”, si legge nella lettera.

“Le sfide attuali dell’Ue, tra cui il forte aumento degli arrivi irregolari, sono insostenibili. La nostra responsabilità e il nostro impegno sono quelli di sostenere la stabilità e la coesione sociale e di evitare di rischiare la polarizzazione delle società europee e di perdere l’unità nella famiglia degli Stati membri dell’Ue”, continua il testo.

I 15 PAESI FIRMATARI: “SERVE MIGLIORE GESTIONE UE DEI FLUSSI IRREGOLARI”

I Paesi che si trovano lungo le rotte migratorie, secondo i firmatari, svolgono un ruolo indispensabile ospitando un gran numero di rifugiati. Per questo, alla Commissione, in uno “sforzo congiunto con gli Stati membri”, viene richiesto di “identificare, elaborare e proporre nuovi modi e soluzioni per prevenire la migrazione irregolare in Europa”, attraverso la “creazione di partenariati completi, reciprocamente vantaggiosi e duraturi con i principali Paesi partner lungo le rotte migratorie” definiti “essenziali” per gestire i movimenti migratori irregolari verso l’Europa e per offrire ai migranti un’alternativa a mettere a rischio la propria vita in viaggi pericolosi.

Da ispirazione per questi partenariati potrebbero essere, secondo i firmatari della missiva, i modelli ispirati alla dichiarazione Ue-Turchia (e al suo meccanismo 1:1) e al Memorandum Ue-Tunisia, nonché la cooperazione su percorsi regolari di migrazione, in conformità con le leggi del diritto nazionale e le esigenze del mercato del lavoro. “Inoltre, potrebbero essere esplorati possibili accordi per luoghi di accoglienza sicura e meccanismi di transito ispirati quelli di emergenza esistenti, che avrebbero lo scopo di individuare, intercettare o, in caso di pericolo, salvare i migranti in alto mare e portarli in un luogo di sicurezza predeterminato in un Paese partner al di fuori dell’Ue, dove potrebbero essere trovate soluzioni durature per questi migranti, anche sulla base di modelli come il Protocollo Italia-Albania”, continua la lettera.

“FONDAMENTALE IL RIMPATRIO DEI MIGRANTI SENZA PROTEZIONE INTERNAZIONALE”

Importante, secondo i firmatari, anche il rimpatrio di coloro che non necessitano di protezione internazionale, che dovrebbero essere “rimpatriati rapidamente, non solo per ridurre al minimo le conseguenze negative per gli Stati membri dell’ospitare i richiedenti asilo respinti, ma anche per ridurre gli incentivi per chi cerca di entrare nell’Ue in maniera irregolare”, si legge ancora nel testo, che chiede e incoraggia “il rafforzamento degli aspetti sia interni che esterni del rimpatrio”, anche attraverso il possibile cambiamento della direttiva europea sui rimpatri.

Inoltre, per diminuire la pressione complessiva sulla gestione dell’immigrazione, “è importante che gli Stati membri abbiano la possibilità di trasferire i richiedenti asilo per i quali è disponibile un’alternativa sicura, in un Paese terzo”. Per questo, gli Stati firmatari chiedono anche che il concetto di ‘Paesi terzi sicuri” nel diritto d’asilo dell’Unione europea possa essere rivalutato. La Commissione viene ancora incoraggiata a presentare una proposta per la designazione di Paesi come paesi terzi sicuri a livello Ue, come previsto dal nuovo regolamento sulle procedure di asilo.

“RAFFORZARE LA LOTTA UE CONTRO IL TRAFFICO DI MIGRANTI”

Infine, si legge nel testo, “l’Ue e i suoi Stati membri dovrebbero utilizzare tutte le misure a loro disposizione per rafforzare e intensificare la lotta contro il traffico di migranti, anche raggiungendo un accordo sulle proposte legislative sulla lotta al traffico di migranti presentate dalla Commissione. Queste misure richiedono un’ampia gamma di azioni e sforzi a lungo termine, nonché un approccio globale sia a livello nazionale che di Ue.

Parallelamente alla nostra attenzione per la migrazione irregolare, dobbiamo anche aumentare l’attenzione sulla nostra politica in materia di visti, poiché molte domande di asilo nell’Ue sono presentate da persone provenienti da Paesi esenti da visto o da persone in possesso di un visto Schengen. Ribadiamo che tutte le nuove misure devono essere attuate nel pieno rispetto dei nostri obblighi legali internazionali, compreso il principio di non respingimento, nonché la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue e il diritto comunitario applicabile”, conclude la lettera.

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