Italia

Covid-19, i morti sono ancora troppi. Parla Damato

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I graffi di Francesco Damato sui numeri dei morti di Covid-19

Non datemi, per cortesia, del menagramo, come fece una volta Massimo D’Alema, ai suoi tempi pur d’oro, col povero Massimo Cacciari. Che da filosofo, sociologo, politico, elettore e quant’altro analizzava spietatamente la sinistra, la “sua” sinistra, per la quale votava, prevedendone l’ulteriore arretramento. Fra l’altro, non  ho neppure la barba allora scura, non ancora argentata, di Cacciari. Che D’Alema usò perfidamente per lanciare l’anatema contro il professore che non condivideva la sprezzante sicurezza del leader subentrato ad Achille Occhetto alla guida della “gioiosa macchina da guerra” appena battuta da un esordiente Silvio Berlusconi limitandosi a gridare dagli spalti di San Siro, o quasi, Forza Italia.

Non datemi, ripeto, del menagramo ma non ce la faccio ad unirmi generosamente e ottimisticamente al sollievo più o meno generale -per quanto avallato da messaggi presidenziali di vario tipo, ma smentito da quel viso sofferente del Papa tutte le volte che le telecamere lo riprendono nelle cerimonie religiose cui partecipa- di fronte ai grafici ufficiali dell’andamento della pandemia del coronavirus.

Non ce la faccio a consolarmi anche volendomi limitare alla sola Italia, o alla sola Lombardia, che di tutte le regioni italiane è quella più colpita. E tanto meno ce la faccio con l’annuncio di commissioni, comitati e quant’altro che vengono costituiti a vari livello per potenziare la guerra virale e preparare quella che chiamiamo già “ricostruzione” o “ripresa”. Più le commissioni sono numerose, e pletoriche, e meno mi convincono, al di là dei nomi e delle persone che le compongono. Non parliamo poi delle ordinanze e simili che si accavallano, si sovrappongono e si contraddicono a tutti i livelli moltiplicando la confusione, a dir poco.

Diffido per prima cosa dei dati ufficiali  perché i primi a dubitarne sono i cosiddetti specialisti, fra virologi, scienziati, medici e commissari stessi. Ce ne sono alcuni che dall’inizio di questa disgraziatissima vicenda invitano a moltiplicare almeno per dieci le cifre che vengono diffuse. In ogni caso, quei 431 morti in Italia “nelle ultime 24 ore” appena annunciati mi sembrano tantissimi, anche se i meno numerosi in un solo giorno dal 18 o dal 19 marzo, secondo le varie fonti.

L’unico avvertimento sensato che ho sentito levarsi è quello della presidente della Commissione Europea  Ursula Von der Leyen. La quale nel suo solito giubbetto rosso ha consigliato di non prenotare le vacanze: non quelle naturalmente di Pasqua già trascorse a casa, né il ponte di fine aprile già crollato con l’ultimo o penultimo decreto di Giuseppe Conte, ma quelle estive. Sì, quello di Ursula è un consiglio ragionevolissimo.

TUTTI I GRAFFI DI DAMATO. 

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