Skip to content

Malagò Figc

Elezioni Figc, la Lega Serie A converge su Malagò per il dopo-Gravina

I club della Serie A sono orientati a sostenere l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò per la guida della Figc

Dopo l’endorsement di Aurelio De Laurentiis e il passo indietro di Adriano Galliani, arriva anche il sostegno di Urbano Cairo alla candidatura di Giovanni Malagò per la guida della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

L’appoggio della Lega Serie A all’ex presidente del Coni in vista dell’assemblea decisiva del 22 giugno arriva dall’incontro dei presidenti in programma stamattina a Milano: secondo il Corriere della Sera, Beppe Marotta aveva già raccolto 16 preferenze per Malagò nel weekend, un conto che dalle ultime indiscrezioni è salito a 18 presidenti favorevoli su 20.

IL RITIRO DI ADRIANO GALLIANI

A poche ore dall’assemblea, s’era anche chiusa l’ipotesi di una candidatura alternativa a Malagò, che ventilava l’ipotesi di un ingresso in campo di Adriano Galliani. L’ex dirigente ha declinato l’invito e ribadito di non voler correre per la poltrona di via Allegri, sostenendo al tempo stesso che il profilo migliore per la Figc sia proprio quello del presidente della Fondazione Milano-Cortina.

SARÀ MALAGÒ VS ABETE?

Appare così sempre più probabile lo scenario di una corsa a due tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, che ancora una volta si troveranno su fronti opposti. Le ruggini risalgono al 2013, quando Abete sostenne Lello Pagnozzi per la presidenza del Coni e Malagò, una volta eletto, provò a estrometterlo dalla giunta. Rapporti mai ristabiliti e proseguiti su una linea di tensione anche quando sul tavolo c’era l’ipotesi di un commissariamento della Federcalcio nel 2018.

ABETE IN CAMPO CON LA LEGA DILETTANTI

Quest’ultimo può contare sul peso della Lega Dilettanti, di cui è presidente, e proverà a sfruttare il fronte critico verso il ticket Malagò, con il ministro Andrea Abodi in prima fila e il presidente della Lazio Claudio Lotito tra i dissidenti nella Lega Serie A. Resta però da capire quanto reggeranno gli equilibri nei Comitati Regionali e quale sarà l’orientamento di Aic e Aiac, che negli ultimi anni hanno progressivamente preso le distanze dalla linea dei dilettanti.

MALAGÒ E LA PARTITÀ DELLA RIFORMA

Secondo la Repubblica, fino a domenica sera i club che non avevano sottoscritto la lettera di Marotta erano Lazio, Verona, Sassuolo, Torino, Pisa e Parma. Dopo l’apertura di Cairo e il passo indietro di Galliani, i contrari a Malagò si sono assottigliati ulteriormente, e dalle ultime indiscrezioni pare che siano 18 su 20 i presidenti ad appoggiarlo, con i soli presidenti di Lazio e Verona a tenere il punto.

La Serie A con il nuovo Statuto Figc peserà sul 18% dei voti assemblea elettivo, e a questo dato potrebbe aggiungersi quello della Serie B, che controlla un ulteriore 6%. Il vero nodo è però politico, e riguarda l’intenzione del sistema di portare a dama la riforma che attribuirebbe ai club di A un peso maggiore nei processi decisionali, riconoscendo alla massima categoria il ruolo di principale motore economico del calcio italiano. Su questo fronte la partita è apertissima: intanto però la Serie A consegna un messaggio chiarissimo ai palazzi romani e alle consorelle.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna su