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I 51 onorevoli di Insieme per il futuro di Di Maio

Il Movimento 5 stelle, che finora poteva contare su 155 deputati e 72 senatori, perderà tra i 62 e i 63 membri che confluiranno in Insieme per il futuro. Al momento quelli che hanno ufficialmente cambiato casacca sono 51. Molti al secondo mandato. Figurano alcuni big, ecco chi sono

Alla fine Luigi Di Maio se ne è andato via dal Movimento 5 Stelle. E lo ha fatto nel peggiore dei modi, sbattendo la porta, rivendicando di essere dalla parte giusta della storia e rinnegando tutto ciò che è sempre stata la creatura plasmata da Beppe Grillo (ha detto, infatti, che nella nuova formazione che andrà a guidare non ci sarà spazio per l’odio, per l’estremismo e per il sovranismo). Rinnegando, anche, i principali comandamenti pentastellati, a iniziare dal vincolo di mandato. “Se vieni eletto con il Movimento 5 Stelle e scopri di non essere più d’accordo con la sua linea – tuonava Di Maio nel 2017 – , hai tutto il diritto di cambiare forza politica. Ma ti dimetti, torni a casa e ti fai rieleggere, combattendo le tue battaglie. Chi cambia casacca, tenendosi la poltrona, dimostra di tenere a cuore solo il proprio status, il proprio stipendio e la propria carica”. All’epoca i destinatari dei suoi strali erano due eurodeputati usciti dal gruppo M5S: “Non so voi, ma a me piace l’art 160 della Costituzione del Portogallo – continuava Di Maio, dimostrando inedite conoscenze in fatto di diritto costituzionale comparato: ‘Perdono il mandato i deputati che s’iscrivono a un partito diverso da quello per cui erano stati eletti'”,

Insieme per il futuro

L’addio di Di Maio, ha voluto sottolineare in più occasioni il titolare della Farnesina, non c’entra nulla con la lotta di potere tra lui e Giuseppe Conte: è avvenuto in nome dell’atlantismo.  Per questo tra i 62 onorevoli di Insieme per il futuro figura uno dei fedelissimi di Di Maio, Manlio Di Stefano, che negli anni ha regalato perle quali: “L’attivismo USA in Ucraina e la crescente militarizzazione dell’est Europeo, dove la Nato gioca alla guerra con il Cremlino, sono sempre più intensi e alimentano una guerra, per ora fredda, che presto potrebbe diventare molto calda” (2015), “Ucraina stato fantoccio degli USA” (2016), “il colpo di stato in Ucraina nel febbraio del 2014, finanziato dall’Ue e dagli USA, non è quello che la ‘libera’ informazione ha venduto: una grande battaglia di libertà e di democrazia. È, invece, il creatore di un mostro istituzionale senza precedenti, un governo composto da convinti neo-nazisti e la peggior tecnocrazia finanziaria internazionale”.

E ancora: “L’Ucraina è stata prima violata con un vero e proprio colpo di stato ad opera dell’Occidente – scriveva –, poi si è rimpiazzata la sua amministrazione con una vicina agli Usa e, adesso, la si vuole trasformare in una base Nato per lanciare l’attacco finale alla Russia”. Fino all’attacco diretto al numero 1 dell’Alleanza atlantica: “Jens Stoltemberg (sic!) è il Segretario di un’organizzazione che sta facendo di tutto per arrivare a questo punto di rottura – scriveva il sottosegretario agli Esteri nell’ottobre del 2016 –. La Nato si prepara alla guerra contro la Russia per forzare l’ingresso dell’Ucraina nell’Organizzazione e per gli interessi egemonici mondiali degli Usa”. Esternazioni che Giuseppe Conte, dipinto da Di Maio come un pericoloso filo russo, almeno si è mai guardato dal pronunciare.

Alcuni maligneranno che Manlio Di Stefano lascia il Movimento 5 Stelle perché al secondo mandato. E in effetti non è il solo ad aver esaurito i giri della giostra pentastellata. Anche un’altra big come Laura Castelli non avrebbe potuto ricandidarsi. Lei è nota soprattutto per aver risposto «questo lo dice lei» all’ex ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, mentre provava a spiegarle lo spread a Porta a Porta, del resto Castelli ha sempre detto di essere cresciuta “mangiando bilanci” e a chi lo ha messo in dubbio, dalle colonne del Corriere una volta ha risposto: « Lei è convinto che la mia formazione non sia adeguata al ruolo che ricopro: è così, vero? Ma io sono circondata dalle menti più brillanti di questo paese. No, ecco, tanto per essere chiari: mica lavoro da sola, ho un fior fiore di staff, io». Quanto alla formazione, in un convegno di commercialisti si dipinse così: «Sono laureata in Economia (triennale ndR), non sono un commercialista ma nella vita ho avuto un mio studio, ho lavorato nello studio di famiglia che si occupa di contabilità, paghe…». In tutta risposta ottenne un coro di “buuuu”.

insieme per il futuro

Ufficialmente sono 51 i 5 Stelle già passati al gruppo di Di Maio. Ma nelle prossime ore fonti vicine al ministro degli Esteri danno per certo che la compagine di Insieme per il futuro totalizzerà 52 ex pentastellati alla Camera, compreso lo stesso Di Maio, e 11 al Senato. L’elenco a Montecitorio comprende Sergio Battelli, Luigi Iovino,  l’ex capogruppo Francesco D’Uva, Carla Ruocco (storico il suo primo incontro, nel 2014, con Ignazio Visco al quale chiese «Mi scusi, dov’è l’oro di Banca d’Italia?» per sentirsi rispondere: «Noi siamo un’istituzione seria, l’oro è sotto la banca. Sono pure venuti alcuni suoi colleghi a vederlo e mi hanno chiesto se i lingotti erano veri oppure verniciati d’oro…»), l’ex ministro Vincenzo Spadafora. Al Senato sono dati per certi l’ex giornalista Primo Di Nicola, Vincenzo Presutto, Simona Nocerino e il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri.

I nomi che hanno già aderito in via ufficiale sono: Cosimo Adelizzi, Roberta Alaimo, Alessandro Amitrano, Giovanni Luca Aresta, Sergio Battelli, Luciano Cadeddu, Vittoria Casa, Andrea Caso, Gianpaolo Cassese, Laura Castelli, Luciano Cillis, Federica Daga, Paola Deiana, Daniele Del Grosso, Margherita Del Sesto, Giuseppe D’Ippolito, Gianfranco Di Sarno, Iolanda Di Stasio, Manlio Di Stefano, Francesco D’Uva, Mattia Fantinati, Marialuisa Faro, Luca Frusone, Chiara Gagnarli, Filippo Gallinella, Andrea Giarrizzo, Conny Giordano, Marta Grande, Nicola Grimaldi, Marianna Iorio, Luigi Iovino, Giuseppe L’Abbate, Caterina Licatini, Anna Macina, Pasquale Maglione, Alberto Manca, Generoso Maraia, Vita Martinciglio, Dalila Nesci, Maria Pallini, Gianluca Rizzo, Carla Ruocco, Emanuele Scagliusi, Davide Serritella, Vincenzo Spadafora, Patrizia Terzoni, Gianluca Vacca, Stefano Vignaroli.

Il leader di Insieme per il Futuro, Luigi Di Maio, riunirà domani l’assemblea congiunta dei parlamentari della nuova formazione. La riunione è programmata per domani alle 14.30.

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