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Il lobbying non è un mistero: il network per organizzarlo al meglio

Luca Brusati

Il lobbying è una funzione aziendale come le altre: il prof. Brusati spiega perché vanno superati i pregiudizi e quali sono gli strumenti di management più adeguati a organizzarlo

Riconoscere le relazioni istituzionali come una delle funzioni aziendali e diradare le nebbie di sospetto che sovente l’accompagnano: sono questi gli obiettivi del Network Public Affairs e Relazioni Istituzionali (PARI), la nuova community della SDA Bocconi realizzata in collaborazione con Cattaneo Zanetto Pomposo & Co, impresa attiva nel settore di public affairs, lobbying e political intelligence. Il Network PARI è rivolto a imprese, istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni non profit interessate ad approfondire e confrontare l’efficacia degli strumenti per il management del lobbying, la funzione aziendale che presidia le relazioni con policy-maker e regolatori. Il Network PARI è coordinato da Luca Brusati, docente di Economia aziendale e senior fellow presso la SDA Bocconi; lo affianca un Comitato consultivo presieduto da Paolo Zanetto, amministratore delegato di Cattaneo Zanetto Pomposo & Co. Sulle attività del Network PARI abbiamo sentito il prof. Brusati.

IL LOBBYING È UNA FUNZIONE AZIENDALE COME TUTTE LE ALTRE

Le unità che si occupano di lobbying faticano a essere riconosciute come l’espressione di una vera e propria funzione aziendale, al pari del commerciale, della comunicazione o delle risorse umane. “L’obiettivo di dare dignità alle relazioni istituzionali passa anche dal riconoscere che i concetti e le soluzioni di tipo organizzativo, amministrativo, di programmazione e controllo, cioè le leve tipiche del management, possono e devono trovare applicazione anche a questa tipologia di attività”, afferma il prof. Luca Brusati. Si tratta insomma di una funzione aziendale come le altre, e come le altre necessita di modelli e strumenti organizzativi dedicati. “Io mi occupo di management, ma del management del lobbying praticamente nessuno si occupa, almeno nel nostro Paese – aggiunge il prof. Brusati -. Gli stessi docenti della mia materia faticano a ricordarsi che, soprattutto nelle organizzazioni più strutturate, esiste anche questa funzione”.

VERSO LA LEGITTIMAZIONE DELLE “RELAZIONI ISTITUZIONALI”

Permettere ai professionisti di confrontarsi e mettere a sistema le esperienze migliori è un tassello importante del percorso di legittimazione del lobbying. “Che il settore stia professionalizzandosi mi pare innegabile – sostiene il prof. Brusati -. Il fenomeno è misurabile con il costante aumento dei fatturati e degli organici delle agenzie più importanti”. Questa dinamica suggerisce che un numero crescente di clienti si avvalga di specialisti qualificati anziché affidarsi a figure dal profilo professionale incerto (i vecchi “faccendieri”).

“Quando c’è da lavorare in modo sistematico è inutile fare riferimento all’amico dell’amico: è difficile che il politico possa davvero prestare attenzione, se non siamo in grado di formulare proposte tempestive, articolate e coerenti con i vincoli che caratterizzano il processo decisionale – continua il prof. Brusati –. Imprese e associazioni di categoria hanno capito la lezione, e da un lato ampliano gli organici dedicati, dall’altro ingaggiano le agenzie che lavorano meglio. Da questo discendono altri sintomi della legittimazione di questa attività: l’attenzione dei ricercatori, l’interesse degli studenti, il fiorire di iniziative formative, il moltiplicarsi di convegni e dibattiti. Certo rimane e rimarrà un pulviscolo di piccole realtà che continuano a lavorare alla vecchia maniera; però non so che cosa riescano davvero a realizzare, soprattutto quando si tratta di lavorare su dossier complessi”.

FORNIRE GLI STRUMENTI DI MANAGEMENT PER PROFESSIONALIZZARE IL LOBBYING

Il Network PARI si propone di essere un’esperienza di avanguardia in un settore che sta attraversando una significativa evoluzione. “Sappiamo di testare un mercato innovativo; contiamo di partire quest’anno con una ventina di realtà, verosimilmente le più grandi, come le società farmaceutiche, le utility, le imprese che si occupano di infrastrutture e di digitale – spiega il prof. Brusati -. Queste realtà da un lato hanno uffici dedicati alle relazioni istituzionali, ma quasi sempre si avvalgono anche di consulenti esterni: come allineare il loro lavoro con le priorità aziendali è lasciato perlopiù all’esperienza e alla buona volontà dei soggetti coinvolti, senza un vero ricorso a strumenti di management”.

La community pensata da SDA Bocconi intende mettere a disposizione dei partecipanti occasioni per presentare esperienze, condividere ricerche dedicate e confrontarsi con il corpo docente dell’Università Bocconi. “L’idea alla base del Network PARI è mettere attorno al tavolo professionisti, manager e ricercatori interessati a massimizzare le potenzialità strategiche di questa funzione – conclude il prof. Brusati  –. Questo percorso da un lato risponde all’esigenza concreta delle imprese di migliorare l’efficacia delle attività di lobbying; dall’altro intende contribuire al processo di crescita professionale di chi fa questo mestiere delicato e difficile da comprendere”.

 

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