Italia

ISCRO anche agli Ordini professionali? Si decide oggi

iscro ordini professionali
Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo

Oggi tavolo virtuale al ministero del Lavoro per discutere sull’ipotesi di introdurre CIG per i professionisti delle Casse. Anche gli Ordini professionali avranno l’ISCRO?

Con l’introduzione, nella Finanziaria 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178), dell’ISCRO, la cassa integrazione per le partite IVA iscritte alla gestione separata dell’INPS (Policy Maker ne parlò approfonditamente qui), si è indubbiamente dato soccorso a tutti i lavoratori autonomi colpiti dalla pandemia di Covid-19 e dalle restrizioni dei continui lockdown, ma si è anche creata una profonda disparità tra i professionisti iscritti all’INPS e quelli delle Casse. Per questo ora anche gli Ordini professionali chiedono una loro ISCRO, anche se resta da capire come finanziarla.

L’ISCRO PER GLI ORDINI PROFESSIONALI

Se ne discuterà oggi al ministero del Lavoro. La titolare del dicastero, Nunzia Catalfo, incontrerà infatti i rappresentanti delle categorie, oltre che delle Casse. Repubblica, che ha potuto visionare la bozza, “non presentata ancora al tavolo con le professioni, elaborata dalla commissione ministeriale per la riforma degli ammortizzatori sociali” parla di “un esonero contributivo per tre anni per i neoiscritti alle Casse, e prevede un contributo ulteriore, a carico solo di chi superi una certa soglia annua di reddito, che finanzi il nuovo ammortizzatore sociale a cui avrà diritto chi è costretto a smettere di lavorare”.

Leggi anche: Cosa pensa Stella (Confprofessioni) di ISCRO, la CIG per le partite IVA

COSA DICE CONFPROFESSIONI

Sempre a Repubblica Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, ha espresso le remore dell’associazione sull’ISCRO per gli Ordini professionali: «Non si può calare dall’ alto una imposizione di questo tipo a carico delle Casse professionali – osserva – , rischia di impoverirle, non si possono mettere a rischio le pensioni. Qualunque intervento va concordato: si potrebbe pensare a una legge quadro che dia la possibilità a ciascuna Cassa di intervenire come meglio ritiene a sostegno dei propri iscritti in difficoltà, non è detto che si debba trattare di un’ estensione dell’ Iscro. Quanto al meccanismo di finanziamento, la via non può che essere quella di un alleggerimento dell’ imposizione fiscale. Anche chi guadagna di più è in difficoltà per la crisi: imporre un nuovo contributo solo a carico dei più abbienti creerebbe discriminazioni che potrebbero generare conflittualità tra le categorie».

CHE COS’È L’ISCRO

Prima di chiudere, un veloce riepilogo sull’ISCRO tout court che potrebbe fungere da modello per la CIG per gli Ordini. Per accedere alla Cassa integrazione per gli autonomi occorre essere titolari di Partita IVA da almeno 4 anni, essere in regola coi contributi pensionistici ed aver prodotto, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito di lavoro autonomo inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei 3 anni precedenti all’anno precedente alla presentazione della domanda, nel quale comunque non dovranno aver superato gli 8.145 euro di reddito dichiarato.

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