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Italia al Centro: il partito di Toti sbarca a Roma. Chi c’è e qual è il programma

Toti Liguria

Italia al Centro, il nuovo partito del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, vuole essere la casa di tutti i moderati

Giovanni Toti ha partorito un nuovo partito: Italia al Centro. Terzogenito del presidente della Liguria, dopo Cambiamo! e Coraggio Italia, vuole essere la casa di tutti i moderati. “Abbiamo messo l’Italia al centro perché di leader che si sono considerati il centro dell’universo, per poi scoprire con delusione che non lo erano pochi anni dopo, ne abbiamo visti passare troppi – ha detto Giovanni Toti -. Qui cerchiamo di costruire qualcosa che resti anche quando su questo palco non ci sarà Giovanni Toti ma altri ragazzi che sono qui oggi o che magari non sanno neppure di voler fare politica ma lo scopriranno, speriamo, con lo sforzo di tutti nel prossimo futuro”.

CHI C’È IN ITALIA AL CENTRO

Italia al Centro si presenta come l’hub del moderatismo italiano. Il federatore, Giovanni Toti, dopo la scissione da Coraggio Italia, prova riunire il suo Cambiamo!, partito fondato da Toti nel 2019, con movimenti che orbitano nel centro politico italiano. Prima di tutto Identità e Azione (IdeA) di Gaetano Quagliariello, poi “Europeisti”, una porzione del vecchio gruppo Europeisti-Maie-Centro Democratico, e Noi di Centro, piccola formazione che gravita intorno a Clemente Mastella.

“L’HUB DEL MODERATISMO ITALIANO”

Alla kermesse romana erano presenti molti big dell’area di centro: Carlo Calenda, il sindaco di Genova Marco Bucci, la ministra Mariastella Gelmini, il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, Guido Crosetto, e il sindaco di Genova Marco Bucci. Nelle intenzioni del Governatore della Liguria c’è inglobare nella neonata formazione anche le altre forze del centro. A iniziare da Noi con l’Italia di Maurizio Lupi, la federazione +Europa/AzioneItalia Viva, il Centro democratico di Bruno Tabacci, per finire con “Insieme per il futuro” di Luigi Di Maio. A questi dovrebbe aggiungersi anche una nutrita schiera di delusi da Forza Italia che non hanno mai nascosto simpatie centriste, Toti pensa ai ministri Renato Brunetta, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna. Un’area che può valere fino al 18% dei consensi elettorali.

IL TACKLE DI BERLUSCONI: “IL CENTRO SIAMO NOI”

 L’État, c’est moi, pare abbia detto il Re Sole, Luigi XIV, ai suoi parlamentari. Un appello simile, ma più modesto, è quello fatto dal presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi in un videomessaggio rilasciato nel giorno della convention di Italia al centro. “Ho letto che si riunisce un cantiere per costruire il Centro del Paese, ma vorrei ricordare a questi signori – ha detto il Cavaliere – e a tutti i cittadini che il Centro siamo noi. Il Centro è Fi, che in Italia è un partito indispensabile perché costituisce la testimonianza e la continuazione della tradizione liberale, cristiana, garantista, europeista, dei principi e dei valori della società occidentale”. Giovanni Toti, ex delfino di Berlusconi, ha replicato con garbo: “Berlusconi è stato un grande riferimento per il Centro ma oggi ne rappresenta solo un pezzettino. Forza Italia resta un interlocutore, ci mancherebbe. E il presidente ha il mio numero di telefono, anche se non ci sentiamo dai giorni del Quirinale”.

ITALIA AL CENTRO PENSA AL DOPO DRAGHI

L’operazione di Toti prova ad essere lungimirante e a guardare a quello che succederà alla fine di questa legislatura. “Dopo Draghi, avremo un Parlamento dove non si riuscirà a trovare una maggioranza e ricominceremo con il balletto delle maggioranze a geometria variabile – ha detto il governatore della Liguria nel corso della convention romana -. Allora se vogliamo mettere l’Italia al centro cominciamo da qui, dal darle un sistema istituzionale che funzioni, un sistema che metta insieme un sistema elettorale, un sistema di alleanze e un sistema di forma di Stato e di Governo che consenta di guardare al futuro”.

CARLO CALENDA DICE NO A DI MAIO

Toti ha lasciato aperta la porta del suo nuovo movimento anche all’ex grillino Luigi Di Maio. Mossa che il leader di Azione, Carlo Calenda, non ha apprezzato affatto. “Il bipolarismo è stato un totale e completo fallimento ed è diventato un bipopulismo. Il nostro è un cantiere aperto, e il 24 settembre, data del congresso, chiunque può venire, anzi deve venire – dice Calenda intervenendo per primo alla kermesse romana di Toti -. Ma sarò franco: Toti è un bravo amministratore, così come il sindaco Bucci (il primo cittadino di Genova, anche lui presente, ndr) perché fa avvenire i fatti. Se volete venire con noi dovete essere netti, e dire che non si può stare un po’ qua e un po’ là. Se dite che è aperto a tutti finirete annacquati in un centro che non serve a nessuno. Il fritto misto non serve, serve ai nostri avversari per criticarci. Il centro liberale è il luogo delle scelte nette e delle persone capaci. Toti, ti voglio bene. Ma la prossima volta che ti sento dire che Di Maio è bravo mi arrabbio parecchio, perché non se po’ senti’…”

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