skip to Main Content

La nuova road map e i dettagli dell’accordo Italia-Albania sui migranti

Albania Migranti

L’accordo con l’Albania, 670 milioni per 2 centri Ospiteranno 3mila migranti al massimo, una nave per trasferirli

Dovevano essere pronti il 20 maggio, e invece l’accordo con l’Albania per la realizzazione di due centri per migranti diventerà operativo dall’1 agosto. La nuova road map è stata illustrata dalla stessa premier Meloni oggi in visita con l’omologo Edi Rama proprio nei due slot dove dovrebbero sorgere gli hotspot. La spesa prevista per 5 anni è di 670 milioni di euro.

COSA PREVEDE L’ACCORDO ITALIA-ALBANIA

Il protocollo tra i due Paesi “per il rafforzamento della collaborazione in materia migratoria”, è stato sottoscritto dai due premier, Giorgia Meloni ed Edi Rama, il 6 novembre scorso a Roma ed è stato ratificato dal Parlamento il 15 febbraio. Con l’atto l’Albania riconosce all’Italia il diritto all’utilizzo gratuito di due aree, quella portuale di Shengjin e – a 20 km di distanza – Gjader. Il numero di migranti presenti contemporaneamente nel territorio albanese non potrà essere superiore a 3mila.

Cinquecento saranno le unità di personale italiano tra forze di polizia, militari, funzionari dei ministeri di Giustizia e Salute. Solo per il trasferimento dei funzionari, ha calcolato Openpolis, si spenderanno ben 252 milioni di euro. Possono essere destinati alle strutture albanesi solo i migranti soccorsi in acque internazionali da navi italiane: escluse le donne, i bambini e le categorie vulnerabili.

COME SI ARTICOLERANNO LE VARIE FASI DELL’ACCORDO CON L’ALBANIA SUI MIGRANTI

Nella prima fase i trasferimenti verso Shengjin – come ricorda l’Ansa in una scheda – avverranno a bordo di unità navali dello Stato; dal 15 settembre – e per i successivi 3 mesi – i viaggi saranno a carico della nave privata che si aggiudicherà l’appalto da 13,5 milioni di euro in seguito ad una consultazione preliminare del mercato lanciata dal ministero dell’Interno. Si parla del trasporto di circa 300 persone (200 migranti e 100 operatori) e di 3-4 quattro viaggi al mese (andata e ritorno). Il trattato prevede che le strutture siano gestite dalle autorità italiane, secondo le leggi italiane. Le spese per l’allestimento dei centri sono a carico dell’Italia. Sta lavorando da mesi il Genio militare.

L’allestimento è stato particolarmente complesso per il sito di Gjader, una ex base dell’Aeronautica albanese ampia 77mila kmq, che ospiterà: una struttura da 880 migranti provenienti da Paesi sicuri cui verranno applicate le procedure accelerate di frontiera per determinare se hanno diritto alla protezione oppure dovranno essere rimpatriati; un Centro di permanenza per il rimpatrio da 144 posti; un penitenziario da 20 posti dove detenere chi compie reati.

LE SPESE PER L’ALLESTIMENTO SONO A CARICO DELL’ITALIA

I militari italiani stanno costruendo strade, fognature, serbatoi, edifici. Costi preventivati: 20 milioni per il 2024 più 8 milioni per gli allacci delle varie reti. Più contenuta la spesa per l’hotspot di Shengjin, destinato allo screening sanitario, fotosegnalamento e prima accoglienza di chi arriva dal Mediterraneo centrale: 3 milioni di euro per la realizzazione della struttura e 200mila euro per il 2024 per gli allacci.

LA COMPETENZA SULLE DOMANDE

La competenza sulle domande di asilo è attribuita alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Roma, insieme alle sezioni da istituire appositamente. Per quanto riguarda i ricorsi, la competenza è assegnata alla Sezione immigrazione del Tribunale di Roma e al giudice di pace della Capitale. Le udienze civili saranno celebrate in via telematica in 20 aule da realizzare in territorio albanese.

La cooperativa Medihospes si occuperà della gestione dell’accoglienza nei centri per 24 mesi: si è aggiudicata l’appalto con un’offerta di 133,8 milioni di euro (con un ribasso del 4,9%) in seguito all’avviso di manifestazione d’interesse pubblicato dalla prefettura di Roma. I cinque anni del trattato possono essere automaticamente prorogati per altri 5 se, entro sei mesi dalla scadenza, nessuna delle parti manifesterà l’intenzione di uscire dall’intesa. Al termine della quale l’Italia è obbligata a restituire all’Albania tutte le aree concesse e le strutture nel frattempo costruite, senza diritto ad ottenere alcun rimborso per gli eventuali miglioramenti apportati.

Leggi anche: Tra migranti e Sanità, si fa strada la candidatura di Antonio Tajani a presidente della Commissione Europea

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Back To Top