Italia

La politica e i giornali al tempo del Coronavirus

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I Graffi di Damato su appelli di politici e giornali per affrontare il coronavirus: Statevene a casa 

Se non vi bastano o non vi convincono gli appelli notturni del presidente del Consiglio per le loro modalità tecniche, peraltro contestate addirittura come “una buffonata” dal pur dialogante Giornale della famiglia Berlusconi, e non solo per i contenuti dei provvedimenti annunciati, tradottisi non a torto in quel “Tutto chiuso, anzi no” gridato su tutta la prima pagina dalla Repubblica di carta, statevene a casa almeno per seguire l’appello dei medici all’unione, o intimità, affidato ad un manifesto tricolore che giustamente La Stampa ha scelto quasi come una copertina. E che rende obiettivamente più di quella scritta proiettata di notte sulla facciata della sede della regione lombarda governata dal leghista Attilio Fontana. Il quale peraltro è risultato molto meno soddisfatto dell’ultimo decreto di Conte, che pure al Fatto Quotidiano gli avevano rimproverato di avere quasi imposto al riluttante presidente del Consiglio per non volersi assumere lui la responsabilità di imporre certe misure ulteriormente restrittive dello spostamento delle persone e delle attività industriali.

CONTRO IL CORONAVIRUS STATEVENE A CASA, CON LE BUONE E COLE CATTIVE

Statevene a casa, con le buone e con le cattive, com’è accaduto con i militari che hanno bloccato nella stazione di Milano le partenze ritentate verso il Sud da meridionali tentati dalla fuga, come in un titolo dei giornali del gruppo Monti Riffeser, perché quello di non muovervi è l’unico mezzo di difesa di cui disponete. È l’unico dispetto che potete fare a quel mostro del coronavirus che vi insegue per infettarvi e farvi infettare gli altri, vendicandosi delle curve del rallentamento della sua corsa verso gli indifesi, mortale soprattutto per gli anziani.

Statevene a casa, con le buone e con le cattive, perché è l’unico modo non solo di vincere questa guerra virale nella quale siamo tutti drammaticamente coinvolti, ma anche di smentire quei tre italiani su quattro che, secondo Ivo Diamanti e i suoi accertamenti o sondaggi, sono convinti che essa durerà “alcuni mesi” e non alcune settimane, per cui oltre a questa primavera appena iniziata perderemmo anche l’estate, se non addirittura la vita.

Statevene a casa e cercate di non litigare con i vostri familiari per costrizione d’ambiente, diciamo così, visto che negli studi degli avvocati, chiusi o no dalle ordinanze nazionali o locali, risultano aumentate in questi giorni le richieste di separazione. È accaduto e accade anche questo, purtroppo, in questa dannatissima primavera del 2020. La cui immagine più funesta rimane quella fila di carri militari che trasportano altrove le salme non più contenibili nei cimiteri locali. E c’è gente che pensa a separarsi da vivi, anziché ad andare d’accordo. Robe da matti.

 

TUTTI I GRAFFI DI DAMATO

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