Italia

Le dipendenze in Italia sono ancora un problema. Ecco perché

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I numeri sulle dipendenze in Italia e sui pericoli per i giovani, diffusi dalla Fondazione Biagio Agnes in occasione del III forum “Un Check-up per l’Italia”

In Italia le dipendenze sono un problema, sopratutto per i giovani e (dato nuovo e particolarmente preoccupante) per i giovanissimi. L’11% studenti tra i 14 ed i 17 anni è un tabagista, ovvero fuma, ed addirittura il 34,2% ha fatto uso almeno una volta di una sostanza psicoattiva illegale. In altri termini, ha fatto uso di droghe.

I numeri sono (ancora una volta) quelli di un allarme, e questa volta vengono lanciati dalla Fondazione Biagio Agnes in occasione del III forum “Un Check-up per l’Italia”, dedicato alle “Vecchie e nuove dipendenze”.

COSA SI È DETTO AL FORUM SULLE DIPENDENZE DELLA FONDAZIONE BIAGIO AGNES

L’uditorio è composto per lo più da giovani studenti, il parterre è , dal punto di vista scientifico, particolarmente qualificato. Sono infatti intervenuti, tra gli altri, Walter Ricciardi (Direttore Dipartimento Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica del Policlinico A. Gemelli, tra i massimi esperti di Sanità Pubblica in Italia), Roberta Pacifici (Direttore del Centro Nazionale dipendenze e doping dell’Istituto Superiore di Sanità), Raffaele Calabrò (Rettore del Campus Dio Medico di Roma), Giuseppe Novelli (Rettore dell’Università Tor Vergata di Roma), Anna Maria Caputo (Direttore tecnico superiore chimico Polizia di Stato, Direttore Sezione Indagini sulle droghe), Federico Tonioni (Psichiatra e psicoterapeuta, Ricercatore Istituto di Psichiatria e Psicologia Università Cattolica Sacro Cuore). Oltre a giornalisti come Duilio Gianmaria o Antonio Polito, il commissario dell’Agcom Mario Morcellini e Gianni Letta, Presidente del Comitato dei Garanti del Forum “Check-up per l’Italia”.

LA DIPENDENZA DA SOSTANZE È ANCORA IL PRIMO PROBLEMA

Quella delle droghe si conferma, per i giovani italiani, una vera e propria emergenza: negli ultimi mesi le nuove molecole psicoattive intercettate dalle autorità italiane sono 106. Un numero “monstre”, sopratutto se si pensa che sono spesso acquistate su internet e consumate da giovani e giovanissimi che non sanno assolutamente nulla di cosa stiamo assumendo, come ha spiegato Roberta Pacifici.

C’è poi un altro pericolo spesso sottovalutato, quello che viene dai derivati del fentanil. Un farmaco oppiaceo (derivato dalla morfina) da tempo oggetto di un forte abuso negli Usa, e che sembra aver varcato l’oceano: “Il fenomeno è arrivato anche da noi – spiega ancora la Pacifici –  e lo stiamo monitorando, specialmente dopo i tre decessi registrati nell’ultimo anno”.

DIPENDENZE VECCHIE E NUOVE

Preoccupano anche i consumi di sostanze tradizionali come l’alcol, e la diffusione della “canapa light”, che secondo il questore di Macerata Antonio Pignataro “non esiste”. Spiega infatti Pignataro “Lo testimoniamo le lettere dei ragazzi ospiti di San Patrignano e della Comunità Incontro: la quasi totalità è approdata alla cocaina e all’eroina passando per la cannabis. La mia linea è che non esiste la cannabis legale: la marijuana legale è solo quella terapeutica, venduta in farmacia dietro prescrizione medica”.

LA GUERRA (INEFFICACE) ALLA LUDOPATIA

E la ludopatia? Tra le dipendenze, Roberta Pacifici ha spiegato come la ludopatia occupi l’ultimo posto dopo tabacco, droghe, doping alcol e disturbi del comportamento alimentare (come anoressia o bulimia). La direttrice dell’ISS ha spiegato come le occasioni di gioco siano cresciute nel tempo, ed ha sottolineato un dato importante: la maggioranza del  milione e mezzo di Italiani che ha un rapporto problematico con il gioco, soffre di altre dipendenze, come alcol o droghe. Un dato che era già stato sottolineato in uno studio dell’ISS, fortemente contestato dal M5S, proprio perché aveva dipinto come inefficace l’attuale modello di approccio al problema, improntato sostanzialmente al proibizionismo.

DROGA E ALCOL: LE TITUBANZE DEL GOVERNO

Tutti gli indicatori (che il Dipartimento per le Politiche Antidroga, che fa capo al Ministro Lorenzo Fontana, sintetizza della sua relazione annuale) dicono che spaccio e consumo di stupefacenti sono in aumento, altri studi dimostrano come il consumo di alcol o tabacco sono un problema, e lo diventano già a 11 anni, ma su queste emergenze non c’è un orientamento chiaro del Governo M5S-Lega. La lotta alle dipendenze sembra limitarsi alla ludopatia, quella meno preoccupante ed emergenziale, ma l’unica alla quale il Governo abbia (almeno nelle intenzioni) dichiarato guerra.

Uno degli aspetti più spinosi riguarda proprio le cosiddette droghe leggere, sulla quale il Governo ha dato segnali discordanti. Se Luigi Di Maio, a chi gli chiede conto della sua posizione, risponde che la legalizzazione “non è nel contratto di Governo”, proprio un M5S ha depositato un DDL in tal senso. È il senatore Luigi Mantero, che ha depositato a Palazzo Madama una proposta che prevede la possibilità di coltivare in casa fino a 3 piante di Marijuana. Alla proposta Mantero (che su Facebook ne spiegava i punti salienti in un post titolato “Libera cannabis in libero Stato) fa subito eco Matteo Salvini, con un lapidario “non passerà mai”.

Il Ministro dell’interno aveva anzi dimostrato di voler utilizzare il pugno duro, varando la direttiva “scuole sicure”, che tra le polemiche politiche e le proteste di studenti e genitori (che si erano forse convinti che la scuola fosse una sorta di territorio neutrale) nel 2018 ha portato un netto incremento nelle operazioni antidroga condotte negli istituti scolastici. “A difesa dei nostri giovani” ha spiegato a gennaio 2019 l’assessore lombardo alla sicurezza Riccardo De Corato.

E per alcol e sigarette? Sul tema la posizione del governo gialloverde è semplicemente “non pervenuta”.

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