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Legge di bilancio: le misure per le imprese e le critiche di Confindustria

Energia Crisi Energetica

La Legge di Bilancio stanzia 21 miliardi per limitare il costo dell’energia, 9 di questi sono diretti alle imprese. Per il presidente di Confindustria Carlo Bonomi è una manovra senza “visione”

“Su una manovra complessiva di 35 miliardi ci sono 21 miliardi sull’energia”. Così la Premier Giorgia Meloni ha introdotto la presentazione di un capitolo di spesa che supera la metà dei fondi stanziati per la Legge finanziaria.

In quest’ambito, le misure per le famiglie e le imprese vanno dall’eliminazione degli oneri impropri delle bollette, al rifinanziamento del credito d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale. Non sono, però, mancate le critiche da parte datoriale a una manovra che viene giudicata “senza visione”. Andiamo a vedere di cosa si tratta e quali sono i punti più critici.

La Legge di Bilancio stanzia 21 miliardi contro il caro energia

Come detto dalla Premier il caro energia è stata la prima preoccupazione per gli estensori della Legge di Bilancio 2023. Un pacchetto di misure che, tra famiglie e imprese, arriva a ‘pesare’ 21 miliardi di euro. Le misure, però, hanno un orizzonte temporale limitato al primo trimestre dell’anno prossimo, ovvero per i mesi di gennaio, febbraio e marzo.

Via gli oneri impropri dalle bollette

Nel giro degli ultimi 20 mesi il prezzo dell’energia elettrica è sostanzialmente quintuplicatopassando da 7 a 38 centesimi al chilowattora. La prima misura, riportata anche nel Comunicato Stampa diramato da Palazzo Chigi al termine della conferenza stampa della Premier, riguarda l’eliminazione degli oneri impropri delle bollette. Gli oneri di sistema, o impropri, sono addebitati per coprire i costi legati al sistema elettrico, e ammontano al 21,8% del totale della bolletta.

L’iva sul gas fissata al 5%

Un’altra misura introdotta dalla manovra di bilancio in tema di energia riguarda il taglio delll’IVA al 5 per cento del gas, fino a marzo.

Legge di Bilancio ed energia: aumenti dei crediti d’imposta in favore delle imprese

Sempre fino al 31 marzo sono stati rifinanziati i crediti d’imposta in favore delle imprese. Per alcuni dei quali la nuova manovra ha previsto un aumento. Le misure, già previste in passato, sono incrementate per bar e ristoranti, così come per aziende a forte consumo di gas ed energia elettrica.

Per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale la Legge di Bilancio prevede:

  • un aumento del credito d’imposta dal 30 al 35 per cento per i bar, i ristoranti e gli esercizi commerciali;
  • una crescita del credito d’imposta dal 40 al 45 per cento per le imprese energivore e gasivore.

Confindustria insoddisfatta della Legge di Bilancio

Il complesso delle misure in materia di energia nella Legge di Bilancio, come spiegato dalla Premier Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa, pesa per circa 9 miliardi di euro. Eppure non basta, secondo il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, per garantire la crescita delle imprese del paese. “Giustamente hanno concentrato due terzi degli interventi sul caro-energia, ma solo sino al 31 marzo – ha detto in un’intervista a La Stampa -. Bisognerà capire cosa succederà dopo. Oggi la legge di bilancio è prudente sui saldi, lo apprezziamo. Ma il 1° aprile cosa ci aspetta?”.

Da aprile il taglio dell’energia sarà finanziato in deficit?

Per Bonomi è mancata una “visione” in questa Legge di bilancio sulla quale ha pesato più che altro la necessità di “accontentare le diverse anime della maggioranza e questo viene prima delle vere urgenze del paese”. Il rischio è che, trascorsi i primi tre mesi del prossimo anno, le misure siano finanziate ricorrendo al deficit. “Certo ci sarebbe piaciuto più un intervento alla tedesca che il credito d’imposta sui costi energetici, ma va bene – ha aggiunto Carlo Bonomi -. Però sono fondi che finiscono a marzo. Se ad aprile puntano a nuove misure tutte in deficit, sarebbe meglio dirlo subito”.

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