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Macron-Al Sisi, chi sono gli italiani che prendono le distanze insieme ad Augias

Augias

Macron ha conferito la Legion d’onore al presidente egiziano Al Sisi, provocando la protesta di tanti italiani, non solo di Corrado Augias, che questa mattina restituirà la sua onorificenza ricevuta dalla Repubblica francese. Chi sono gli altri nomi

I giornali francesi, oltre a quelli italiani, hanno dato grande risonanza al gesto del giornalista e scrittore Corrado Augias per la decisione di restituire la Legion d’onore, stessa onorificenza consegnata pochi giorni fa dal presidente francese Emmanuel Macron al presidente egiziano Abdel Fatah Al Sisi. Cerimonia, tra l’altro, resa pubblica solo perché il regime egiziano ha diffuso le immagini – riprese poi da Le Quotidien.

Ma il gesto di Augias, in memoria di Giulio Regeni, ora è stato imitato anche da altre personalità italiane che hanno ricevuto un riconoscimento da parte della Repubblica francese.

MELANDRI: DIFFICILE COMPRENDERE LA SCELTA DEL GOVERNO FRANCESE

Tra chi seguirà le orme di Augias, una delle prime a pronunciarsi è stata la ex ministra dei Beni culturali e attuale presidente del Maxxi, Giovanna Melandri, che a Repubblica ha dichiarato: “Fui onoratissima dal gesto dell’allora presidente Chirac che mi accordò l’alta onorificenza nel 2000 motivata dall’intenso lavoro di collaborazione culturale tra i nostri due Paesi. Ancora oggi come presidente del Maxxi considero la collaborazione con le istituzioni culturali francesi un imprescindibile impegno per rafforzare la nostra comune identità europea. Ma dopo 20 anni da quel momento sono anch’io come tanti altri turbata dalla scelta del governo francese che faccio fatica a comprendere persino alla luce della real politik”.

MOBILITARSI PER PATRICK ZAKI E PER I VALORI DELLE DEMOCRAZIE

“Perché oggi in questo club entra un leader che calpesta senza esitazione i diritti umani? Cosa ha questa scelta in comune con quei valori di libertà uguaglianza e fraternità che fanno della Francia un punto di riferimento delle democrazie da secoli? – continua così Melandri – Avrei voluto ascoltare anche dalla Francia, così come da tutti gli altri Paesi europei a partire dal nostro, parole più nette e vedere azioni diplomatiche e politiche più efficaci nei confronti dell’Egitto, a tutela dei propri cittadini, dei propri ragazzi e più in generale della civiltà del diritto. Sono pronta dunque a restituire la prestigiosa Legion d’honneur fino a quando non sarà fatta luce e verità su Giulio Regeni e non sarà liberato Patrick Zaki. Al di là dei gesti individuali e simbolici è però prioritario e fondamentale che il governo italiano si adoperi in tutti i modi e subito per la libertà di Patrick Zaki”.

COFFERATI: DIRITTI UNIVERSALI CALPESTATI DA MACRON

Anche l’ex leader della Cgil, Sergio Cofferati, si è detto deciso a rinunciare alla sua Legion d’onore ricevuta nel 2001. E su Repubblica ha commentato così: “Per il mio modo di intendere il mondo non è dato che possa ritrovarmi in compagnia di Al Sisi. Mi è stata consegnata per il mio lavoro nella difesa dei diritti dei bambini e contro lo sfruttamento dei minori. Il tema della mia Legion d’onore erano i diritti universali che ora vedo calpestati dalla scelta di Macron”. Cofferati, tra l’altro, conosce la famiglia di Giulio Regeni e ha portato avanti la loro battaglia quando era eurodeputato. “L’Europa deve muoversi unita con il governo egiziano ma anche l’Italia deve fare la sua parte, ritirando al più presto l’ambasciatore al Cairo”.

CASTELLINA: UN GESTO CHE NESSUNO SI SAREBBE ASPETTATO DALLA FRANCIA

Oltre ad Augias, Melandri e Cofferati, ha aderito alla protesta anche la politica e intellettuale Luciana Castellina che ha deciso di rinunciare al titolo di ufficiale delle Arti e delle Lettere della Repubblica francese. Castellina ha spiegato a Repubblica che la consegna dell’onorificenza al presidente egiziano Al Sisi “costituisce un dolore per chi come me, e come tanti italiani, si sente così legato alla Francia”. E in merito ai nuovi dettagli sulle torture subite da Regeni (emerse proprio nei giorni in cui Al Sisi ha ricevuto l’onorificenza) ha detto: “È una brutta pagina della storia di questo Paese. Un gesto, aggiungo, stupefacente, che nessuno si sarebbe aspettato dalla Repubblica francese”.

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