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Meloni, Letta e non solo: cosa dicono gli ultimi sondaggi

Sondaggi Letta Meloni

Giorgia Meloni resta sempre in testa agli ultimi sondaggi. Cresce anche Giuseppe Conte… 

Con tutte le riserve, per carità, consigliabili per il caldo e i temporali estivi che possono avere distratto o comunque influenzato i sondaggiati, chiamiamoli così, la solitamente attendibile Alessandra Ghisleri ci ha informati dalla prima pagina della Stampa che Giorgia Meloni “vola” sorpassando di un punto e mezzo all’esterno del centrodestra Enrico Letta, fermo col suo Pd al 23,1 per cento. E pazienza per “il buio oltre la fiamma” lamentato o denunciato dal manifesto.

Pazienza anche per la firma non tanto francese quanto internazionale di Bernard-Henry Levy, che ha affidato ai lettori-elettori di Repubblica, a proposito di una vittoria elettorale del centrodestra di Meloni, Salvini e Berlusconi, in ordine di voti presunti, questa specie di messaggio in bottiglia: “Gli italiani meritano di meglio. L’Europa, di cui l’Italia è la culla, e più che mai con il trattato del Quirinale ne è un pilastro vivente, sarebbe indebolita dalla vittoria di questa gente. Che la patria di De Gasperi e Pasolini sbarri loro la strada, possa ritrovare quella miscela di saggezza e coraggio che i suoi antichi padri chiamano virtù. Da questo risorgimento repubblicano dipende il futuro del continente”. Ben oltre, quindi, “il futuro di Kiev” attribuito dal titolista di Repubblica all’articolo di BHL nel richiamo di prima pagina.

Il secondo elemento emerso dal sondaggio della Ghisleri, o almeno sottolineato dalla prima pagina della Stampa, è il Conte delle 5 Stelle che “aggancia Salvini” rimanendogli dietro di un’inezia, col 12,5 per cento alla Lega e il 12,3 ai grillini. Poi ci sono Carlo Calenda e Silvio Berlusconi che si contendono il traguardo dell’8 per cento, fermandosi l’uno al 7,4 e l’altro al 7. Il resto, diciamo così, non fa praticamente notizia.

Su Salvini è un pò, o un bel pò feroce l’ironia del Foglio. Che gli dà del “revenant” nel titolo, osservando che “pareva finito, e invece no”, ma definisce “circense e pazzerella l’estate di Matteo”. “Chissà che un giorno -ha scritto Salvatore Merlo a conclusione di un pezzo urticante- non si studi nelle università il caso politico di Salvini, il fenomeno che nel 2022 riuscì a perdere più della metà dei voti della Lega”, almeno rispetto alle elezioni europee del 2019, dopo un anno di governo gialloverde con Conte, “pur conservando la segreteria grazie alle sue doti di animatore circense”. Che -aggiungo io- insegue per l’Italia con comizi e battute più o meno polemiche la sua alleata e amica Giorgia ormai lanciata verso Palazzo Chigi lasciandosene abbracciare, o abbracciandola lui per primo, davanti a telecamere, macchine fotografiche e telefonini. Tutto ciò mentre il povero Berlusconi, consolato, incoraggiato e quant’altro dal presidente del Partito Popolare Europeo in visita elettorale in Italia, si vanta del fatto che, per quanto minoritario, egli rimane decisivo per la formazione di una maggioranza di centrodestra in Parlamento, salvo sorprese naturalmente.

TUTTI I GRAFFI DI DAMATO. 

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