Italia

Mise, work in progress sulla Strategia nazionale per l’idrogeno

Strategia nazionale idrogeno

Le più immediate aree di intervento individuate sono legate all’uso del blending col metano nella rete di trasporto gas esistente, all’impiego dell’idrogeno nei trasporti pesanti, e nella sperimentazione dell’uso di idrogeno in alcuni cicli industriali

“Il Ministro dello sviluppo economico Patuanelli, ha sottolineato che l’idrogeno è un tema che il Governo segue con grande attenzione, poiché rappresenta l’opportunità per il nostro Paese di fare un notevole passo in avanti rispetto all’inquinamento e alla limitazione della produzione di CO2, consentendo di stoccare e trasportare energia in modo ‘pulito’. È un tema su cui l’Italia potrebbe avere un vantaggio competitivo da non perdere”. Lo ha detto il viceministro Stefano Buffagni rispondendo in commissione Attività produttive della Camera a una interrogazione presentata dal pentastellato Sut.

IL MEMORANDUM SNAM-FVG

“Il memorandum of understanding firmato tra SNAM, regione Friuli Venezia Giulia e A2A il 25 settembre scorso, prevede una cooperazione su progetti di riconversione delle centrali termoelettriche di A2A da carbone a gas naturale, idrogeno o miscele gas naturale e idrogeno, anche mediante lo studio di interventi sulle turbine esistenti, nonché la produzione, stoccaggio e trasporto di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili – ha proseguito il viceministro. Ovvero, si tratta di una attività in fase di sviluppo, che necessita ancora di sperimentazione e rientra in una serie di iniziative per la promozione dell’uso dell’idrogeno. Per tale motivo appare prematuro individuare le fonti di produzione dell’idrogeno necessario”.

L’OPZIONE IDROGENO

“Giova evidenziare che sul tema idrogeno si è recentemente registrata una significativa accelerazione a livello europeo. Infatti, la Commissione Europea nel luglio scorso ha adottato la Strategia della Ue per l’idrogeno, che si prefigge di concretare tale potenziale attraverso investimenti, regolamentazione, creazione di un mercato, ricerca e innovazione. Alcuni paesi hanno già presentato i programmi nazionali sullo sviluppo dell’uso dell’idrogeno – ha spiegato Buffagni -. La flessibilità dell’idrogeno come ponte tra diversi sistemi (gas, elettrico, trasporti), attualmente solo parzialmente comunicanti tra loro, in termini di infrastrutture e mercati, appare un elemento innovativo per contribuire a traguardare gli obiettivi della decarbonizzazione, in particolare per i settori industriali con emissioni difficili da abbattere. Tuttavia il futuro dell’idrogeno esige la disponibilità di elevati volumi di energia rinnovabile per la sua produzione (oltre quella per coprire la domanda di elettricità), una significativa riduzione dei costi, l’incremento dell’efficienza lungo l’intero ciclo, temi di sicurezza, nuove soluzioni per la sua logistica, da sviluppare in modo coordinato tra loro per avere una soluzione che sia fattibile su larga scala”.

IL MISE PREPARA LA STRATEGIA NAZIONALE

“Occorre rilevare che la ricerca e i primi progetti sul campo dovranno affrontare e dare risposta anche a questi aspetti, tra cui: i costi finali del prodotto; gli assetti ideali o comunque più efficienti su cui concentrare l’attenzione; una normativa tecnica abilitante in materia di uso, stoccaggio e trasporto dell’idrogeno – ha aggiunto il viceministro -. È importante sottolineare che da parte del Ministero dello sviluppo economico è in corso di predisposizione una Strategia Nazionale per l’idrogeno, che sia in grado di offrire agli investitori e al sistema energetico una prospettiva di lungo termine. Pertanto, gli interventi che si intende promuovere nel breve e medio termine sono perciò quelli che consentono una prima attuazione. Le più immediate aree di intervento individuate perciò sono legate all’uso del blending col metano nella rete di trasporto gas esistente, all’impiego dell’idrogeno nei trasporti pesanti, e nella sperimentazione dell’uso di idrogeno in alcuni cicli industriali. Il tutto con l’ottica di promuovere una possibile filiera italiana nel settore”, ha concluso Buffagni.

Articolo pubblicato su energiaoltre.it

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