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Nadef incompleta. Le critiche dell’opposizione alla Nota di aggiornamento al Def

Nadef 2021

Camera e Senato hanno approvato lo scostamento di bilancio e la Nota di aggiornamento al Def, ma per le opposizione è largamente incompleta su politiche di spesa e non solo

 

Camera e Senato hanno approvato lo scostamento di bilancio e la Nota di aggiornamento al Def. Si tratta del primo provvedimento che il Governo guidato da Giorgia Meloni ha sottoposto all’esame del Parlamento e le opposizioni hanno risposto votando a favore, in entrambi i rami, alla risoluzione sul piano di rientro dal deficit. Le forze di minoranza, poi, sono tornate a dividersi sulla Nadef: Pd e M5S hanno votato contro, mentre il Terzo polo si è astenuto e Verdi e Sinistra hanno invece detto no a entrambi i documenti. Per il voto è arrivato a Roma anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Lo scostamento, al Senato, ha incassato 183 voti favorevoli, 4 contrari e 5 astenuti. Alla Camera i voti a favore sono stati 357 e 12 i contrari da parte dei deputati di Sinistra e Verdi. La Nadef a palazzo Madama ha ottenuto 111 voti favorevoli, 69 contrari e 13 astenuti (Autonomie e Monti). A Montecitorio i voti a favore sono stati 218, i contrari 129 e 23 gli astenuti.

Prima dell’esame in Aula, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è stato sentito in audizione dalle Commissioni Speciali di Camera e Senato. Il titolare del Mef ha confermato la linea del “realismo, che contraddistingue l’approccio adottato dal Governo” e che “comporta un attento monitoraggio dell’evoluzione complessiva del quadro nazionale e internazionale, che consente di intervenire tempestivamente laddove ve ne fosse la necessità per fronteggiare i possibili rischi di recessione che potrebbero toccare anche l’Italia”. Giorgetti ha ribadito che “viene confermato un orientamento di politica fiscale selettivo, con priorità ben definite in un quadro di prudenza volto a favorire la discesa del debito, che dipenderà anzitutto da una crescita economica più sostenuta, obiettivo dell’azione del Governo anche attraverso lo strumento del Pnrr”.

Parole che però non convincono le opposizioni. “La Nadef è largamente incompleta. Non dice, infatti, quasi nulla sulle politiche di spesa nel prossimo triennio. Il tema viene affrontato in termini generici, un’interpretazione riduttiva, con omissioni rilevanti su fronti importanti come quello della crescita e l’uguaglianza”, osserva l’economista dem Carlo Cottarelli. Netto il giudizio del responsabile economico del Pd Antonio Misiani: “Ne ho viste tante, ma non ricordo una nota di aggiornamento così vaga, generica e reticente”. Voce fuori dal coro delle opposizioni il Terzo polo; spiega infatti Carlo Calenda: “Siamo rimasti positivamente sorpresi dall’equilibrio della Nota di aggiornamento presentata che, di fatto, conferma un orientamento di estrema attenzione ai conti pubblici da un lato e soprattutto il fatto che tutte le risorse in più che noi abbiamo lungamente chiesto vanno sulle bollette. Non si fa menzione di cose stravaganti: pensioni, flat tax ecc. Quindi per ora ci sembra di poter dare, con sospensione del giudizio, un segnale che apprezza il fatto che il Governo ha tenuto una linea forse più draghiana di Draghi. Speriamo che non venga stravolta nella legge di Bilancio”.

(Estratto di un approfondimento Nomos)

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