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Per chi suona la campanella? Salta il CdM sull’obbligo vaccini a scuola

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Riemerge un fronte gialloverde contro i vaccini obbligatori per il mondo della scuola che il governo intende scongiurare prendendo tempo. Resta da sciogliere anche il nodo dei trasporti che, come lo scorso anno, rischiano di veicolare pure il virus e le sue varianti. E Draghi ha preferito rimandare, per evitare nuove tensioni sulla Giustizia

Almeno a parole sono tutti d’accordo che non si può ritornare alla DAD. Quando però si profila la soluzione dell’obbligo vaccinale per docenti e personale Ata, i partiti si spaccano. Se si ipotizza pure quella degli studenti, le defezioni aumentano. Tanto che il titolare del dicastero della Salute, Roberto Speranza, non è poi così sicuro di ciò che si sarebbe dovuto decidere oggi, a metà mattina, nel Consiglio dei ministri: “Valuteremo in queste ore quali saranno le strade migliori. Nessuna soluzione è esclusa, l’obiettivo è riportare tutti i ragazzi a scuola in sicurezza e in presenza”. E così, ieri, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha voluto accogliere la richiesta del leader del Carroccio, ricevuto a Palazzo Chigi in mattinata, rinviando tutto almeno di una settimana.

IL RINVIO CHIESTO DA SALVINI

“Chiediamo che prima di ipotizzare ulteriori limitazione su trasporti, obblighi su insegnanti e operai, si attendano nuovi dati, perché c’è una stagione turistica in pieno corso e prima di complicare la vita agli operatori commerciali e alle famiglie si attendano nuovi dati – ha detto Matteo Salvini – Leggevo sui giornali che già oggi o domani ci sarebbero state nuove restrizioni, non è così. Ci pensiamo la settimana prossima, in base ai dati che per fortuna al momento sono sotto controllo”. Nonostante la contrarietà del Comitato tecnico scientifico, che aveva già sollecitato il governo a decidere su scuola e trasporti fin dal precedente decreto sul Green Pass (sembra che sia destinata a slittare di qualche giorno anche la data di avvio del patentino, non più sei agosto), il presidente del Consiglio ha deciso di provare a ricucire con la Lega almeno su questo fronte, accogliendo la richiesta di rinviare la decisione. Nel frattempo si raccoglieranno i dati della nuova ondata, la prima della variante Delta. Ma soprattutto si darà modo alla maggioranza di ricompattarsi. Anche perché, tra oggi e domani, il governo vuole chiudere il dossier sulla Giustizia, preambolo necessario al PNRR.

CHI È CONTRARIO ALL’OBBLIGO VACCINI A SCUOLA?

Poco importa se PD e Italia Viva sull’obbligo dei vaccini a docenti e alunni abbiano ritrovato piena sintonia (era stato Matteo Renzi ad anticipare tutti, parlando di obblighi) e che gli esiti degli Invalsi raccontino una scuola devastata dalla teledidattica, e se i primi a invocare la stretta siano i presidi, perché oltre la Lega, che non vuole perdere anche questa battaglia, dopo lo smacco subito col Green Pass (aveva chiesto almeno l’esclusione di bar e ristoranti), punta i piedi pure Movimento 5 Stelle.

Matteo Salvini ripete come un mantra che: “Bisogna educare, informare e spiegare agli insegnanti che rischiano la vita senza vaccino, devono pensare alla loro salute e mettersi in sicurezza volontariamente e liberamente. Io sono sempre per l’educazione, la libertà di scelta, parola, di religione e cura”. Sulla stessa lunghezza d’onda i deputati e i senatori pentastellati delle Commissioni Affari Sociali e Sanità: “E’ sicuramente necessario in questi mesi estivi promuovere e intensificare il piano di vaccinazione degli insegnanti e del personale scolastico, che ha già raggiunto una percentuale molto alta di adesione. Pertanto, non riteniamo che sia necessario in questo momento un obbligo vaccinale per questa categoria, né per quella degli studenti, che è notoriamente meno a rischio. La didattica in presenza, comunque, deve essere garantita senza se e senza ma“.

Il tema dell’obbligo dei vaccini a scuola è strettamente connesso a un altro nodo che il governo aveva deciso di rinviare: l’istituzione dell’obbligatorietà del Green Pass sui trasporti. Mentre è ormai pacifico che verrà previsto per quelli a lunga percorrenza (aerei e treni, rinviato rispetto alle misure per bar e ristoranti per non danneggiare il turismo, come richiesto dalla Lega che detiene proprio quel dicastero), ci si scontra con le Regioni per il trasporto pubblico locale. Da Milano fanno sapere che i tornelli della metro potrebbero, senza patemi, leggere il QR code, ma la soluzione non è altrettanto semplice altrove, soprattutto sui mezzi di superficie, dove sono presenti le vecchie obliteratrici. E aumentare i controllori significherebbe aumentare la ressa. Per questo tutto potrebbe risolversi in un nuovo invito del governo, identico a quello già visto lo scorso anno col Conte-bis, rivolto alle Regioni ad incrementare il numero di mezzi in strada, così come l’obbligo vaccinale per la scuola rischia di tradursi in una “forte raccomandazione”.

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