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Perché per Ainis sciogliere Forza Nuova non è una buona idea

Legge Scelba Sciogliere Forza Nuova

Secondo il costituzionalista prima di sciogliere Forza Nuova occorre valutare le conseguenze: “Penso che sia stato saggio fare un ricorso molto parco di questa misura che l’ordinamento prevede ormai da settant’anni”

Il costituzionalista Michele Ainis, intervistato dal Dubbio, interviene sulla discussione che anima il mondo della politica in queste ore, ovvero l’opportunità di sciogliere Forza Nuova dopo gli scontri di sabato a Roma e, in particolare, l’assalto alla sede nazionale della CGIL. “Penso – ha dichiarato il giurista – che lo scioglimento di un partito politico sia una misura estrema che tuttavia il nostro ordinamento permette di compiere. Abbiamo la famosa dodicesima disposizione finale della Costituzione che vieta la ricostituzione del partito fascista. Fu introdotto questo divieto per il partito fascista e non per quello comunista, nonostante gli orrori dei gulag e di Pol Pot, perché la memoria dei costituenti era incisa dal ventennio e quindi volevano evitare che “il morto afferrasse il vivo”. Qualcosa di analogo al divieto di restaurare la monarchia in Italia, come spiega l’articolo 139”.

Come già avevamo ricordato qui su Policy Maker, la legge Scelba consente di sciogliere Forza Nuova laddove un magistrato ravvisasse un tentativo concreto di ricostruzione del partito fascista, vietata dalla XII disposizione finale della Costituzione. “Per sciogliere un partito neofascista – ha spiegato Ainis al Dubbio – ci vuole, secondo la legge Scelba, una sentenza della magistratura. Poi nel 1957 un emendamento dispose che può farlo il governo con un decreto legge, quindi in un caso straordinario di necessità e urgenza”. Tuttavia il costituzionalista è cauto sull’ipotesi di sciogliere Forza Nuova: “Nel 1973 fu sciolto Ordine nuovo e nel 1976 Avanguardia nazionale, ma è significativo che mai nessuno pensò di sciogliere il Movimento sociale italiano, che pure era composto da reduci di Salò e da persone che erano state protagoniste del ventennio fascista”, commenta Ainis, che argomenta: “Con il senno di poi questo ha permesso la maturazione e la transizione di quella destra a una destra moderna, cioè quella di Fini e di Alleanza nazionale. Ma ricordo anche che sempre in quegli anni non venne sciolta “Fascismo e Libertà”, la formazione politica di Giorgio Pisanò che si candidò alle elezioni con un fascio littorio e non gli venne impedito. Penso che sia stato saggio fare un ricorso molto parco di questa misura che l’ordinamento prevede ormai da settant’anni.”

 

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