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Michele Emiliano

Rebus Emiliano, nuovo no del Csm: ecco il piano B al Senato

Continua la telenovela sul futuro di Michele Emiliano: il Csm boccia per la terza volta l’ipotesi di una sua consulenza alla Regione Puglia. Resta in piedi la scialuppa della Commissione d’inchiesta sul lavoro a Palazzo Madama

Niente da fare per la consulenza alla Regione Puglia: l’ex governatore Michele Emiliano incassa il terzo, definitivo no della Terza Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha respinto l’istanza presentata da Antonio Decaro per inquadrare il suo predecessore come consulente regionale.

Mentre si chiude definitivamente la porta del Palazzo della Regione, si apre uno spiraglio per il ruolo nella commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni del lavoro a Palazzo Madama.

IL TERZO DINIEGO DELLA TERZA COMMISSIONE

Il no unanime arrivato ieri dall’organo di autogoverno dei magistrati segna il tramonto definitivo dell’ipotesi che vedeva Michele Emiliano nel ruolo di “incaricato speciale” per il dossier Ilva presso la Regione Puglia.

Nonostante i tentativi di Antonio Decaro di rimodulare l’inquadramento contrattuale, passando dal lavoro dipendente al contratto di collaborazione coordinata e continuativa, la Terza Commissione ha ritenuto l’incarico di natura squisitamente amministrativa e gestionale. Profilo giudicato incompatibile con lo status di magistrato ordinario, che l’ex sindaco di Bari ricopre formalmente pur non esercitando le funzioni giurisdizionali dal 2004.

Secondo il Csm, la mancanza di precedenti e la natura dell’incarico hanno reso impossibile la concessione di una nuova aspettativa per scopi professionali all’interno dell’amministrazione regionale.

LA SCIALUPPA DI SALVATAGGIO DA PALAZZO MADAMA

Mentre tramonta la pista regionale, prende corpo invece il piano B per evitare a Michele Emiliano il ritorno in servizio nelle sedi giudiziarie di Roma o Benevento.

La scialuppa per l’ex governatore potrebbe arrivare dalla Commissione d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia, che nelle settimane scorse ha avanzato una richiesta ufficiale al Csm per ottenere il collocamento fuori ruolo del politico pugliese.

La proposta prevede un incarico di consulenza a tempo pieno e a titolo gratuito che, se approvato, permetterebbe all’ex governatore di maturare i requisiti pensionistici conservando lo stipendio da magistrato e restando nell’orbita politica romana in vista delle elezioni del 2027.

Su questo fronte, la Commissione del Csm ha espresso un parere interlocutorio ma sostanzialmente positivo, limitandosi a richiedere a Tino Magni le motivazioni specifiche della scelta e al diretto interessato l’assenso formale alla nomina.

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