Italia

Salvini e la federazione del centrodestra: tutte le tensioni con Meloni e Berlusconi

federazione centrodestra

Mentre il leader della Lega propone una federazione che riunisca il centrodestra sotto la sua guida, il Cavaliere chiama a raccolta i suoi per riportare Forza Italia a raggiungere la doppia cifra di preferenze e tornare a essere il primo partito del centrodestra. Ecco i progetti divergenti di Salvini e Berlusconi

L’apparente disgelo tra Salvini e Berlusconi potrebbe essere stato solo una brevissima parentesi, interrotto nuovamente dal progetto lanciato dal leader della Lega. L’idea di unire le forze del centrodestra sarà invece la causa della sua definitiva spaccatura?

IL PROGETTO DI BERLUSCONI: CON ME O CONTRO DI ME PER LA RINASCITA DI FORZA ITALIA

“Forza Italia deve tornare forza trainante del centrodestra come prima… E farò di tutto per riportarla a essere primo partito. Io vado avanti per la mia strada, chi non si sente parte di questo progetto, può anche andar via…”. È quanto riporta Adnkronos, secondo cui il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, avrebbe ‘chiamato alle armi’ i suoi in seguito all’episodio dei trasfughi. Il Cavaliere avrebbe esplicitamente fatto capire ai propri parlamentari che chi non condivide la sua linea può lasciare il partito per fare posto a nuove energie, volti emergenti – possibilmente giovani. L’ex premier avrebbe infatti due obiettivi, uno a breve termine e uno nel lungo periodo. Il primo è quello di riportare Forza Italia a raggiungere la doppia cifra di preferenze e il secondo di tornare a essere il primo partito del centrodestra.

IL PROGETTO DI SALVINI: ROTTAMARE SILVIO?

Interrotto il gelo tra il Capitano e il Cavaliere attraverso una telefonata – definita ‘cordiale’ da una nota di entrambi gli staff – per concordare una linea unitaria in Parlamento sulla legge di Bilancio, Salvini ha poi annunciato la sua proposta di una ‘federazione di centrodestra’. Lui ne sarebbe a capo, in quanto oggi leader del centrodestra con più voti, ma non avrebbe accennato alla divisione dei ruoli e dei poteri con Berlusconi e Meloni. Si è quindi limitato a presentarla come una versione aggiornata del Popolo delle libertà: “La battaglia del 2020 non può essere quella del 1990. Unire i cuori, per portare al governo proposte concrete. Mettendo al centro la libertà, in primis di fare impresa. Il pioniere di questa battaglia fu Berlusconi, si tratta di ammodernare quelle proposte”.

LE REAZIONI

Sembra molto lontana la realizzazione della proposta di Salvini, accolta con agitazione dai membri di Forza Italia e dal silenzio di Fratelli d’Italia. Secondo quanto si legge su Libero, “i sovranisti di Fratelli d’Italia e gran parte dei forzisti leggono in questa mossa il tentativo dell’ex ministro dell’Interno di imbrigliare gli altri partiti in una fase in cui la Lega, pur rimanendo prima forza politica in tutti i sondaggi, perde punti ormai da mesi”.

PER FORZA ITALIA È UN’IMBOSCATA

Berlusconi, che inizialmente non aveva rilasciato commenti, ha fatto sapere oggi che per lui si tratta di un’imboscata: “Non se ne parla nemmeno, fate sapere ai nostri deputati e senatori che faremo tutto fuorché finire sotto il cappello di Salvini e della Lega. Io non voglio fare la fine dei socialisti che per fare il blocco del popolo coi comunisti nel ’48 finirono poi sotto la loro egemonia”. Il deputato forzista Gianfranco Rotondi ha dichiarato: “Salvini non può essere il nostro leader. Ha creduto di potersi annettere in un colpo solo centrodestra, governo e Quirinale ed è finito sugli scogli. Davvero non si è rivelato un condottiero affidabile e vincente”.

CHI POTREBBE (ANCORA) VOLTARE LE SPALLE A BERLUSCONI

Se la maggior parte dei forzisti sembra stare dalla parte del Cavaliere (vedi la capogruppo Mariastella Gelmini, Anna Maria Bernini e Renata Polverini), l’idea di Salvini sembra però essere stata apprezzata dal deputato e portavoce unico dei gruppi parlamentari di Forza Italia, Giorgio Mulè: “La federazione è la naturale evoluzione di un centrodestra fondato da Silvio Berlusconi, che non a caso si è sempre definito il federatore della coalizione”. Anche il presidente di Noi con l’Italia, Maurizio Lupi, non ha storto la bocca: “Una federazione del centrodestra va nella direzione giusta. Un maggior coordinamento potrebbe essere d’aiuto per garantire l’unità di interlocuzione al governo”. Il progetto piace pure a Paolo Romani, ex forzista e ora con Giovanni Toti, che ne reputa l’attuazione “imprescindibile e improrogabile”.

IL SILENZIO DI FRATELLI D’ITALIA CHE FORSE VALE PIÙ DI MOLTE PAROLE

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, sembra aver lasciato cadere la proposta di Salvini e forse aspetta che vengano scoperte tutte le carte. L’unico ad aver rilasciato una dichiarazione è il presidente dei deputati di Fdi, Francesco Lollobrigida: “Difficile giudicare sulla base di una dichiarazione cosa intenda esattamente Salvini. Una maggiore condivisione delle scelte è da sempre un obiettivo caro a Fratelli d’Italia”. Ricorda poi come sia stata proprio la Meloni a sottolineare “la necessità di darsi regole a partire dal voler costruire una chiara alternativa a Conte, Pd e 5Stelle. Su questa base si può e si deve continuare a lavorare per una sempre maggiore sintonia. Sul modo si potrà certamente discutere”.

Per quanto in stallo, o già tramontata, l’idea di una federazione del centrodestra, non dovrebbe impedire l’incontro previsto in settimana tra i tre leader per ridiscutere i candidati alle Comunali 2021 delle grandi città.

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