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Sciopero benzinai, tutti i commenti dal mondo della politica

Sciopero Stazioni Di Servizio

Squeri, Freni, Cattaneo, Renzi, Ricci e non solo: le dichiarazioni degli esponenti di maggioranza e opposizione sulle proteste dei gestori delle stazioni di servizio

Non è bastato l’appello del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ai benzinai a fermare lo sciopero previsto per le giornate 25-26 gennaio. Difatti, le principali associazioni di categoria che hanno indetto la mobilitazione – Faib, Fegica e Figisc/Anisa – confermano lo stop di 48 ore delle stazioni di servizio, compresi i self service. Secondo Giuseppe Sperduto, presidente della Faib Confesercenti, la rete distributiva dei carburanti deve essere “ristrutturata e qualificata con prodotti di nuova generazione” affinché ritrovi “produttività ed economicità”.

Assopetroli-Assoenergia è tra le associazioni che mostrano pieno sostegno ai sindacati dei benzinai, mentre le associazioni dei consumatori – Assoutenti, Codacons e Unione Nazionale Consumatori – contestano lo sciopero definendolo come “l’ennesima speculazione a danno dei cittadini”

Nella giornata di oggi, alle ore 15:00 è previsto un confronto tra il governo dei sindacati sullo sciopero dei benzinai. La convocazione è arrivata dal ministero delle Imprese e del made in Italy.

STAZIONI DI SERVIZIO OUT, AL VIA LO SCIOPERO

“Comincia stasera alle 19, salvo sorprese dell’ultimo momento, lo sciopero dei benzinai, che protestano contro le misure introdotte dal governo per contrastare il caro carburante. La chiusura riguarderà anche gli impianti self service e le stazioni di servizio delle autostrade, anche se in quest’ultimo caso partirà alle 22. Lo stop avrà una durata di 48 ore e quindi gli impianti saranno aperti di nuovo giovedì 26 gennaio, sempre alle 19 per la rete urbana ed extraurbana e alle 22 sulla rete autostradale. Verranno comunque garantiti i servizi essenziali: nelle aree urbane ed extraurbane dovrà essere aperto un numero di impianti pari al 50% di quelli previsti nei giorni festivi; sulla rete autostradale almeno uno ogni 100 chilometri”, riporta il quotidiano Il Corriere della Sera.

Molti benzinai, però, hanno deciso di non aderire alla protesta, come quelli autonomi aderenti alle sigle Angac e Asnali. Questi, infatti, contestano fortemente le pressioni per limitare la trasparenza sui prezzi.

L’OPINIONE DI CATTANEO (FI)

“Esporre il prezzo medio della benzina non penso possa essere visto come un danno: la trasparenza non deve mai fare paura. Anzi, questa previsione consentirà di premiare chi si attesta leggermente al di sotto della media. Allo stesso tempo, va detto chiaramente che non ci sono state speculazioni da parte dei gestori di impianti di distribuzione di carburanti, se non in singoli casi isolati”. Così a Radio Anch’Io il presidente dei deputati di Forza Italia Alessandro Cattaneo, che poi ha proseguito: “Abbiamo provato a scongiurare questo sciopero fino all’ultimo. Si farà, come è legittimo che sia. Ora dobbiamo riattivare il dialogo con i gestori e, allo stesso tempo, spiegare agli utenti che anche il prezzo più alto della benzina, oggi, è sensibilmente inferiore a quelli che si registravano, in media, quando è stato inserito il taglio delle accise. La situazione è radicalmente diversa e, proprio per questo, rivendichiamo la scelta di aver spostato le risorse della manovra sul caro bollette. Certamente manteniamo la guardia alta per capire se i prezzi dovessero risalire ma oggi non ci sono elementi per pensare che questo accadrà”, ha concluso.

PER SQUERI (FI) BISOGNA OPTARE PER QR-CODE

“La proposta, che non è mia, è quella di mettere il cosiddetto QR code, che riporta all’osservatorio prezzi, che è anche un modo per pubblicizzare ancora di più questo servizio agli utenti, e lì ogni impianto metterà i prezzi praticati e la differenza con i prezzi medi regionali che il ministero provvederà ad identificare non so in quale modo. E’ un cartello più funzionale che elimina grossi problemi ai gestori”. A dirlo è Luca Squeri, deputato e responsabile del Dipartimento energia di Forza Italia, durante un’intervista a ’24 Mattino’ su Radio 24.

Il parlamentare ha peraltro evidenziato, a proposito del decreto legge al centro della contestazione dei benzinai: “Abbiamo bisogno di decreti attuativi sui carburanti, ma attualmente non sono applicabili perché mancano disposizioni rispetto alle modalità dei 12 cartelli regionali che dovrebbero essere apposti. Prezzo servito, prezzo self, tutti i dettagli che solamente il decreto attuativo può evidenziare attualmente non ci sono. La cosiddetta trasparenza che va salvaguardata e va condivisa è già in essere, perché c’è già l’obbligo per i gestori di comunicare il proprio prezzo per cui non è che siamo scoperti da questo punto di vista”.

FRENI (LEGA): COLPEVOLIZZARE I BENZINAI NON HA SENSO

Il sottosegretario all’Economia Federico Freni (Lega) è certo che con i benzinai “si troverà un punto di incontro” dice in un’intervista a La Stampa. “Colpevolizzare i benzinai non ha senso – spiega – La trattativa è il cuore della politica”. Fra i temi dell’intervista anche la trattativa con i gestori degli stabilimenti balneari: “Vogliamo garantire il miglior bilanciamento tra tempo, valorizzazione degli investimenti e
dinamica concorrenziale. Spero però che, soprattutto dopo l’Inflation Reduction act americano, anche l’Europa abbia capito che non si può morire per la concorrenza”. Con l’Europa ci sonoì contrasti anche sulla direttiva per le case green: “Stanno emergendo dubbi e riserve anche da altri Paesi, tra cui la Germania. È presto per tirare una linea, e sono convinto che si troverà un punto di equilibrio ragionevole, ma dovranno tenere conto delle peculiarità strutturali del nostro patrimonio immobiliare”. Dopo anni di dibattito sulla politica monetaria, “è certamente positivo che ci si interroghi sugli strumenti più efficaci per favorire la crescita. Non si tratta solo di disegnare un nuovo debito comune, ma di rendere l’Europa davvero competitiva con Stati Uniti e Cina, con strumenti comuni di politica industriale e nuove regole per gli aiuti di Stato”.

(Estratto da Energia Oltre)

PER LUPI (NOI MODERATI) LO STOP DELLE STAZIONI DI SERVIZIO TRADISCE LA LOGICA DEL DIALOGO

“Speravamo prevalesse la logica del dialogo e si revocasse lo sciopero dei benzinai , categoria che svolge un lavoro socialmente ed economicamente essenziale. Infatti da parte del governo non c’è nessuna criminalizzazione della categoria e il dialogo, coi produttori e gli esercenti, va sviluppato. La decisione di scioperare però ricade su automobilisti e consumatori.

Il governo sulle accise va avanti perché ha preso una decisione condivisa da tutta la maggioranza: si è scelto che le risorse in questo momento siano mirate e dedicate alle famiglie e alle imprese che hanno difficoltà sul caro prezzi e caro energia, ed è una scelta che non sarà messa in discussione, a meno che l’aumento dei prezzi non tocchi i livelli di qualche mese fa”. Così, il capo politico di Noi Moderati Maurizio Lupi (fonte Ansa).

LE CRITICHE E LE RICHIESTE DAL M5S

“A poche ore dallo sciopero indetto dai benzinai che determinerà un nuovo rialzo dei prezzi dei carburanti, chiediamo perché la presidente del Consiglio non ha dato disponibilità alla nostra richiesta di venire a riferire in Aula o di rispondere al question time, allora vorrei chiedere alla presidente del Consiglio, visto che ha incontrato il presidente della Camera per ristabilire la centralità del Parlamento, come lo intende fare? Leggendo i suoi appunti? questa la sede in cui confrontarsi. Siamo a richiedere nuovamente che la presidente venga a riferire in Aula e venga a rispondere al question time”. Così, invece, la vice-capogruppo M5s Vittoria Baldino.

E DEL PD SULLO SCIOPERO NELLE STAZIONI DI SERVIZIO

“È arrivato il giorno in cui il Governo scopre il dissenso nel Paese. Lo sciopero dei benzinai è la riproduzione plastica di quello che vedremo nei prossimi mesi: non si può fare propaganda e dare la colpa agli altri all’infinito. Oggi finisce la luna di miele del Governo Meloni”. Queste le parole battute dalle agenzie di Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci del Pd.

Alle quali fanno eco anche le dichiarazioni di Vinicio Peluffo (capogruppo Pd in commissione Attività produttive alla Camera): “Da tutte le audizioni di oggi in commissione Attività produttive della Camera è emerso il tentativo maldestro del governo di scaricare sui gestori la responsabilità dei rincari dei prezzi sui carburanti. Peccato che siano le stesse rilevazioni del ministero dell’Ambiente a incaricarsi di smontare l’accusa di speculazione da parte dei rivenditori che l’esecutivo ha portato avanti in queste settimane”.

“Inoltre – ha proseguito Peluffo – la proposta del governo contenuta nel decreto Trasparenza di adeguamento della cartellonistica con i prezzi medi, oltre che un aggravio di spese per i punti di vendita, produrrebbe per assurdo un livellamento dei prezzi verso l’alto. Sembra chiaro quindi che questo decreto non intervenga in nessun modo per ridurre i prezzi dei carburanti, che è la grande preoccupazione degli italiani, e rappresenta un’occasione mancata per una riforma complessiva dell’intera filiera che tutti chiedono a gran voce”.

RENZI: IL GOVERNO AUMENTA LA BENZINA E DA’ LA COLPA AI BENZINAI

Infine, per Matteo Renzi (leader di Italia Viva) “il governo se cade cade da solo, ma penso che l’anno della verità sia il 2024. Adesso è presto per dare un giudizio, ma colpisce questo tentativo di trovare diversivi: rave party, poi pos, poi i cinghiali e ogni volta sono tornato indietro. Questo governo è chiacchiere e diversivo. Hanno aumentato la benzina e hanno dato la colpa ai benzinai”.

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