Per chi suona la campana Pier Silvio? Il rampollo di casa Berlusconi spazia dalla programmazione della rete televisiva al momento dell’editoria italiana, respinge il ritornello di un suo ingresso in politica, ringrazia chi ha raccolto l’eredità politica del padre, ma non lesina stoccate alla leadership di Forza Italia, aprendo a un possibile rinnovamento. Giorni contati per Antonio Tajani?
Dopo i pranzi di Marina Berlusconi con i governatori della Calabria e del Piemonte Roberto Occhiuto e Alberto Cirio, anche Pier Silvio sembra essersi messo al lavoro per rinnovare i vertici di Forza Italia.
L’occasione scelta è l’incontro per gli auguri di Natale ai dipendenti di Mediaset. Dal palco, l’ad di MediaForEurope – che negli ultimi giorni ha perfezionato l’acquisto della radio pugliese Norba, e ha confermato i piani di espansione in Germania e Portogallo – lancia un appello al rinnovamento interno di Forza Italia.
Pur esprimendo “gratitudine vera” per Antonio Tajani e per la squadra che “ha tenuto in piedi il partito dopo la scomparsa di mio padre”, il numero uno di Mediaset ha sottolineato che “sono inevitabilmente necessarie facce nuove, idee nuove e un programma rinnovato”, richiamando il partito ad adattare i valori fondanti al contesto del 2025. Parole che potrebbero segnare il tramonto dell’attuale leader degli azzurri: ecco chi potrebbe raccoglierne il testimone e cos’ha detto Pier Silvio Berlusconi.
LA DICHIARAZIONE AL BISCIONE
Durante il brindisi natalizio negli studi Mediaset Pier Silvio ha ringraziato i dirigenti del partito per aver guidato Forza Italia nella delicata fase sucessiva alla scomparsa del padre, ma ha anche tracciato una linea netta sul futuro degli azzurri: “Ritengo che siano inevitabilmente necessarie facce nuove, idee nuove e un programma rinnovato”.
Al tempo stesso ha voluto rassicurare sulle radici ideali: “Attenzione, che non metta in discussione i valori fondanti di Forza Italia — ha sottolineato —, che sono i valori fondanti del pensiero e dell’agire politico di Silvio Berlusconi, ma valori che devono essere portati a ciò che è oggi la realtà, cioè all’anno 2025”. Quasi a specificare ulteriormente che il rinnovamento non si tradurrà in un riposizionamento politico, ma in un ricambio ai vertici.
LA REAZIONE DEL CERCHIO MAGICO
Dal fronte tajaniano la reazione ufficiale è di serena apertura: “Il rinnovamento lo facciamo ogni giorno”, è il leitmotiv dei dirigenti vicini al segretario. Antonio Tajani, parlando con i giornalisti a Mumbai, ha definito le parole di Pier Silvio “sollecitazioni positive” e ha rivendicato il lavoro svolto: “Io sono assolutamente a favore del rinnovamento costante di Forza Italia. Quello che stiamo facendo è far emergere anche i giovani… abbiamo eletto ragazzi di 24, 25 anni”.
Raffaele Nevi, portavoce nazionale, ha ammonito a non «strumentalizzare le parole di Pier Silvio», giudicandole «riflessioni serie e condivisibili». Ma, nonostante i toni concilianti, il messaggio del Biscione ha innescato preoccupazioni in frange del partito considerate meno vicine agli orientamenti della famiglia Berlusconi.
OCCHIUTO SCALDA I MOTORI
Tra i nomi indicati come possibili nuovi leader spicca quello del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che nelle settimane scorse ha avuto un incontro anche con Marina Berlusconi. Occhiuto — che ha sottolineato di non voler costruire una “corrente anti-Tajani” ma di voler offrire “un nuovo orizzonte” — è in prima fila per l’appuntamento del 17 dicembre a Palazzo Grazioli, evento intitolato “In libertà” (sottotitolo: “Pensieri liberali per l’Italia”).
L’iniziativa, che alcuni interpretano come il battesimo di una nuova area liberale incentrata su diritti, economia e giustizia, vedrà la partecipazione attesa di personalità del mondo economico e istituzionale; la scaletta resta ancora in parte da definire. Fonti di partito parlano di un lavoro di tessitura per raccogliere adesioni nelle prossime settimane.
TAJANI PAGA DAZIO?
Nelle stanze del partito circolano giudizi diversi: c’è chi interpreta le parole di Pier Silvio come l’ennesimo richiamo a cambiare rotta e inserire “innesti esterni”, e chi invece le legge come un incoraggiamento a proseguire sul percorso di rinnovamento già avviato. “Il fatto è che i mezzi di Tajani e i suoi sono esauriti”, riferiscono ambienti interni al Domani, fotografando l’impazienza di una parte degli osservatori. Dopo un Natale che sarà dedicato ai territori e alla preparazione della campagna referendaria, qualcuno guarda già a gennaio come mese possibile per avviare un avvicendamento che, a detta di molti, arriverebbe comunque in ritardo.


