Italia

Tav, Tap, Ilva, Ponte Morandi: tutte le giravolte del M5S

Tav

Tav, Tap e non solo. Ecco tutti i ripensamenti a 5 Stelle

Il sì di Conte alla Tav ha certificato la spaccatura all’interno del Movimento 5 Stelle che in un anno e mezzo di governo ha fatto registrare più di una retromarcia sulle promesse elettorali.

Quella più eclatante è sicuramente il si alla Tav sulla quale Beppe Grillo ha persino ricevuto una condanna per aver sfondato una recinzione in Valsusa, ma se il via libera alla TorinoLione in questi giorni è diventato il simbolo della “purezza” perduta dal Movimento, da quando è andato al governo per i militanti sono molti i tradimenti subiti: dal gasdotto Tap all’Ilva, dalla Tav al secondo mandato, da Alitalia al ponte Morandi.

TAP

Il via libera al gasdotto salentino ha costituito una retromarcia importante. Alessandro Di Battista prima delle Politiche aveva promesso: “In quindici giorni se andiamo al governo lo fermiamo”. Promessa non mantenuta che ha portato i militanti pugliesi a bruciare le bandiere 5 Stelle.

ILVA

Altro tema delicato è quello dell’ex Ilva che dopo le inchieste, gli esuberi, i problemi ambientali avevano portato Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento, in campagna elettorale a promettere una riconversione dell’acciaieria o la chiusura dello stabilimento. L’Ilva oggi, acquistata da Arcelor Mittal è ancora attiva.

PONTE MORANDI E ALITALIA

Dopo il crollo del ponte di Genova, il ministro Di Maio e il suo collega Danilo Toninelli si erano scagliati contro Atlantia e i Benetton arrivando il primo ad affermare: “Chi non vuole revocare le concessioni deve passare sul mio cadavere”. A distanza di qualche mese non si è parlato più di concessioni revocate.

Anche sul fronte Alitalia dopo gli attacchi ai Benetton proprietari di Atlantia ecco che gli stessi entrano nel salvataggio della compagnia di bandiera.

I DUE MANDATI E IL “MANDATO ZERO”

L’idea dell’uno vale uno e del non trasformare i “portavoce” dei cittadini in professionisti della politica considerato un dogma oggi non lo è più. Così il capo politico del Movimento per spiegarlo alla propria base si è dovuto inventare il “mandato zero” ossia un mandato che non vale. Di conseguenza si potrà derogare al secondo mandato, facendone tre.

I TABÙ INFRANTI

Infine quelli che sono da sempre stati dei tabù per i 5 Stelle e che invece sono stati infranti: dal salvataggio di Matteo Salvini sul caso Diciotti al voto del decreto Sicurezza digerito dalla maggioranza dei 5 Stelle e invece osteggiato dai grillini di “sinistra”.

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