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Tutte le proposte per i giovani nei programmi di Pd, Fratelli d’Italia, Lega e non solo

Stati Generazionali

Pd, Fratelli d’Italia, Lega e non solo: tutte le proposte per i giovani nei diversi programmi di partito (o coalizione)

“Per ogni 3 votanti over 55, ce n’è uno under 35”, a dirlo Lorenzo Pavanello, fondatore di 20e30, un’associazione che prova a farsi portavoce delle generazioni dei ventenni e dei trentenni. Per ciò che riguarda il voto degli under 35 il nemico numero uno è l’astensionismo. Tra le ragioni della rinuncia al voto l’associazione individua anche la “scarsa rappresentanza locale a causa dei listini bloccati” a cui si somma la difficoltà per i fuorisede di vedersi garantito il diritto di voto.

Ma quali sono le proposte per i giovani dei partiti in gara alle elezioni del prossimo 25 settembre?

LE PROPOSTE PER I GIOVANI DEL PD: NON SOLO DOTE DA 10MILA EURO

Il Partito democratico ha avanzato tre proposte per i più giovani: il salario minimo, la dote per i giovani e lo ius Scholae. In Parlamento esiste già più di una proposta sul salario minimo il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, sta lavorando a un disegno di legge che potrebbe aumentare lo stipendio di circa 3,3 milioni di lavoratori che oggi guadagnano meno di 9 euro lordi ogni ora. “Vogliamo un Paese per giovani, che restituisca loro speranza, sostegno e opportunità proprio nei passaggi più importanti della vita – si legge nel programma -: quelli che condizioneranno le loro scelte lavorative, affettive e familiari e di fronte ai quali si trovano spesso soli e indietro”. La dote per i giovani è un’idea del segretario Enrico Letta: una “salvadanaio” da 10mila euro da donare alla metà dei 18enni italiani. La dote è erogata sulla base dell’Isee familiare, per coprire le spese relative alla casa, all’istruzione e all’avvio di un’attività lavorativa. I costi di questa misura saranno prevalentemente coperti dagli introiti aggiuntivi derivanti dalla modifica dell’aliquota dell’imposta sulle successioni e donazioni superiori ai 5 milioni di euro (pari allo 0,2% del totale delle eredità e donazioni).Lo Ius Scholae punta al riconoscimento della cittadinanza italiana per i giovani con genitori non europei, nati in Italia o arrivati prima del compimento dei 12 anni, che risiedano legalmente e che abbiano frequentato almeno 5 anni di studio nel nostro Paese. Se i 5 anni di studio includono la scuola primaria viene richiesto anche il superamento del ciclo di studi con esito positivo. A queste proposte si aggiungono: la riduzione della dispersione scolastica (puntando a piani educativi personalizzati), il sostegno all’apprendimento trasversale e digitale, il potenziamento dell’orientamento nel percorso scuola-lavoro, il rafforzamento delle borse per studenti meritevoli e l’incentivazione di Erasmus e Servizio civile europeo. Il PD, come il Terzo polo, ha l’obiettivo di incentivare l’indipendenza dei ragazzi. “Aiuteremo le ragazze e i ragazzi ad uscire di casa – propone il partito di Letta – potenziando il Fondo di garanzia Mutui per la prima casa e introducendo un contributo affitti di 2.000 euro per studenti e lavoratori under 35 con Isee inferiore ai 20.000 euro”.

SINISTRA E VERDI:  FINE DELLA PRECARIZZAZIONE DELL’UNIVERSITÀ

Molte e variegate le proposte dell’alleanza Verdi e Sinistra Italiana. Va dalla gratuità dei trasporti pubblici locali, al fine di “promuovere nuovi modelli di mobilità fra le giovani generazioni”, allo sviluppo della filiera della canapa che favorisca “l’entrata dei giovani nel settore”. L’imprenditoria giovanile viene incentivata attraverso la “formazione di consorzi cooperativi sul territorio italiano” e “la formazione di nuove imprese e start-up”. Un capitolo è dedicato anche al lavoro nell’università. Secondo i Verdi e Sinistra Italiana “Va chiusa la stagione della precarizzazione della ricerca – si legge nel programma -. Non solo perché ha pesato sulla vita di moltissime e moltissimi giovani, ma perché precarizzazione vuol dire meno autonomia e libertà, meno capacità di innovare approcci, metodi e linguaggi, perdita di competenze”. Infine viene proposta “l’estensione del tempo scuola (tempo pieno e tempo prolungato, a seconda dei diversi ordini di scuola) in tutte le scuole del territorio nazionale; affinché sempre meno giovani e adolescenti siano lasciati soli con le proprie difficoltà; proponiamo, tra l’altro, di estendere l’obbligo scolastico a 18 anni”.

LE PROPOSTE PER I GIOVANI NEL PROGRAMMA DEL CENTRODESTRA

L’ultimo dei 15 punti del programma del centrodestra è dedicato ai giovani. Prioritario per la coalizione formata da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi con l’Italia, è valutare l’impatto generazionale delle leggi e dei provvedimenti a tutela delle future generazioni. I conservatori inoltre il potenziamento degli strumenti di finanziamento per esperienze formative e lavorative all’estero per giovani diplomati e laureati, finalizzate al reimpiego sul territorio nazionale delle competenze acquisite. Il centrodestra inserisce tra le sue politiche anche il “rafforzamento del sistema del prestito d’onore per studenti universitari” e il “potenziamento dell’impiantistica sportiva, anche scolastica e universitaria” in aggiunta all’introduzione di “borse di studio universitarie per meriti sportivi”. Un altro obiettivo è la promozione e rilancio dell’artigianato e dell’impresa come prospettiva lavorativa per le nuove generazioni. I leader conservatori assicurano infine supporto all’imprenditoria giovanile, incentivi alla creazione di start up tecnologiche e a valenza sociale.

TERZO POLO: TASSE ZERO PER GLI UNDER25 E MUTUI CON GARANZIA DELLO STATO

I centristi di Azione e Italia viva hanno proposte ambiziose che puntano a mandare in pensione il prima possibile l’epoca degli aiuti a pioggia per favorire l’indipendenza economica dei più giovani. Calenda e Renzi propongono di portare a zero la tassazione per i giovani fino a 25 anni e tagliandola del 50% dai 26 ai 30, in questo modo le aziende dovrebbero essere invogliare ad assumere giovani permettendo loro di uscire qualche anno prima dal nucleo familiare dei genitori. I centristi puntano a incentivare l’imprenditorialità giovanile attraverso “forme di accompagnamento all’imprenditorialità, mediante servizi di incubazione, consulenza, mentoring e coaching per i giovani, e acceleratori per integrare l’offerta finanziaria con nuovi strumenti a sostegno dell’innovazione organizzativa e dello sviluppo del capitale umano. Per finanziare questo progetto proponiamo di usare parte dei 200 milioni di euro di fondi del PNRR dedicati al rilancio dei Centri per l’Impiego (CPI) non ancora allocati, cosi da introdurre nei CPI un servizio di “assistenza all’autoimpiego e all’imprenditoria giovanile” per giovani under 35 che desiderano avviare un’impresa. Va nella stessa direzione  di sviluppo dell’indipendenza la proposta del mutuo prima casa per gli under 35. Lo Stato, nelle previsioni dei centristi, si fa garante del 20% del valore di un immobile per il quale una banca abbia già accettato di erogare con un mutuo il restante 80 per cento. I centristi suggeriscono di contrastare l’abbandono scolastico estendendo l’obbligo di istruzione fino a 18 anni. Il Terzo polo vuole riformare il sistema dei tirocini curricolari “per assicurare che siano esperienze realmente formative e non soltanto atti dovuti all’interno del percorso di istruzione. Valuteremo l’opportunità di introdurre agevolazioni per le imprese che attribuiscono un rimborso spese o un’indennità ai tirocinanti o che trasformano il tirocinio in contratto di lavoro”.

LE PROPOSTE PER I GIOVANI DEL M5S: PENSIONI DI GARANZIA, STABILIZZAZIONI E RISCATTO DELLA LAUREA

“Dalla parte dei giovani: per il loro futuro, di benessere e stabilità”. Si intitola così il capitolo del programma del M5S dedicato ai più giovani. Il partito pentastellato articola intorno a cinque misure il piano per la popolazione dei giovani adulti:

  • la pensione Garanzia Giovani;
  • il riscatto gratuito della laurea;
  • gli incentivi all’imprenditoria giovanile e sburocratizzazione delle start-up;
  • la stabilizzazione degli sgravi per l’acquisto della prima casa da parte degli under 36;
  • la proroga dello sgravio per l’assunzione di giovani Under 36 in tutta Italia.

“Un aiuto concreto a tutti quei giovani con carriere intermittenti che fanno fatica ad avere una pensione”, si legge. Il riscatto della laurea, invece, è interpretato come “un incentivo allo studio universitario e un riconoscimento dell’impegno profuso nel percorso di studi in vista dell’attività lavorativa”.

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