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Rimpasto Sicilia

Tutti i guai di Schifani e Fratelli d’Italia in Sicilia: rimpasto in vista?

Dopo le epurazioni post-referendarie a via Arenula e in Piemonte, si preparano movimenti simili anche in Sicilia? Ecco la data chiave

A suggerire l’ipotesi di una “dimissionata” di massa in Sicilia era stato pochi giorni fa Luca Sbardella, il commissario scelto da Giorgia Meloni per bonificare il partito a seguito dello scandalo Auteri. Subito s’è pensato che fosse finalmente scoccata l’ora del rimpasto nella Giunta di Renato Schifani. E che il momento fosse propizio anche per archiviare le imbarazzanti vicende che paralizzano Palazzo D’Orleans e coinvolgono diversi big della maggioranza, dalla Dc a Fratelli d’Italia, a cominciare dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e dall’assessora al Turismo Elvira Amata, tra i più esposti alle intemperie giudiziarie di questi mesi.

Per procedere si attendeva un’indicazione da Roma, ma come ricostruisce La Sicilia la premier Giorgia Meloni, impegnata su troppi fronti, avrebbe detto ai suoi vice Tajani e Salvini di non volersi occupare anche dei tanti guai nell’isola, lasciando di fatto al presidente di Regione l’onere di districare la matassa.

LA PARALISI DI SCHIFANI

Anche Renato Schifani però ha un bel da fare. La sua maggioranza si regge da mesi su un filo di lana e a ogni votazione viene bersagliata dai franchi tiratori. I sospetti si concentrano su Fratelli d’Italia, ma il numero dei voti contrari spesso sopravanza quello dei deputati meloniani, estendendosi agli Autonomisti di Raffaele Lombardo e agli stessi compagni di Forza Italia. Così la giunta, pressoché paralizzata, galleggia ma non riesce a portarsi a casa nessuna riforma. Come se non bastasse, Schifani deve anche guardarsi dalla concorrenza di Giorgio Mulè, prescelto di Marina Berlusconi per il restyiling tra gli azzurri, che lo attacca d continuo e si candida per sostituirlo alla guida del partito in Sicilia.

L’OMBRA DI CUFFARO E IL CAOS ALLA SANITÀ

A complicare il quadro è il crollo verticale di uno dei pilastri della maggioranza: la Nuova DC di Totò Cuffaro. Con il leader nuovamente ai domiciliari – travolto dall’ennesima inchiesta sul clientelismo nella gestione della Sanità – Schifani è stato costretto a una manovra d’emergenza, estromettendo gli assessori Nuccia Albano e Andrea Messina, che pure erano estranei alle vicende giudiziarie. Le deleghe alla Famiglia e agli Enti Locali restano ora congelate nelle mani del governatore, bloccate dai veti incrociati tra Forza Italia e i meloniani, che vorrebbero approfittare della situazione per ampliare il proprio peso nella Giunta.

Non va meglio sul fronte tecnico-amministrativo. Il terremoto che ha colpito Salvatore Iacolino, ex regista della Pianificazione strategica alla Sanità, sospeso e poi dimessosi dopo l’avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa, ha lasciato un vuoto di potere nel settore più delicato della Regione.

I GUAI DI FRATELLI D’ITALIA IN SICILIA

Venendo ai guai di Fratelli d’Italia, i meloniani sono coinvolti in un altro filone giudiziario. Nell’occhio del ciclone l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata, finita sotto la lente dei magistrati, e il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, per il quale è stata fissata l’udienza il 4 maggio. L’ex astro nascente della politica meloniana in Sicilia ci tiene a precisare che il suo ruolo istituzionale è distinto da quello politico dell’assessora e rimette il suo destino nelle mani del partito, ma la sua poltrona traballa sempre più.  Con lui risultano coinvolti anche componenti del suo staff e l’ex portavoce Sabrina De Capitani.  Da ultimo, alla lista degli indagati si è aggiunto il deputato alla Camera Lillo Pisano, già balzato agli onori delle cronache in passato per alcuni post sui social inneggianti al Fuhrer, ed ex vicecapo di gabinetto dell’assessorato regionale al Turismo.

20 APRILE LA DATA CHIAVE

Il 20 aprile si deciderà sul rinvio a giudizio di Amata e l’impressione è che per quella data possano arrivare indicazioni importanti da Roma anche sul destino di Galvagno. A quel punto Schifani potrebbe finalmente avviare il rimpasto atteso da tempo, assegnare le deleghe e rivedere se, come e con chi portare a termine la legislatura.

La partita non riguarda solo le poltrone vacanti. I partiti puntano ai due assessorati tecnici finora rimasti fuori dai giochi politici: Fratelli d’Italia vorrebbe rivendicare la Salute, attualmente guidata da Daniela Faraoni, mentre il titolare dell’Economia Alessandro Dagnino deve guardarsi dagli appetiti di Forza Italia.

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