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Vaccini, perché la Lombardia non riesce a partire

Vaccini Lombardia In Azienda

La piattaforma Aria fa acqua da tutte le parti, la vicepresidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti, parla di ‘inadeguatezza’ e lo definisce ‘inaccettabile’. Cosa sta succedendo con i vaccini in Lombardia e chi c’è dietro Aria

Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, sta provvedendo in queste ore a cambiare i vertici di Aria Spa, la società della Regione sotto accusa per i disagi che si sono verificati nella campagna vaccinale. Secondo quanto si è appreso, Fontana sta azzerando tutte le cariche principali della società, dopo l’ultimo weekend in cui si sono verificati numerosi problemi nelle prenotazioni per il vaccino soprattutto a Cremona.

Su 600 persone attese ieri per le vaccinazioni all’hub vaccinale di Cremona solo 58 si sono presentate all’appuntamento e non perché gli altri avessero rinunciato ma per un errore di gestione sul sistema di Aria, la società che gestisce le prenotazioni della campagna vaccinale. Non è infatti partito l’invio degli sms di convocazione con data, ora e luogo della vaccinazione e alle persone era stato comunicato di non presentarsi alla Fiera senza prenotazione.

L’INTERVENTO DELL’ATTS CREMONA (E DEL SINDACO)

Fortunatamente l’Atts Cremona è intervenuta contattando direttamente gli interessati: “Per ovviare all’inconveniente del sistema di gestione delle prenotazioni verificatosi questa mattina e garantire l’erogazione del vaccino, l’Asst di Cremona, in accordo con Ats della Val Padana, si è attivata per convocare gli utenti delle fasce aventi diritto e già registrate al portale: ultra ottantenni, sanitari extra ospedalieri e insegnanti”. È quanto riportato sulla pagina Facebook dell’azienza socio-sanitaria.

Leggi anche: Vaccini, Confindustria Lombardia apre le fabbriche per accelerare

Grazie all’intervento dell’Atts Cremona alle 12 erano già state effettuate 133 vaccinazioni e alle 17 le persone già vaccinate erano 603 – con altre 100 in attesa della somministrazione. Oltre all’Atts Cremona, hanno aiutato anche i volontari di ‘Siamo noi’, l’‘Auser’, la Protezione Civile e lo stesso sindaco di San Bassano, Giuseppe Papa, che ha chiamato gli over 80 che dovevano recarsi all’hub vaccinale, dove ne ha poi accompagnati circa 20.

UNA STORIA CHE SI RIPETE

Già il giorno prima, sabato 20 marzo, Aria Lombardia o non aveva inviato nessun sms o i messaggi erano sbagliati. I disagi avevano riguardato Cremona, Como, Monza e Varese. Anche in quel caso era intervenuta direttamente l’Asst Cremona chiamando chi era atteso per la vaccinazione.

“L’INADEGUATEZZA DI ARIA” (MORATTI)

L’assessore al Welfare e vicepresidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti, ha così commentato su Twitter i disguidi relativi alla campagna vaccinale:

Al tweet ne è poi seguito un altro:

COME È NATA ARIA

L’inadeguatezza di cui parla Moratti, però, riguarda una società – Aria, per l’appunto – “voluta dal presidente Fontana e dall’assessore al Welfare Moratti, costato 20 milioni di euro”, come ha ricordato il consigliere regionale del Pd, Matteo Piloni, eletto in provincia di Cremona.

Come ha scritto il Corriere della Sera, Aria è nata nel 2019 su decisione del governatore Attilio Fontana e Davide Caparini, allora e tuttora assessore al Bilancio con delega alle Partecipate. Per la presidenza era stato scelto Francesco Ferri, di area Forza Italia, e come direttore generale Filippo Bongiovanni, “vicino a Fontana e quindi alla Lega”.

UN FLOP SU TUTTI I FRONTI

Poco dopo la nascita, Aria ha dovuto affrontare la pandemia e si è scontrata con le prime difficoltà: approvvigionamento mascherine e altri dispositivi di protezione, a cui sono seguite “la vicenda dei camici, dei calzari e dei copricapo forniti/donati dall’azienda Dama spa controllata da Andrea Dini, cognato di Fontana e partecipata al dieci per cento dalla moglie. Tra gli indagati c’è anche Bongiovanni […]”.

Non solo, c’è stata poi la questione dei vaccini antinfluenzali, i problemi con la gestione dei risultati dei tamponi e dei test anti Covid e oggi quelli con la campagna vaccinale. Motivo per cui la Regione ha deciso all’inizio di marzo di passare alla piattaforma di Poste Italiane.

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