Italia

Vaccino anti Covid. Il piano per la distribuzione nel Lazio

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Nel Lazio la curva dei contagi sta iniziando a rallentare, si registra l’indice Rt più basso d’Italia e i casi stanno diminuendo. L’assessore alla Sanità D’Amato spiega come la Regione si sta preparando per acquisto, logistica, conservazione e distribuzione del vaccino anti Covid. Ecco il piano

L’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, in un’intervista al Corriere della Sera ha presentato il piano messo in atto dalla Regione per farsi trovare pronti al momento dell’arrivo del vaccino anti Covid. Per questo sono già state previste campagne vaccinali per tutto il 2021, il coinvolgimento di medici di base, pediatri, farmacie e drive-in oltre agli ospedali.

QUANTE DOSI SERVIRANNO

Il Lazio ha quasi 6 milioni di abitanti, ma secondo D’Amato, serviranno 4 milioni di dosi di vaccino anti Covid per rispondere all’emergenza perché “il vaccino sarà su base volontaria e non sappiamo se tutti aderiranno. A meno che non si legiferi su un eventuale obbligo”, si legge nell’intervista. “L’acquisto spetta allo Stato e dipende dall’Unione europea, ma noi stiamo preparando un piano di vaccinazioni e di logistica che contempli questi numeri”.

COME SI PROCEDERÀ

L’assessore ha dichiarato che sono già stati presi accordi con le aziende farmaceutiche Pfizer, AstraZeneca e Moderna. La Regione sta inoltre già “iniziando a stratificare la popolazione”, mettendo al primo posto i pazienti con varie patologie e i soggetti più fragili.

LA LOGISTICA

Come già visto nel caso del vaccino Pfizer-Biontech di cui si è parlato nei giorni scorsi, ci sarà bisogno di una dettagliata organizzazione sia per la logistica, e quindi il trasporto, che per la conservazione del composto che in alcuni casi richiede temperature molto al di sotto dello zero. D’Amato ha riferito che è allo studio un piano logistico che prevede luoghi di stoccaggio e modalità di distribuzione. Al momento è stato trovato un accordo con Aeroporti di Roma, che già possiede una grande area di stoccaggio.

I FRIGORIFERI

Per i vaccini anti Covid che richiederanno temperature specifiche (vedi quello Pfizer-Biontech a -80° C), l’assessore ha detto: “Stiamo provvedendo all’acquisto di specifici frigoriferi. Alcuni già li abbiamo e si trovano all’Umberto I e al Bambino Gesù. Altri li acquisteremo: almeno uno per ogni Asl, quindi sei”.

I DATI NEL LAZIO

D’Amato ha poi rassicurato sulla situazione nel Lazio. La curva, grazie alle misure prese dalla Regione prima ancora che dal governo, sta iniziando a rallentare. Il Lazio registra l’indice Rt più basso d’Italia e i casi stanno diminuendo, ma l’obiettivo resta riportare l’Rt a azero “in modo da ridurre lo stress sulla rete ospedaliera”.

I NUMERI DEGLI OSPEDALI NEL LAZIO

L’assessore ha aggiunto che entro 72 ore apriranno anche gli ultimi mille posti letto previsti dall’ordinanza regionale. Al momento è occupato l’80% dei 4.371 posti letto ordinari e dei 405 di terapia intensiva già attivi. È inoltre previsto un ulteriore potenziamento delle terapie intensive in quella che viene definita dall’assessore “la terza fase del Covid”, e cioè nell’ultima settimana di gennaio e nella prima di febbraio, per quando è atteso il picco influenzale.

IL TAMPONE NASOFARINGEO

D’Amato ha infine dichiarato che per quel periodo spera che sarà già disponibile “un tampone nasofaringeo in grado di distinguere se i sintomi accusati dal paziente sono riconducibili all’influenza A e B o al Cororonavirus”.

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