Italia

Il lungo travaglio del vertice del Gse, a rischio commissariamento

commissariamento Gse

Possibile intervento del governo che starebbe valutando la possibilità di inserire un emendamento in un provvedimento in Parlamento, probabilmente il decreto fiscale, per commissariamento Gse

Potrebbe essere sempre più vicino il commissariamento del Gse, la società pubblica che gestisce 14 miliardi di energie rinnovabili. A ipotizzare un possibile intervento del governo che “starebbe valutando la possibilità di inserire un emendamento in un provvedimento in Parlamento, probabilmente il decreto fiscale” è stato un articolo de Il Messaggero.

MANDATO A PREPARARE LA NORMA

“Il ministro dello Sviluppo economico avrebbe dato mandato ai vertici del ministero guidato da Vito Cozzoli, di preparare una norma dopo il duro scontro al vertice della società pubblica dei mesi scorsi. A settembre il presidente Francesco Vetrò aveva convocato un consiglio di amministrazione della società con all’ordine del giorno la revoca delle deleghe all’amministratore delegato Roberto Moneta. Il culmine di una guerra sotto traccia all’interno della società scoppiata dopo il caso della nomina giudicata illegittima della Corte dei conti di alcuni dirigenti messi al vertice della macchina del Gse”, precisa Il Messaggero.

COME NASCE LA VICENDA

Si tratta, insomma, dell’ultima puntata di una situazione che va avanti da mesi: A settembre c’era stato il rinvio a data da destinarsi per la revoca delle deleghe all’amministratore delegato del Gse Roberto Moneta. Il Consiglio di amministrazione del Gestore dei servizi energetici avrebbe dovuto prendere una decisione sull’ad dopo che la Corte dei Conti aveva giudicato illegittime le nomine di alcuni dirigenti ai vertici della società. Ma aveva poi deciso di rinviare la questione a quando i due ministeri di riferimento, vale a dire Economia e Sviluppo economico, si sarebbero strutturati con la nomina dei sottosegretari. Decisione sancita con una lettera congiunta inviata da Mef e Mise al Gse con cui si chiedeva al presidente Francesco Vetrò e all’ad Roberto Moneta di rinviare la questione. Prima ancora, ad agosto sia Mise che Mef avevano scritto ai vertici chiedendo conto delle operazioni contestate dai magistrati contabili, tra le quali, una convenzione con l’Enea per il distacco di personale.

 

Articolo pubblicato su EnergiaOltre.it

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