I ballottaggi delle elezioni comunali si chiudono con un pareggio nei 6 capoluoghi principali, ma il centrosinistra si afferma nel bilancio complessivo della tornata nazionale. Forza Italia conquista Vigevano superando le divisioni interne e neutralizzando Vannacci.
Si è chiusa ieri la tornata delle elezioni amministrative con i ballottaggi nei comuni chiamati al secondo turno. Ecco com’è andata nei capoluoghi e a Vigevano, l’osservata speciale dove Futuro Nazionale remava contro la coalizione di centrodestra.
IL BILANCIO COMPLESSIVO E IL DATO DELL’AFFLUENZA
Parità assoluta nei sei capoluoghi di provincia al voto: Arezzo, Lecco e Macerata sono andate al centrodestra, mentre Agrigento, Chieti e Trani hanno premiato il centrosinistra. Allargando lo sguardo all’intera tornata amministrativa, che ha coinvolto un totale di 18 capoluoghi, il centrosinistra si impone complessivamente conquistando 10 città rispetto alle 8 uscenti. Il centrodestra cresce leggermente passando da 5 a 6 capoluoghi, a discapito delle formule civiche o espresse da altri partiti, che calano drasticamente da 5 a 2 sindaci eletti. A fare da sfondo a questo scenario è il marcato calo della partecipazione popolare: l’affluenza definitiva ai ballottaggi si è attestata al 52%, registrando una flessione di oltre otto punti percentuali rispetto al 60,48% del primo turno.
IL CENTRODESTRA STRAPPA IL COMUNE DI LECCO
Lecco torna al centrodestra: il nuovo sindaco è Filippo Boscagli con 52,04% delle preferenze. Niente da fare per il sindaco uscente, il candidato del centrosinistra Mauro Gattinoni, fermo al 47,96% dei consensi.
LA CONFERMA DI PARCAROLI A MACERATA
A Macerata rieletto Sandro Parcaroli, che aveva sfiorato la vittoria già al primo turno. Il candidato del centrodestra ottiene il suo secondo mandato consecutivo alla guida della città marchigiana grazie al 54,3% dei voti, superando lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli, il quale si ferma al 45,7%.
IL CENTRODESTRA PASSA AD AREZZO CON COMANDUCCI
Nella sfida toscana il centrodestra vince con Marcello Comanducci, eletto sindaco con il 55,75%. L’avversario del campo largo, l’esponente progressista Vincenzo Ceccarelli, non è riuscito a completare la rimonta e si è fermato al 44,25% delle preferenze.
LA VITTORIA DI LEGNINI A CHIETI
Il centrosinistra si tiene Chieti: l’ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) Giovanni Legnini vince il confronto con Cristiano Sicari (52,27% a 47,73%), nonostante quest’ultimo avesse siglato un accordo di apparentamento formale con i candidati civici Mario Colantonio e Alessandro Carbone. Per Chieti si tratta della seconda consiliatura consecutiva a guida progressista, dopo l’esperienza amministrativa appena conclusa con il sindaco uscente Diego Ferrara.
IL CENTROSINISTRA TIENE IL TIMONE A TRANI
Testa a testa serratissimo a Trani: alla fine il preside Marco Galiano ha avuto la meglio su Angelo Guarriello, confermando il trend che vede la cittàin mano al centrosinistra da oltre 11 anni.
LA SVOLTA STORICA DI AGRIGENTO
Il risultato più netto per il centrosinistra arriva dalla Sicilia, dove si registra una storica inversione di tendenza: Agrigento, feudo storico della Dc e poi della galassia cuffariana, va a Michele Sodano, primo sindaco progressista nella storia del comune siciliano. Un trionfo per il giovane ex 5S e una debacle pesante per Dino Alonge, con il pallottoliere che segna un’impietoso 72% a 28%, sebbene in un contesto di forte astensionismo – l’affluenza definitiva è crollata al 41,03%, in calo di ben 18,16 punti percentuali rispetto al primo turno.
COM’È ANDATA A VIGEVANO, L’OSSERVATA SPECIALE
Discorso a parte merita Vigevano, l’altra osservata speciale di questi ballottaggi. A catalizzare l’attenzione era la sfida interna alla destra, dopo lo sbalorditivo 14% di Futuro Nazionale al primo turno e la decisione, tanto di Vannacci quanto della Lega, di non schierarsi al fianco del candidato di Forza Italia al secondo.
Ciononostante, il nuovo sindaco della città ducale è Paolo Previde Massara, chirurgo dell’ospedale cittadino, sostenuto dagli azzurri e dalla lista civica Lab27029, capace di raddoppiare i voti ribaltare l’esito del primo turno, che vedeva in testa Rossella Buratti, candidata di un campo larghissimo che univa Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Azione, Italia Viva e Rifondazione Comunista.
A uscirne con le ossa rotte è ancora una volta la Lega, che non è riuscita a imporre l’ex assessore Riccardo Ghia nemmeno al primo turno, malgrado l’appoggio di Fratelli d’Italia e una tradizione al governo della città che durava da oltre 15 anni.


