A Vigevano Buratti (centrosinistra) e Previde Massara (FI) vanno al ballottaggio, con il suo quarto posto il candidato di Vannacci rischia di essere il vero ago della bilancia
Il futuro nazionale del Generale Vannacci passa da Vigevano? Al di là del facile gioco di parole il risultato ottenuto dal candidato del militare nella cittadina a pochi km da Pavia è interessante da un punto di vista locale ma anche nazionale.
I RISULTATI DEL PRIMO TURNO
A Vigevano ha governato per 16 la Lega e prima ancora, per 10 anni, Forza Italia. Il primo turno delle amministrative si è tenuto lo scorso 24 e 25 maggio. Un’affluenza di poco superiore al 50% (52.01%, in calo di più di 5 punti rispetto alla precedente consultazione) ha consegnato al secondo turno due nomi: Rossella Buratti e Paolo Previde Massara, due candidati civici non organici ai partiti o alle coalizioni che hanno rappresentato.
CAMPO LARGHISSIMO E CENTRO DESTRA SPACCATO
Rossella Buratti, avvocato 60enne, è riuscita a raccogliere intorno a sé tutto il centro sinistra, da Avs a Casa Riformista passando per Pd e Rifondazione comunista. Grazie questo campo larghissimo è riuscita a convincere il 34,31% dei votanti, portandosi al primo posto.
Il centro destra, invece, si è presentato diviso proponendo ben tre candidati. Paolo Previde Massara, medico chirurgo dell’ospedale cittadino, che con il 24,38% dei voti si giocherà il ballottaggio con Buratti, gode del supporto di Forza Italia-PPE. Fratelli d’Italia e Lega Nord avevano trovato l’accordo intorno al nome di Riccardo Ghia, che ha convinto, però, solo il 21,45% dei votanti arrivando al terzo posto.
VIGEVANO SORRIDE A VANNACCI
La vera sorpresa arriva scorrendo la classifica. Il quarto posto è occupato da Furio Suvilla, candidato da Vif Vigevano Futura (sua creatura che ha abbracciato l’intuizione politica di Roberto Vannacci) e da Lombardia Civica, ha ottenuto il 14,21% dei voti. Suvilla si candidò a sindaco con sotto le stesse insegne già sei anni fa, ottenendo il 6% e un posto da consigliere comunale d’opposizione contro la maggioranza di centrodestra. A seguire si sono piazzati Gabriele Righi, con il 4,7% dei voti e Lovati Massimo, con il supporto di DSP Democrazia Sovrana Popolare e lo 0,94% dei voti.
LE INDICAZIONI DI VOTO PER IL SECONDO TURNO
Buratti, al primo turno, ha già raccolto tutto ciò che la politica locale aveva da offrirle. Per imporsi sul candidato di centro destra deve sperare negli indecisi, in coloro i quali si sono astenuti al primo turno oppure nei votanti di centro destra che decideranno di astenersi al secondo turno.
Discorso diverso per Paolo Previde Massara. Fratelli d’Italia dopo un’intesa su alcune linee programmatiche ha già invitato i suoi a votare per il candidato forzista. Non li ha seguiti la Lega che, insieme a Noi Moderati, ha sposato la linea del “voto secondo coscienza”. Previde Massara incassa il sostegno anche del civico Gabriele Righi.
IL CANDIDATO DI VANNACCI AGO DELLA BILANCIA
Suvilla, con i suoi 3.476 voti, potrebbe pesare non poco sul risultato finale della consultazione. Il candidato di Vannacci – per lui il Generale è tornato da Bruxelles per tenere un comizio nella cittadina lombarda – invita la gente a recarsi alle urne annullando la scheda o lasciandola bianca.
COSA SIGNIFICA IL RISULTATO DI SUVILLA
Il risultato di Suvilla lancia almeno due segnali. Il primo è diretto agli ex colleghi e amici della Lega, il partito che ha traghettato il Generale da un insperato successo letterario agli scranni di Bruxelles. Suvilla, infatti, arriva dalle file della Lega. Il partito di Matteo Salvini da anni ormai è scosso da movimenti tellurici che gli hanno fatto perdere numerosi amministratori locali. Lo sradicamento territoriale – sofferto da molti leghisti della prima ora (ne abbiamo parlato, per esempio, qui, qui e qui) – insieme concorrenza dei più convincenti – per lo meno nell’afflato nazionale – Fratelli d’Italia hanno fatto perdere terreno alla Lega di Salvini. Il secondo, riprendendo il gioco di parole iniziale, parla del posizionamento del partito del Generale. Un soggetto politico che pesca nello stesso bacino elettorale di una Lega in affanno e che sta provando a candidarsi come un vero interlocutore. Ignorarlo potrebbe non essere più così semplice.


