Il Consiglio dei ministri di oggi dovrebbe incoronare Guido Stazi presidente della Consob. Ecco come s’è sbloccata l’impasse tra Lega e Forza Italia
Sembra giunta a conclusione la telenovela sulla presidenza della Consob. Scartato da tempo Federico Cornelli, sul quale mancava l’accordo nella maggioranza, secondo l’AdnKronos, Lega e Forza Italia avrebbero raggiunto l’intesa sulla nomina di Guido Stazi, attuale segretario generale dell’Antitrust (l’altro grande nodo da sciogliere). La nomina dovrebbe essere validata dal Consiglio dei ministri prevista per oggi alle 17.30 anche se non ancora ufficializzata.
CHI È GUIDO STAZI
Il profilo scelto per guidare l’autorità di vigilanza è un esperto di profonda caratura nelle istituzioni indipendenti, nella concorrenza e nella regolamentazione dei mercati. Romano, classe ’57, Guido Stazi ricopre dal marzo del 2022 l’incarico di Segretario Generale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
La sua nomina fu proposta dal presidente dell’ente Roberto Rustichelli e avallata dall’allora Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, rappresentò un unicum nella storia trentennale dell’istituzione, essendo la prima volta di un dirigente interno promosso a tale vertice. Dopo la laurea in giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma e gli anni come assistente universitario a Siena, Guido Stazi è entrato all’Antitrust fin dalla sua fondazione nel 1990, operando inizialmente come funzionario, poi come assistente del professore e componente dell’autorità Franco Romani, e in seguito come direttore di numerose istruttorie di rilievo.
Ex editorialista di Milano Finanza, Stazi è stato anche Capo di Gabinetto dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni dal 2005 al 2012 e ha già maturato una profonda conoscenza della stessa Consob, essendone stato Segretario Generale tra l 2013 e il 2017.
PERCHÉ SONO SALTATE LE IPOTESI DI NOIA E MOSCA
Prima di giungere alla sintesi sull’attuale segretario dell’Antitrust, il tavolo delle trattative aveva esaminato e successivamente accantonato altre autorevoli candidature, in particolare quelle di Chiara Mosca e Carmine Di Noia.
La professoressa Mosca, attuale presidente vicaria della Consob, solo ieri aveva rivendicato di essere alla guida di un collegio di commissari pienamente attivo, affiancata proprio da Federico Cornelli, da Carlo Comporti e da Gabriella Alemanno. Secondo Il Foglio, a frenare la sua candidatura, come quella di Cornelli e di Di Noia – ex commissario Consob e dal 2021 direttore degli Affari finanziari all’Ocse – sarebbe stata “la norma che ostacola la cosiddetta “transumanza” di componenti tra le principali authority nazionali, comprese quelle su concorrenza, borsa, energia ed anticorruzione. E’ l’articolo 22 della legge 90 del 2014, approvata sotto il governo di Matteo Renzi”.
La norma impone un periodo di raffreddamento di cinque anni al termine di un mandato prima di poter assumere un nuovo incarico. “Secondo un’interpretazione restrittiva di questa norma – prosegue l’articolo – il divieto varrebbe anche per le nomine che riguardano uno stesso ente e non solo per il passaggio da una parte all’altra. Per altri, invece, si tratta di una interpretazione assolutamente fuorviante e sarebbe stata costruita per impedire la nomina di uno degli attuali commissari Consob”.

