La frode sportiva, i rischi per il calcio, i tempi della giustizia penale e sportiva, le differenze con Calciopoli: l’intervista all’avvocato e docente di Diritto dello Sport Enrico Lubrano sul caso arbitri
Dal concetto di concorso in frode sportiva alle possibili sanzioni per i club, fino al rischio di una nuova “Calciopoli”: l’inchiesta penale sul caso arbitri minaccia di terremotare il calcio italiano. Per fare chiarezza su una vicenda dai contorni ancora tecnici, abbiamo interpellato l’avvocato Enrico Lubrano, esperto della materia, titolare dell’insegnamento di Diritto dello Sport alla Luiss Guido Carli e Presidente della relativa Commissione presso l’Ordine degli Avvocati di Roma.
Dott. Lubrano, iniziamo dalle basi: l’indagine della procura di Milano ipotizza il reato di frode sportiva in concorso. Qual è la differenza rispetto all’associazione a delinquere?
Concorso in frode sportiva significa che due o più soggetti si sono accordati per porre in essere una frode sportiva, quindi un reato specifico; invece l’associazione a delinquere è una associazione di più soggetti con finalità di delinquere in generale, senza riferimento a specifici reati.
L’avvocato di Rocchi solleva un questione tecnica: l’ipotesi di frode sportiva formulata dalla procura di Milano prefigura un reato plurisoggettivo. Andrebbe dunque indicato un altro soggetto: significa che la tesi della Procura è debole o che dobbiamo aspettarci nuovi e più ampi risvolti?
Ritengo prematura ogni valutazione sulla maggiore o minore consistenza delle indagini della Procura della Repubblica di Milano: al momento attuale, non abbiamo elementi concreti di valutazione.
Quali sono le conseguenze qualora fosse appurata l’intenzione di orientare le gare?
La questione può svilupparsi su due procedimenti: uno è il procedimento penale, attualmente in corso, che avrà tempi di indagine e di decisione mediamente lunghi; un secondo procedimento è il procedimento disciplinare sportivo, che potrebbe essere attivato dalla Procura Federale della FIGC, laddove ravvisasse la sussistenza di condotte rilevanti dal punto di vista disciplinare sportivo: in questo caso, la Procura Federale potrebbe deferire uno o più soggetti innanzi al Tribunale Federale Nazionale presso la FIGC, il quale emetterebbe la relativa decisione di primo grado, che poi potrebbe essere impugnata di fronte alla Corte Federale di Appello FIGC prima ed innanzi al Collegio di Garanzia dello Sport poi.
I club e i tesserati dei club coinvolti rischiano qualcosa?
Laddove gli organi di giustizia federale rilevassero la commissione di condotte in violazione di principi sportivi, quali illeciti sportivi o violazione del principio di lealtà sportiva, i soggetti tesserati ed i club potrebbero essere condannati a sanzioni disciplinari anche rilevanti.
Quali sono le sanzioni che potrebbe comminare la giustizia sportiva?
Le sanzioni, in astratto, potrebbero consistere in squalifiche per i tesserati ed in sanzioni di penalizzazione in classifica o anche di revoca di titoli conseguiti per le società.
Che tempistiche ci sono?
Realisticamente, circa un mese per la fase innanzi alla Procura Federale e circa un mese per il giudizio innanzi al Tribunale Federale Nazionale FIGC, la cui decisione è immediatamente esecutiva;
Su quali stagioni interverrebbero le sanzioni della giustizia sportiva?
Potenzialmente le sanzioni di Giustizia Sportiva potrebbero essere applicate anche alla stagione in corso.
Molti commentatori rilevano similitudini tra quanto emerso e le vicende di Calciopoli 2006. Ci sono somiglianze secondo lei?
L’unico elemento in comune è che Calciopoli 2006 è nata da un’indagine della Procura della Repubblica alla quale poi la Procura Federale ha richiesto gli atti per la valutazione dei profili disciplinari sportivi. La derivazione da un’indagine penale è ormai una matrice comune a tutti i grandi procedimenti disciplinari sportivi degli ultimi vent’anni; ma non è affatto detto che, a seguito di una indagine penale, vi sia un procedimento sportivo; nel caso in questione, allo stato attuale, non vi sono ancora elementi per potere valutare la situazione.
C’è anche chi ha collegato il terremoto a una maggiore probabilità che ciò porti al commissariamento della FIGC. In che termini le due vicende si collegano?
Non ci può essere alcun collegamento tra un procedimento disciplinare sportivo (nel caso in questione non ancora aperto) ed il commissariamento della Federazione, che può avvenire solo per gravi irregolarità di gestione, gravi violazioni all’Ordinamento Sportivo o impossibilità di funzionamento (art. 6, lett. f1, Statuto CONI).


